Wildberger: "Non Abbandoniamo Questa Repubblica Digitale"

La partecipazione dei politici agli eventi digitali, come la conferenza re:publica, è sempre stata un’esperienza a metà tra l’ottimismo e la frustrazione. Per Karsten Wildberger, ministro tedesco per la Digitalizzazione, l’apparizione martedì sera sul palco più grande non è stata un’eccezione. Il dibattito è stato complesso e riceve pareri eterogenei, come evidenzia anche la sua valutazione generale. In scena presso l’antico Postbahnhof di Berlino, il ministro ha cercato di conquistare i presenti con i progetti del governo, pur incontrando reazioni a volte contrastanti.

Wildberger ha insistito sull'importanza di costruire prodotti software autonomi per il settore pubblico e per il mercato. "Dobbiamo produrre prodotti che possano competere efficacemente", ha dichiarato, riferendosi a una riduzione della dipendenza da fornitori dominanti come Microsoft o Google. Il Centro per la Sovranità Digitale, detto Zendis, sta già lavorando su come migliorare queste tecnologie. "Deve poter competere al meglio", ha sottolineato il ministro. "Saremo flessibili e ci assicureremo che riceva il finanziamento necessario per adattarsi a nuove strutture."

Sovranità, Qualità, e Sicurezza

Per Wildberger, la sovranità digitale non è solo un concetto politico, bensì un fattore fondamentale per la sicurezza nazionale e per l’autonomia economica. "Investiamo in tecnologie che abbiano un carattere geopolitico e che ci rendano autonomi", ha affermato. Il ministro ha ribadito l’importanza del principio "Public Money, Public Code", sostenendo che i finanziamenti pubblici vadano a progetti digitali open source. Il pubblico della re:publica, sensibile a temi di apertura e di trasparenza, ha espresso soddisfazione per questo impegno.

Wildberger ha però anche sottolineato un limite comune: il comfort legato a strumenti digitali di largo utilizzo. "Alcuni prodotti vengono utilizzati soprattutto per comodità, ma il prezzo pagato in termini di licenze e dipendenza non è trascurabile", ha argomentato. "La libertà di scelta deve essere riconosciuta, ma anche valorizzata." Il rifiuto a rinunciare a un livello di sovranità eleva il costo in termini economici ma, nella visione di Wildberger, costituisce un investimento strategico.

Collaborazione Europea e Rischi Geopolitici

Con riferimento alla dipendenza tecnologica dalla Cina o dagli USA, Wildberger ha ribadito l’importanza di una collaborazione europea strutturata. Mentre spera in una "mondo che vive cooperazione e commercialità", il ministro non si nasconde di fronte al rischio di dipendenza tecnologica. "Le capacità tecnologiche hanno un ruolo centrale nella strategia globale", ha spiegato. Il governo, ha aggiunto, deve farsi portavoce dei fornitori europei, investendo in R&D per migliorare la competitività tecnologica.

Il discorso di Wildberger si è esteso anche alla questione del dialogo con la società civile. Il ministro ha ammesso di aver mancato nell’anno precedente, riconoscendo la voce critica di esperti tecnologici e movimenti open source: "Nel 2023 ho dedicato insufficiente attenzione alle opinioni della comunità", ha dichiarato. Il riferimento include progetti come SPARK e la wallet EUDI, i cui sviluppi hanno suscitato perplessità in alcuni ambienti.

La Wallet Digitale e la Sicurezza

Un progetto simbolo del governo tedesco, la wallet EUDI, è al centro di attenzione per il suo potenziale di sicurezza e di innovazione. Wildberger, ha precisato che la priorità è la funzionalità e la sicurezza. "Sarà necessario che funzioni bene e che abbia alti standard di protezione", ha affermato. La wallet dovrà essere approvata leggalmente e regolamentata in base alla legislazione federale, con un piano mirato a una sua adottazione nazionale.

Il ministro ha esortato anche la comunità tecnologica a coinvolgersi attivamente nello sviluppo. "Vogliamo che la Community contribuisca a farla diventare veramente sicura e trasparente", ha dichiarato. L'idea di fornire dati garantiti dallo Stato, come ad esempio in un ambiente di identificazione pubblica, ha trovato interesse nell’auditorio. Tuttavia, Wildberger ha avvertito che la fiducia non si costruisce a priori ma deve essere meritata "attraverso la piena trasparenza su chi utilizza che dati e quando".

Scetticismo Sulla Riforma Del Diritto alla Privacy

La parte più controversa del discorso ha toccato il tema della privacy e del dato personale. Wildberger ha proposto una "nuova visione per la gestione responsabile del dato", sostenendo la necessità di un passaggio da una tutela puramente legale a una gestione attiva e responsabile del dato da parte di tutti. Questo, però, ha suscitato perplessità nell’auditorio, dove la sensazione generale è che ridurre il diritto alla privacy possa ridurre anche i diritti fondamentali.

Al contrario, il ministro ha ricevuto sostegno quando ha espresso una ferma adesione a normative come il Digital Markets Act e il Digital Services Act. Entrambi iniziativa dell’UE, queste due leggi sono state definite "importanti per il mercato digitale globale", in opposizione a posizioni più aperte alla deregulation da parte degli USA.

La Strada Per Una Maggior Responsabilità Digitale

A conclusione, Wildberger ha espresso un auspicio per una maggiore responsabilità da parte delle aziende tecnologiche nel rapporto con la società. "I grandi attori del settore hanno un ruolo sociale rilevante e devono assumersi la loro quota di responsabilità", ha ribadito. Il pericolo, ha aggiunto, è che in un mondo dove la verità non è più evidente, la fiducia nelle istituzioni possa degradare. La sua convinzione? Siamo chiamati a costruire una società digitale non per l’utente, ma per il cittadino consapevole e partecipe.