L'avvento dell'intelligenza artificiale generativa sta scuotendo dalle fondamenta il panorama digitale, trasformando radicalmente il modo in cui le persone scoprono i marchi, li valutano e interagiscono con essi. Dalla scintilla iniziale di ispirazione fino al complesso processo di acquisto online, l'AI esercita oggi un'influenza pervasiva su ogni singola fase del percorso del cliente. Affidarsi esclusivamente alle tattiche SEO tradizionali non è più sufficiente; chi lo fa rischia di diventare invisibile nelle risposte generate dall'AI. Solo contenuti strategicamente strutturati e autorevoli possono garantire la visibilità e la rilevanza di un marchio nell'era dell'intelligenza artificiale.

Il mondo digitale si trova a un punto di svolta. Strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, Google Gemini o Perplexity sono diventati, in tempi brevissimi, canali fondamentali attraverso i quali gli utenti interagiscono con i marchi. Per i CMO, i responsabili di brand & marketing, i canali digitali e i contenuti, il tema della "AI Visibility" non è più uno scenario futuristico, ma una necessità strategica improrogabile. Chi oggi non investe in modo mirato nella visibilità del proprio marchio nelle risposte generate dall'AI, rischia di scomparire dalla scena domani.

Il cambiamento nel comportamento degli utenti e l'impatto sui marchi

I dati attuali evidenziano un'accelerazione nell'adozione dell'AI: quasi un terzo degli utenti internet statunitensi utilizza già settimanalmente strumenti AI per le proprie ricerche. Tra i gruppi demografici più giovani, queste piattaforme stanno progressivamente sostituendo i motori di ricerca classici1. ChatGPT, da solo, registra oltre 5,8 miliardi di visite mensili2. L'AI non è più solo un canale aggiuntivo; per molti, sta diventando il primo punto di contatto.

È cruciale comprendere che i modelli AI come ChatGPT o Gemini non operano in isolamento. Essi attingono agli indici dei motori di ricerca e generano risposte che vengono sempre più spesso consumate direttamente nell'interfaccia AI, senza che gli utenti debbano cliccare sui siti web originali. Il risultato è sconcertante: tra il 55 e il 60 percento di tutte le query di ricerca si conclude oggi con un "Zero Click"3. I marchi che non appaiono in queste risposte perdono rilevanza, e questo non riguarda solo il marketing, ma si estende anche al recruiting, alle relazioni con gli investitori e alle partnership.

L'ascesa dell'AI agentica e i nuovi modelli di ricerca

Con l'avanzamento dell'AI agentica, stanno emergendo modelli di ricerca completamente nuovi. Mentre i motori di ricerca classici permettono ancora l'interazione con più marchi, i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT curano solo pochi risultati. La ricerca agentica (Agentic Search) si spinge ancora oltre: agenti intelligenti prendono in carico l'intero percorso del cliente, dalla ricerca alla configurazione fino all'ordine. Per i marchi, ciò significa: meno punti di contatto diretti, meno controllo sull'esperienza del cliente e una battaglia ancora più dura per la visibilità. Di conseguenza, le aziende devono ottimizzare i propri contenuti non solo per gli esseri umani, ma anche per le macchine, attraverso un'architettura strutturata e leggibile dalla macchina e contesti chiari.

Oltre la SEO tradizionale: SEO, AEO & GEO

La SEO (Search Engine Optimization) rimane rilevante, ma la sola ottimizzazione per parole chiave non è più sufficiente. I marchi di successo oggi combinano SEO, AEO (Answer Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization) per rimanere visibili sia nei motori di ricerca che nelle piattaforme AI. Il nostro whitepaper spiega come potete strutturare i vostri contenuti in modo "AI-friendly" utilizzando il modello E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) e un'architettura Hub-&-Spoke.

Particolarmente importanti sono:

Fondiamenta tecniche per la visibilità AI

Oltre alle classiche misure SEO, aspetti tecnici come robots.txt, llm.txt, il markup schema.org e i CMS Headless stanno acquisendo importanza crescente. Solo in questo modo i contenuti possono essere distribuiti in modo leggibile dalla macchina e compatibile con l'AI. Il whitepaper fornisce raccomandazioni concrete su come rendere la vostra infrastruttura tecnica pronta per il futuro e quali standard sono attualmente richiesti dai più importanti bot AI.

Misurare la visibilità AI: nuove metriche e strumenti

Per rendere misurabile la visibilità AI, sono necessarie nuove metriche e strumenti. Il whitepaper offre una panoramica dei KPI più importanti, che spaziano dalla visibilità negli AI-Overview alla frequenza di citazione e al "Share of Voice", fino al traffico di referral e alle analisi del sentiment.

Questo è integrato da un elenco pratico di strumenti consigliati, che va dai leader di mercato come Conductor, Semrush, Ahrefs e Peec AI, fino a soluzioni specializzate per la regione DACH (Germania, Austria, Svizzera). Particolarmente utile è la checklist per un rapido avvio, che copre tutti i passaggi rilevanti, dall'audit dei contenuti all'implementazione di nuove dashboard.

Prospettive future e il ruolo degli esperti

"La visibilità AI oggi decide se i marchi vengono ancora scoperti. Chi non ottimizza per i motori di risposta e i sistemi generativi perde visibilità proprio nel momento in cui i clienti cercano risposte. Perde così anche il contatto con lo sviluppo futuro, quando gli agenti AI, per conto degli utenti, si occuperanno sempre più passi del processo di acquisto", afferma Jens Krisinger, Director, AI Lead Marketing Transformation.

Per approfondire questi temi e comprendere appieno le sfide e le opportunità offerte dall'AI Visibility, Deloitte invita a scaricare il whitepaper completo e la checklist. Questo materiale fornisce una guida dettagliata e actionable per navigare con successo nel nuovo panorama digitale. Non esitate a contattare il team di esperti di Deloitte per un supporto completo nel vostro percorso verso la rilevanza digitale nell'era dell'AI.

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Riferimenti: