La corte amministrativa di Berlino ha stabilito che il Ministero degli Esteri tedesco deve rendere pubbliche le messaggiere telefoniche dell’ex ministro degli Esteri Annalena Baerbock, impiegate per convincere altri Paesi a sostenere una risoluzione delle Nazioni Unite. Questa decisione è stata adottata dopo un ricorso della piattaforma di trasparenza “Frag den Staat” (n. causa: VG 2 K 3/24).

Nel proprio provvedimento, il giudice ha chiarito che le SMS di servizio sono considerabili informazioni ufficiali se rilevanti dal punto di vista archivistico. Questo caso rappresenta una pietra miliare per il diritto d’accesso ai documenti in Germania, segnando la prima volta in cui un tribunale obbliga un’istituzione federale a consegnare direttamente messaggi di cellulare in base alla legge federale sulla libertà d’informazione.

Il Ministero degli Esteri aveva inizialmente rifiutato la richiesta avanzata nel 2023 da “Frag den Staat”, motivando che i dati telefonici di per sé non erano “rilevanti per l’archivio”. Secondo l’esecutivo, i contenuti rilevanti sarebbero comunque registrati in rapporti separati.

I giudici berlinesi hanno però contestato questa posizione. Secondo loro, nei contesti diplomatici, il testo esatto delle comunicazioni SMS aveva un valore informativo considerevole, e una semplice sintesi in un documento secondario non era sufficiente. Hanno concesso all’esterno ministero di oscurare alcuni nomi per proteggere le relazioni internazionali, come quelli di Niger, Senegal, Etiopia, Nigeria e Brasile, nonché l’indicazione del conflitto russo adattata al Paese specifico.

L’esperienza nella pratica amministrativa mostra invece che quasi tutte le richieste di accesso alle informazioni falliscono per cancellazioni o occultamenti delle messaggiere telefoniche. Questo problema è già stato riconosciuto da tempo dagli ombrelli dell’informazione liberale federale e locale. I ministeri e gli uffici spesso si limitavano a dichiarare che le comunicazioni via messaggeria non erano autorizzate, quindi il dato non esisteva. In questo caso, il Ministero degli Esteri non ha potuto negare ulteriormente l’esistenza delle conversazioni, in quanto i media avevano già riferito il contenuto specifico. E infine è stato costretto ad ammettere che l'invio SMS era avvenuto con previa autorizzazione interna.

Le comunicazioni amministrative tramite messenger non sono più eccezioni nella routine politica. Soprattutto tra quadri dirigenti dei ministeri è comune una diretta collaborazione online che evita il sistema tradizionale di archiviazione documentale.

Attualmente mancano linee guida legalmente vincolanti per un'analisi e un’archiviazione sistematica delle tracce digitali. Da anni, quindi, le organizzazioni per la trasparenza richiedono riforme. Finché le messaggiere telefoniche restano informali, la loro esistenza è quasi impossibile da provare per chiunque da fuori.

Le precedenti azioni legali condotte da “Frag den Staat” – per esempio quelle sui protocolli WhatsApp del ministro dei Trasporti Andreas Scheuer, sulle tracce SMS della cancelliera Angela Merkel o sui messaggi inviati dal precedente ministro degli Esteri Heiko Maas sull’ritiro delle truppe dall’Afghanistan – hanno quasi tutte fallito a causa della cancellazione dei dati o per il seguito da parte dei tribunali alle dichiarazioni ufficiali di restrizioni interne e all’utilizzo non ufficiale della funzione di comunicazione.

Mentre si è verificato un punto di svolta recente nel caso relativo al ministero federale della Educazione con Bettina Stark-Watzinger e l’app Wire utilizzata. Qui, i responsabili hanno riuscito a ottenere un’ordinazione di sospensione di cancellazione in un procedimento d’urgenza.