Il summit fra Donald Trump e Xi Jinping in Cina sembra rimasto senza grandi intese concrete, con un dibattito acceso sui risultati effettivi ottenuti e le tensioni geopolitiche irrisolte. La stampa internazionale si divide tra apprezzamenti per il riscaldamento relativo delle relazioni tra le due superpotenze e delusioni per l’assenza di decisioni chiare sui temi caldi dell'agenda.

Un summit a metà

Il viaggio in Cina di Trump, il cui ritorno in Italia ho osservato il 18 maggio, è stato oggetto di valutazioni contrastanti. Il titolo che mi è venuto in mente per questo articolo, e che sintetizza l’idea, è “Tre giorni dopo il ritorno di Trump dal viaggio in Cina: uno sguardo alla stampa internazionale”. Da un lato, i media americani, come il Forbes, evidenziano il lato politico e di opinione, con l’uso di immagini generate dall’intelligenza artificiale per attaccare politici democratici e minacciare l’Iran. Dall’altro, i commentatori internazionali rimarcano l’assenza di accordi verificabili.

Disillusione per i mercati

Il The Economist commenta con durezza: “What did Trump and Xi actually achieve? Divergent accounts suggest little progress on trade, Taiwan, Iran and AI”. Il giornale sottolinea l’assenza di accordi verificabili, con un divario evidente tra le dichiarazioni trionfali di Trump e l'esiguità delle risposte da parte cinese. L’incertezza regna anche sull’Iran, tema cruciale per gli Stati Uniti, e su Taiwan, dove Xi ha espresso toni fortemente minacciosi.

The Wall Street Journal condivide una visione simile: l'incontro, pur significativo, ha portato pochi miglioramenti alle relazioni “shaky” tra Usa e Cina, evidenziando un contrasto tra gli annuncio entusiastici di Trump (come l'ordine di 200 Boeing, inizialmente sperato fosse di 300 unità) e la genericità delle dichiarazioni cinesi, che parlavano solo di “un certo numero di accordi di collaborazione” senza specificare.

Immagine del summit Trump-Xi

La stampa internazionale e i mercati reagiscono

Il Sole 24 Ore commenta i mercati con sarcasmo: “Taiwan, chip e terre rare: il vertice Xi-Trump non ha cambiato gli equilibri – Mercati delusi dopo la chiusura del summit: Boeing porta a casa risultati modesti, Tesla nessuno. E anche Nvidia e AMD restano a guardare.” I mercati finanziari restano scettici, e i grandi player tecnologici non hanno ottenuto quanto speravano.

In Francia, Les Echos, principale quotidiano economico francese, ha definito il summit come un periodo di “riscaldamento” relativo tra Usa e Cina, riconoscendovi però pochi avanzamenti concreti. L’acquisto di 200 Boeing da parte cinese ha ridotto il divario rispetto ad Airbus, ma non ha soddisfatto le aspettative.

Trump rassicura Trump elettori, Xi esibisce posizione

Il New York Times, nonostante la sua non affetto per Trump, ha segnalato come l’ex presidente abbia sfruttato il vertice per vantare accordi commerciali (come quelli su prodotti agricoli e medicinali) che potrebbe esibire agli elettori. Xi, da parte sua, ha utilizzato l'occasione per proiettare un'immagine globale della Cina come “peer competitor” a pieno titolo degli Usa.

Tonalità ambigue su Taiwan

Il New York Times del 16 maggio ha criticato in modo più incisivo l’atteggiamento di Trump verso Taiwan, commentando: “Trump makes a high risk move to win over Xi – The president said a potential arms deal for Taiwan was a ‘very good negotiating chip’ in talks with Beijing.” Queste dichiarazioni hanno alzato dubbi sull’affidabilità del supporto Usa alle istituzioni taiwanesi.

L’economia cinese e la sua ambizione monetaria

Sulle pagine dell'FT è stato evidenziato quanto la Cina abbia fallito nell’affermare la sua moneta, il renminbi, come moneta di riserva globale e di scambio. Nonostante abbia un PIL mondiale del 17%, la quota nelle riserve delle banche centrali è inferiore al 2%, una cifra di gran lunga inferiore rispetto al livello raggiunto da Paesi precedenti nella loro ascesa globale.

Scostamenti economici e crisi inaspettata

Il Wall Street Journal, nel pezzo “China’s Economy Unexpectedly Weakens as Iran War Fallout Mounts”, mette in luce il calo inaspettato della crescita economica cinese, nonostante l’iniziale ottimismo. Xi aveva proclamato forza economica durante il summit Trump, ma la sua presenza non ha nascosto i problemi interni del Paese.

Due tendenze emergenti

Dalle analisi recenti si delineano due tendenze: una, rappresentata dall’FT, enfatizza la difficoltà della Cina nel competere con gli Usa sui mercati finanziari; l’altra, come riporta il WSJ, sottolinea la crisi economica imprevista che accompagna il summit.

Qual è il futuro di Usa e Cina?

La stampa internazionale sottolinea che il summit, pur con le sue promesse di stabilizzare le relazioni, non ha rappresentato un passo in avanti sostanziale. Restano sul tavolo questioni irrisolte su Taiwan, chip, terre rare, e posizionamento geopolitico.

In conclusione, il vertice Trump-Xi si presenta come un'occasione mancata per chi sperava in un riscatto economico o una pace tra le superpotenze, ma rappresenta un passo – anche se timido – verso un dialogo meno esplosivo. Per il mercato digitale, l’aspettativa è di un equilibrio che non si scompone, e al tempo stesso non si evolve rapidamente.