La divisione tra TIM e FiberCop era stata considerata una svolta promettente per il settore delle telecomunicazioni in Italia. L’intento dichiarato era favorire una maggiore efficienza, un livello di concorrenza sostenibile e una riduzione dei prezzi all’ingrosso. Tuttavia, i dati pubblicati da FiberCop a partire da maggio 2026 rivelano un aumento significativo di queste tariffe, che Wind Tre interpreta come una minaccia concreta per il mercato regolamentato.

Rincari all’ingrosso: un’incognita per i clienti finali

I primi listini resi noti da FiberCop indicano rincari che vanno ben oltre l’inflazione e il ritmo generale di crescita economica. Sebbene FiberCop abbia rifiutato di fornire chiarimenti dettagliati, Wind Tre ha sottolineato che questi aumenti potrebbero impattare direttamente sui consumatori e sugli operatori, che oggi dipendono in larga misura dall’infrastruttura della FTTH (Fiber To The Home).

Da un esempio pratico, alcuni operatori indipendenti hanno già comunicato all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di non poter sostenere le nuove tariffe all’ingrosso. Questo potrebbe ridurre l’offerta ai clienti e compromettere la promessa di una crescita sana del settore.

FiberCop cerca giustificazioni

Nelle sue dichiarazioni pubbliche, FiberCop non ha mai smentito l’innalzamento dei prezzi, ma ha fornito una serie di motivazioni per giustificarli. L’azienda ha fatto riferimento agli alti costi di manutenzione e aggiornamento della rete, ai costi di connessione per la manodopera e agli investimenti necessari per garantire servizi sempre più avanzati.

Ma Wind Tre ha risposto in modo chiaro: sebbene gli investimenti siano importanti, gli aumenti dovrebbero seguire un criterio trasparente e proporzionale. La mancanza di un piano tarifario articolato e il rifiuto di dialogo con il mercato sono stati criticati come un passo indietro rispetto agli obiettivi del mercato aperto.

Gli scenari futuri: regolamentazione in discussione?

L’AGCOM ha già espresso dubbi su come FiberCop abbia formato i nuovi listini tariffari. Sembra che il regolatore stia valutando di applicare nuove forme di controllo per evitare che gli aumenti abbiano un impatto negativo sul contesto competitivo.

Molti osservatori, tra cui l’Osservatorio Indipendente sulle Tecnologie, hanno ribadito che un accesso trasparente alle reti di FiberCop è fondamentale per sostenere nuovi attori, e specialmente le Piccole e Medie Imprese che si affacciano nel settore.

Che cosa chiedono gli operatori? Un piano tariffario articolato

Gli operatori concorrenti chiedono a FiberCop di fornire:

La questione dell’equità e del dialogo

Oltre alla questione economica, emerge un dibattito sull’eccessiva centralità di FiberCop nel mercato. Wind Tre e altri operatori chiedono una maggiore parità nel dialogo e nel controllo dell’offerta. L’esempio del Belgio è spesso citato: là, i gestori hanno costruito una strategia condivisa che ha migliorato la competitività e abbassato i prezzi per i consumatori.

Quali sono i prossimi passi?

Wind Tre ha dichiarato di intenzionare di presentare una serie di iniziative per chiedere un intervento chiaro da parte dell’AGCOM. Nello stesso tempo, promette di investire in infrastruttura alternativa, nonostante i costi elevati, per mantenere viva la concorrenza.