La decima edizione di Vivatech, evento annuale di riferimento per lo startup e il digitale in Francia, ha visto il ritorno di Bernard Arnault, presidente del gruppo LVMH, a sostenere l’importanza dell’ingegno, del design, e dell’imprenditorialità innovativa. All’evento, animato dal fondatore Maurice Levy, Arnault ha espresso una visione ambiziosa, incoraggiando l’energia delle startup e ribadendo l’esigenza di mantenere viva la cultura startupistica anche all’interno del più grande gruppo di lusso mondiale.
Un gruppo di conglomerato di startup
Ai partecipanti all’evento, Arnold ha spiegato come il gruppo LVMH, nonostante la sua mole internazionale, veda ogni casa madre del brand — come Christian Dior, Louis Vuitton, Moët-Chandon, o Hennessy — come una startup nel proprio percorso evolutivo. «Chacuna di mie marche, un tempo, era una startup», ha ricordato. Il successo, ha aggiunto, dipende non tanto dall’idea originale quanto dalla capacità di realizzarla efficacemente.
Per Arnold, il segreto del successo risiede nella capacità di esecuzione. Ha fornito l’esempio di Facebook, che, all’inizio, aveva molteplici competitori con idee simili. Solo uno ha avuto successo: colui che era in grado di implementare al meglio l’idea iniziale.
L’ambizione francese
Il dg di LVMH ha espresso inoltre orgoglio per il ruolo del lusso francese nel mondo. «Il fatto che un evento come questo si svolga in Francia, e che io rappresenti un gruppo globale con negozi in tutto il mondo, mi rende fiero di essere un ambasciatore della Francia».
Burocrazia troppo pesante in Europa
Arnold ha anche criticato una volta di più la complessità della burocrazia europea, rifiutando l'idea della sua indispensabilità e proponendo invece strategie di semplificazione grazie all’implementazione delle tecnologie. «In Europa, la burocrazia è troppo presente. Ma grazie a strumenti come l’IA possiamo ridurne il peso», ha dichiarato, sottolineando il ruolo chiave delle startup innovative.
L’IA e la cultura dell’innovazione
Per il dg di LVMH, l’intelligenza artificiale è un alleato non solo per migliorare la sostenibilità aziendale, ma anche per raffinarsi in chiave estetica. Ogni settimana, si dedica alla creazione di nuovi prodotti con il supporto dell’IA, lavorando insieme a un team young per sviluppare nuove idee. «Non so se uno riuscirà, ma è divertente sperimentare», ha concluso, sottolineando il ruolo creativo che lui stesso attribuisce al design in ogni settore del gruppo.
Digital e startup: la collaborazione LVMH
Il gruppo LVMH coltiva già una collaborazione attiva con circa 200 startup, scoperte in diversi eventi digitali tra cui Vivatech. In questa direzione, Arnold ha espresso interesse per l’idea di finanziare e sostenere non solo le idee tecnologiche, ma quelle creative e sostenibili. Il suo obiettivo è integrare le innovazioni digitali e green a livello di tutta la catena di valore del gruppo.
Fairly Made e gli altri riconoscimenti
Una delle startup più apprezzate da LVMH è Fairly Made, una startup francese fondato nel 2018 che ha raccolto 15 milioni di euro di finanziamento nel 2025. Con un approccio sostenibile, si occupa di prodotti etici e di moda circolare. Quest’anno, ha ricevuto il riconoscimento Best Impact da parte di LVMH, consegnato ufficialmente il 17 giugno.
Altri premi assegnati nel contesto dell'awards LVMH Innovation sono quelli di Best Business e Most Promising Startups, riconoscendo non solo la capacità innovativa tecnica ma anche la sostenibilità, l’estetica e la capacità di replicabilità.
La visione di Arnold per il futuro
Mentre Arnold ribadisce con forza l’importanza di mantenere un approccio di startup in un gruppo globale come il suo, sottolinea come l'evento Vivatech non solo rappresenti una fonte d'idee, ma anche una finestra aperta sul futuro del mercato globale. «La sfida, oggi, è non smettere mai di creare, di adattarsi alle nuove tecnologie e di mantenere la velocità di una startup», ha detto in conclusione.
Con il supporto alle tecnologie emergenti e alla cultura digitale, Arnold ha espresso chiaramente l’intenzione di costruire una cultura interna più agile, creativa e competitiva, un modello ispirato alla mentalità open-source delle giovani startup.
Un modello per le PME e l’innovazione
La Francia, ha ribadito, gode di un ruolo privilegiato nell’ecosistema globale dell’innovazione. Ma per sfruttare al massimo questa condizione, le PME e le startup devono trovare modelli di collaborazione che siano non solo di finanziamento, ma di condivisione esperienziale. «Con il design, con i giovani, con l’IA, possiamo fare qualcosa di grande», ha sottolineato, auspicando che il contesto francese riconosca il proprio ruolo chiave nella trasformazione digitale europea.