La farmacia italiana entra in una fase nuova dell’assistenza territoriale grazie alla legge di Bilancio 2026, che prevede l’integrazione stabile dei servizi delle farmacie convenzionate nel Servizio sanitario nazionale, destinando 50 milioni di euro all’anno a partire dal 2026.
Quadro normativo e linee guida
La legge 182/2025 aggiorna le prestazioni erogabili e le condizioni organizzative, mentre le linee di indirizzo AGENAS sulla telemedicina in farmacia, pubblicate in consultazione nel settembre 2026, propongono un modello operativo soprattutto per le aree rurali. La convergenza di questi interventi può trasformare la capillare rete di farmacie in punti di accesso ai percorsi clinici digitali.
Per il SSN l’obiettivo è raggiungere pazienti cronici e fragili riducendo gli spostamenti; per le farmacie e le imprese tecnologiche, costruire collaborazioni basate su prescrizione, responsabilità, dati e remunerazione.
Responsabilità e requisiti professionali
L’articolo 60 della legge 182/2025 interviene sul decreto legislativo 153/2009 e riconosce espressamente ai farmacisti, nei limiti delle competenze professionali, l’erogazione di servizi di telemedicina conformi alle linee guida nazionali. Prevede anche test a supporto dell’appropriatezza prescrittiva contro l’antibiotico‑resistenza, amplia le attività vaccinali e consente, previa autorizzazione, locali separati per i servizi.
Due o più farmacie di proprietari differenti possono condividere tali spazi tramite un contratto di rete, con possibili effetti sugli investimenti in apparecchiature e personale.
Regimi economici e remunerazione
Le nuove prestazioni indicate dall’articolo 60 sono poste a carico degli utenti, mentre la legge 199/2025 (commi 351‑356 dell’articolo 1) disciplina l’integrazione e la remunerazione dei servizi nel SSN, nei limiti delle risorse dedicate e delle intese regionali.
L’Accordo collettivo nazionale del marzo 2025 già definiva requisiti operativi per le prestazioni strumentali, inclusi dispositivi idonei, tutela dei dati e rapporti con i centri di refertazione.
Linee AGENAS: organizzazione e tariffe
Il documento AGENAS di settembre aggiunge una proposta organizzativa per connettere farmacie, aziende sanitarie, medici e infrastrutture digitali; essendo in consultazione, va distinto da obblighi già vigenti. L’offerta del servizio, il suo inserimento nel SSN e la relativa tariffa restano passaggi distinti.
Il banco di prova è il percorso concreto di un paziente con patologia cardiovascolare che necessita di un controllo periodico: il medico valuta l’appropriatezza e prescrive l’esame; la farmacia aderente verifica le condizioni di accesso e organizza la prestazione; il dispositivo acquisisce i parametri, il centro clinico competente referta e il risultato torna al paziente e al professionista responsabile delle decisioni successive. Se emerge un’anomalia, devono essere definiti tempi, destinatari e modalità di presa in carico.
Responsabilità condivisa e flusso dati
Le linee AGENAS stabiliscono che il farmacista presidia accessibilità, preparazione degli ambienti, supporto tecnico e trasmissione dei dati, mentre il professionista sanitario conserva la responsabilità clinica per gli atti di propria competenza. La farmacia diventa così un punto fisico della rete digitale, connesso alle infrastrutture regionali di telemedicina e, attraverso queste, all’architettura nazionale; referti e informazioni devono poter raggiungere i sistemi sanitari e il Fascicolo sanitario elettronico secondo le regole applicabili.
Per gli operatori tecnologici ciò significa progettare integrazioni con prenotazione, identificazione, dispositivi certificati, refertazione, sicurezza e rendicontazione. Una piattaforma che produce un PDF isolato dal percorso clinico genera un valore limitato.
Metriche di qualità
La qualità del servizio va misurata anche sul tempo tra esame e referto, sulla corretta consegna al medico, sulla gestione degli esiti anomali e sulla quota di pazienti effettivamente inseriti nel follow‑up.
Esempi regionali di attuazione
Alcune Regioni hanno già tradotto le norme in assetti differenti:
- Lombardia: sperimentazione per pazienti cardiopatici che consente, nelle farmacie aderenti, di effettuare ECG, Holter cardiaco e pressorio con oneri a carico del SSN.
- Lazio: schema di accordo integrativo (maggio 2026) con Federfarma e Assofarm che disciplina servizi e rendicontazione, includendo telemedicina e screening.
- Emilia‑Romagna: accordo valido fino al giugno 2029 (luglio 2026) che conferma la telerefertazione cardiologica e collega le farmacie a prenotazioni, programmi di screening e servizi digitali.
Riferimenti europei
Il confronto europeo offre due ulteriori riferimenti:
- Francia: l’Assurance Maladie disciplina l’assistenza del farmacista alla teleconsultazione, con requisiti per locali e strumenti connessi e una remunerazione convenzionale dedicata.
- Inghilterra: il programma NHS Pharmacy First organizza percorsi clinici per sette condizioni comuni; NHS England registra oltre 2,75 milioni di consultazioni tramite questi percorsi tra aprile 2025 e gennaio 2026.
Queste esperienze indicano una direzione comune: il servizio diventa scalabile quando accesso, protocolli, responsabilità e pagamento sono definiti insieme.
Modello di business sostenibile
Per costruire un’offerta sostenibile è necessario partire dall’economia della singola prestazione. Il corrispettivo deve coprire lavoro del farmacista, spazi, dispositivi, piattaforma, refertazione, formazione e rendicontazione. Nei casi finanziati dal SSN contano massimali, eleggibilità e modalità di rendicontazione concordate a livello regionale; nei servizi pagati dal cittadino incidono accessibilità del prezzo e reale domanda.
I 50 milioni annui vincolati dalla legge di Bilancio rappresentano un finanziamento nazionale per la farmacia dei servizi, da distinguere dai ricavi effettivi della telemedicina.
Accordi integrati
Il modello più credibile prevede accordi tra farmacie, ASL, medici, centri di refertazione e fornitori tecnologici, definendo volumi attesi, interoperabilità, standard di risposta e trattamento dei dati. Assicurazioni e operatori privati possono finanziare programmi complementari, distinti dai percorsi pubblici.
Proposta di sperimentazione operativa
Una sperimentazione operativa dovrebbe partire da una patologia, un territorio e un gruppo di farmacie con requisiti omogenei, misurando costo per episodio completato, tempi di risposta, adesione al follow‑up e accessi evitabili solo quando documentabili.
La priorità per Regioni e imprese è standardizzare il passaggio dal dato raccolto in farmacia alla decisione clinica: qui si concentra il valore economico e assistenziale della nuova disciplina.