L’intelligenza artificiale agentica sta modificando il mercato dell’automazione aziendale, ampliando le attività che possono essere affidate al software e introducendo nuove esigenze di coordinamento, controllo e gestione dei costi. Per UiPath, che ha costruito la propria crescita sulla Robotic Process Automation (RPA), questa trasformazione coincide con una profonda evoluzione della piattaforma e della strategia commerciale, nella quale le automazioni deterministiche continuano ad avere un ruolo centrale.
UiPath identifica internamente questa fase come Act Two, un’evoluzione che estende l’automazione delle attività ripetitive all’orchestrazione di processi complessi, nei quali intervengono robot software, agenti AI e persone. Il cambiamento riguarda anche le competenze interne, come osserva Davide Marchetti, country manager di UiPath Italia dal luglio 2025, dopo cinque anni in Amazon Web Services in Germania: “Quando sono entrato in azienda, il percorso verso il mondo agentico era appena iniziato. Anche i profili che stiamo assumendo si stanno distaccando da quelli tradizionali: stiamo inserendo persone con esperienze nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie agentiche”.
La RPA continua a essere necessaria anche nell’era degli agenti AI
L’evoluzione tecnologica di UiPath è iniziata prima dell’affermazione dell’AI generativa, quando ai robot software sono stati progressivamente affiancati strumenti di intelligent automation, capaci di interpretare informazioni che le procedure deterministiche non riuscivano a elaborare.
Una delle prime applicazioni è stata il document understanding, con sistemi in grado di riconoscere, classificare ed estrarre informazioni da documenti anche non strutturati. L’arrivo dei modelli generativi ha ampliato ulteriormente le possibilità di automazione, consentendo di affrontare attività che richiedono interpretazione del contesto e decisioni basate su informazioni variabili.
Sul futuro della RPA, Marchetti osserva: “Si sentono diverse opinioni secondo cui la RPA sarebbe morta e verrebbe sostituita dagli agenti. In realtà, non è quello che pensiamo e nemmeno quello che osserviamo sul mercato”, afferma.
Le automazioni deterministiche continuano a essere appropriate quando le operazioni seguono regole note e procedure ripetibili. Se un robot deve interagire con un sistema gestionale consolidato, per esempio un AS/400 o un’applicazione mainframe, recuperare determinati dati ed eseguire una sequenza prestabilita di operazioni, l’impiego di un agente che interpreti nuovamente l’interfaccia a ogni esecuzione può introdurre costi e complessità superflui.
“Molte attività continueranno a essere affidate ai robot perché sono deterministiche, basate su regole e hanno un costo inferiore e controllabile. Con l’AI, invece, uno dei problemi che incontriamo parlando con i clienti è proprio la scarsa prevedibilità dei costi, che in alcuni casi possono sfuggire al controllo”, sottolinea Marchetti.
Il rapporto tra sistemi deterministici e agenti si traduce anche in una precisa distribuzione delle attività. “La RPA non è destinata a scomparire. Diventa, se vogliamo, il livello esecutivo dell’intelligenza artificiale: l’agente ragiona, prende una decisione e il robot esegue. In alcuni casi può eseguire direttamente l’agente oppure può intervenire una persona”.
La distinzione tra automazione deterministica e AI agentica consente di scegliere le tecnologie in funzione delle attività, integrando capacità intelligenti anche nelle procedure RPA senza necessariamente attribuire loro autonomia decisionale.
Con UiPath IXP, Intelligent Xtraction and Processing, la società riunisce funzionalità di elaborazione intelligente dei documenti e delle comunicazioni, comprendenti Document Understanding, Communications Mining e strumenti di estrazione generativa per contenuti complessi e non strutturati. La piattaforma può interpretare testi, grafici, diagrammi ed elementi manoscritti, classificando le informazioni e convertendole in dati strutturati utilizzabili dalle automazioni.
Nel settore assicurativo, per esempio, il sistema può distinguere un certificato medico da una fattura all’interno della documentazione relativa a una richiesta di rimborso.
“Qui parliamo soprattutto della capacità di comprendere il contesto. È il terreno sul quale abbiamo sviluppato IXP, che rappresenta un’evoluzione del document understanding. La componente più decisionale, dove è richiesta un’attività cognitiva, appartiene invece all’agente”, chiarisce Marchetti.
Maestro orchestra applicazioni, robot, agenti e persone
Un elemento centrale dell’evoluzione di UiPath verso l’automazione agentica è Maestro, la piattaforma progettata per coordinare le diverse componenti coinvolte nell’esecuzione dei processi aziendali.
“Maestro permette di orchestrare in maniera organica RPA, agenti di qualsiasi tipo ed esseri umani, secondo il principio dello human-in-the-loop. La differenza rispetto a molte altre piattaforme è che l’orchestrazione riguarda l’intero processo end-to-end, non soltanto gli agenti”, spiega Marchetti.
La piattaforma prevede punti di verifica e autorizzazione all’interno dei workflow.
“Nessuna azienda si sta affidando al cento per cento agli agenti. C’è sempre una supervisione umana, una validazione all’interno del processo, magari in determinati passaggi decisionali oppure alla fine”, osserva.
Il modello human-in-the-loop permette di assegnare un’attività a una persona e di reintegrarne successivamente l’esito nel processo automatizzato, anche quando l’intervento avviene al di fuori delle applicazioni direttamente collegate alla piattaforma.
Un processo aziendale può inoltre estendersi per ore, giorni o settimane, durante le quali il sistema deve attendere risposte da persone, applicazioni o organizzazioni esterne. Maestro supporta l’esecuzione persistente dei processi, conservandone lo stato durante le sospensioni e consentendo di riprendere le attività quando si verificano le condizioni necessarie per procedere.
Questa capacità, associata alle funzionalità di gestione delle istanze e di controllo dell’esecuzione, assume rilevanza nei procedimenti amministrativi, nelle pratiche assicurative e nelle verifiche di conformità che attraversano più sistemi e organizzazioni.
Una piattaforma aperta agli agenti di altri fornitori
Nei sistemi enterprise, le attività si distribuiscono spesso tra CRM, ERP e piattaforme di gestione dei servizi.
“Vogliamo mantenere una piattaforma aperta. Un processo complesso attraversa normalmente diversi sistemi enterprise e può utilizzare agenti Salesforce, Microsoft o di altri fornitori. Maestro può orchestrare anche questi agenti, così come quelli sviluppati direttamente con UiPath”, spiega Marchetti.
Lo stesso approccio riguarda i modelli linguistici. Il cliente può utilizzare quelli resi disponibili attraverso la piattaforma UiPath oppure impiegare le proprie sottoscrizioni enterprise con fornitori come OpenAI e Anthropic.
UiPath consente inoltre di creare agenti attraverso descrizioni in linguaggio naturale, definendone compiti e comportamento senza dover necessariamente programmare ogni componente.
L’apertura dell’architettura permette alle imprese di integrare le automazioni esistenti con agenti specializzati che operano in ambienti applicativi eterogenei, garantendo flessibilità e adattabilità alle esigenze specifiche di ogni organizzazione.