Ai tempi dell’intelligenza artificiale, anche il quotidiano può trasformarsi. Prendete come esempio il taxi. A Vivatech 2026, G7, leader del taxi in Francia, presenterà una soluzione rivoluzionaria: un robot conversazionale sviluppato con la scale-up Dydu, che permette di prenotare un taxi parlando normalmente con una voce sintetica o scrivendo su WhatsApp.

La tecnologia al servizio dell’esperienza utente

G7 punta a rendere l’esperienza di prenotazione fluida e immediata, integrando l’intelligenza artificiale (AI) in contesti già familiari. Il callbot permette quindi agli utenti di comunicare in maniera naturale, riconoscendo la richiesta e azionando la chiamata del taxi in un battibaleno. L’uso di Dydu, una tech di spicco nel campo della NLP (Natural Language Processing), rende possibile tale evoluzione.

L’assenza di interrompere l’uso quotidiano dell’utente, ad esempio quando si trova per strada con il telefono in tasca, rende questa tecnologia particolarmente avanzata. Il passaggio da un contesto di lavoro o di vita a una prenotazione diventa quindi trasparente, semplice e, soprattutto, immediato.

Uno sguardo ai dettagli tecnologici

Tecnologicamente, il callbot presenta caratteristiche avanzate. Ecco alcuni elementi chiave:

Il lancio di questa tecnologia rappresenta un cambio di paradigma. Fino a oggi, la prenotazione di un taxi richiedeva un’applicazione specifica, un sito online, o comunque una barriera di accesso. Con il callbot, l’esperienza è orizzontale e inclusa nel contesto naturale dell’utente.

Cristian Partene e il piano G7 per il cliente

La direzione di questa iniziativa strategica spetta a Cristian Partene, Direttore dell’Esperienza Cliente di G7. Egli spiega che l’obiettivo è rendere concretamente più fluida e accessibile la prenotazione di un taxi, proponendo interfacce dialoguali che replicano l’esperienza umana con toni comprensibili e naturali.

VivaTech 2026 sarà l’occasione per presentare il callbot in un contesto reale, testandone la funzionalità. Il focus sull’esperienza vocale non è puramente sperimentale; è una risposta al futuro delle interazioni uomo-macchina sempre più parlative e intuitive. Il progetto si colloca in un panorama più vasto, che vede G7 allineato a un mercato in cui l’esperienza utente è sempre più dominata da strumenti di intelligenza artificiale e AI conversazionali.

L’evoluzione del taxi nel tempo

Dal momento che il taxi rappresenta un bisogno quotidiano, l’automatizzazione e l’accessibilità di questi servizi sono cruciale. In passato, la prenotazione richiedeva l’intermediazione di un operatore o la telefonata diretta all’azienda, spesso frustrante in caso di attese o comprensione sbagliate. Ora, con l’AI, il cliente può semplicemente chiamare, parlare, o digitare, e ricevere risposta istantanea.

Questo tipo di evoluzione permette di abbattere le barriere digitali. Pensiamo a chi non ha accesso a un’app o a un smartphone adatto, o a chi si trova in contesti di fretta, per esempio in una strada trafficata. Il callbot di G7 punta a includere tutti, rispettando l’accessibilità fisica e digitale.

Tecnologia e nuove interfacce

G7 non punta soltanto a rendere più semplice la prenotazione, ma ad anticipare nuovi usi dell’intelligenza vocale. Il voice bot di Dydu potrebbe essere esteso in futuro a una funzionalità più ampia, ad esempio per modificare la chiamata, annullarla, richiedere informazioni sulla tariffa, o addirittura comunicare in tempo reale con l’autista.

La tecnologia, però, va ben oltre la funzione di prenotazione. Si apre un dialogo con il cliente che, in futuro, potrebbe personalizzarsi, offrendo consigli, promozioni o suggerimenti in base al percorso frequentato. Tutto in maniera conversazionale, e non tramite interfacce grafiche o menu complessi.

Esempi di utilizzo concreto:

In questi esempi, il callbot di G7 interpreta il messaggio, capisce la destinazione e attiva la chiamata. Il tutto in maniera veloce e precisa. Questo tipo di funzionalità si presta bene al contesto francese, dove l’accesso vocale è uno strumento chiave per molti utenti.

Come funziona il callbot di Dydu?

Dydu si specializza nella tecnologia voice AI, e il loro modello di callbot è addestrato a comprendere l’input vocale e scritto in un linguaggio naturale, in maniera fluida. Ecco i punti chiave:

Questo approccio tecnologico è stato scelto per garantire una risposta rapida e comprensibilità, elementi vitali per una tecnologia pensata per l’uso quotidiano.

Il ruolo della conversazione nella tecnologia

Questo test di callbot di G7 in vista di VivaTech 2026 non rappresenta solo un salto tecnologico, ma una scelta filosofica. Molti esperti sostengono che nel futuro, l’interazione con il computer passerà meno attraverso il click, e più attraverso la conversazione. Questa tendenza si applica a tutto, da smartphone, a home assistant, fino a servizi come il taxi.

In un contesto urbano, dove il taxi è uno strumento essenziale per il cittadino, questa evoluzione non solo migliora l’esperienza utente, ma anticipa un nuovo modello di relazione tra uomo e tecnologia: basato sull’interazione diretta, naturale e non inv