Il concetto di Intelligenza Artificiale (IA) compie 70 anni. Esso fu coniato nel 1956 al Dartmouth Summer Research Project dal ricercatore statunitense John McCarthy. Anche in previsione dell'anniversario del 1956, e in ricordo dell’anniversario del 50º anno, nel 2021 fu pubblicato un documento intitolato ”Zahlen, bitte!”, che ora viene ripubblicato come "Classic".

L’impegno per la KI in politica

Dove ci sono politiche moderne non c’è vita senza l'AI. Le cinque principali forze politiche tedesche menzionano chiaramente l'importanza dell'intelligenza artificiale nei loro programmi elettorali. Non fu sempre così importante; durante il primo mandato di Angela Merkel negli anni 2000, l'AI non costituiva un punto focale. In realtà, fu solo vent'anni dopo, nel 2006, che la ricerca in AI aveva celebrato i suoi primi 50 anni.

La conferenza "AI@50"

La conferenza "AI@50", organizzata a Dartmouth il 13 luglio 2006, si proponeva di guardare al passato con lo sguardo rivolto anche al futuro, fino al 2056, e con un’attenta analisi della storia della conferenza madre del 1956.

La conferenza del 1956 ebbe inizio il 13 giugno, proseguendo per due e mezzo mesi. Fu un’iniziativa di McCarthy, che considerò necessari “1,7 Einstin e diversi miliardi” per sviluppare un'intelligenza paragonabile alla mente umana. Inoltre, all’evento parteciparono anche quattro membri rimasti vivi della conferenza originale, benché oggi siano tutti scomparsi. Il partecipante sopravvissuto più a lungo fu Trenchard More, il quale morì nel 2019.

I contributi di questa conferenza sono stati conservati grazie a una serie di rapporti, inclusi il documento di James Moor, che fu pubblicato in una rivista di riferimento dell’Intelligenza Artificiale. Un'altra fonte di interesse storico è costituita dalla lista di opere di fantascienza analizzata da Ray Solomonoff nel 1956.

Persone e progetti futuristici

La conferenza attirò non solo esperti di IA che avevano specializzato le loro ricerche, ma anche un filosofo, Eric Steinhart, che pose interrogativi riguardo al modo in cui un'AI potrebbe ricostruire la personalità umana da dati digitali — come una sorta di entità digitale o addirittura un dio programmabile.

Il “Digitale Geist”

Steinhart descrisse un “digitale Geist” come un programma IA in grado di imitare perfettamente la vita umana. Questo non riguardava però solo l’archiviazione, ma progetti come il progetto Lifelog di DARPA o il CARPE finito nel dimenticatoio. CARPE stava per “Capturing, Archiving and Retrieval of Personal Experiences”. Nonostante lo spirito innovativo, pochi di questi iniziative hanno avuto seguito.

Il Digital Biographer

Un’altra idea interessante proviene da Marvin Minsky, che sperava di creare uno strumento di biografia digitale come ombra del suo sé. Ancora non esistente in forma completa, il progetto presenta potenzialità, e si spera che in futuro offra risultati concreti.

Le prospettive future e i progressi tecnologici

Il futuro dell'IA ci porta a immaginare progetti sempre più avanzati, in cui la tecnologia potrebbe permetterci di replicare digitalmente parti della nostra identità o esperienze. Mentre oggi i tentativi di realizzare queste idee non sono ancora perfetti, il progresso tecnologico potrebbe renderli realtà negli anni a venire.

In ambito accademico e tecnologico continuiamo a sviluppare le basi per queste iniziative. I progetti di memorizzazione digitale, come il Forever Network o la Virtual Memorials, cercano di offrire un posto dove le esperienze umane non vengano perse.

Chi si aspetta di vivere virtualmente?

Con il tempo, i tentativi di creare una versione digitale di se stessi hanno assunto forme nuove e complesse. Steinhart non si riferì a semplici backup, ma a sistemi molto avanzati che riproducano pensieri e sentimenti umani.

Quali progetti sono sopravvissuti?

La visione futuristica di Steinhart ci porta a considerare che entro 30 anni si potrebbe ottenere un'esperienza digitale completa del sé. Il futuro dell’Intelligenza Artificiale non finisce certo qui, e la ricerca continua a offrire spunti interessanti per l’applicazione in diversi ambiti.