L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) ha pubblicato i dati consuntivativi del 2025, offrendo una visione articolata dello stato del mercato italiano delle telecomunicazioni. I numeri delineano un mercato in transizione, dove la tecnologia avanzata e l’evoluzione dei modelli di consumo rappresentano elementi chiave. L’accesso fisso mantiene una posizione stabile, mentre la componente M2M mostra crescita, accompagnata da un’espansione progressiva della rete FTTH.
La situazione del mercato nel 2025
I dati AGCom del 2025 mostrano una realtà in cui gli accessi fissi si attestano a poco meno di 20,5 milioni di unità, con un 15% destinato al segmento business. La crescita sembra legata non tanto a un aumento effettivo di nuovi utenti quanto a una riconsiderazione metodologica, rispetto al lento declino di precedenti anni.
Crescita delle SIM M2M
Concentrandoci sul mercato mobile, emergono dati molto interessanti. L’Italia ha raggiunto 110 milioni di SIM nel 2025, con il segmento M2M che rappresenta il 29%. Questo aumento segnala una dinamica di diversificazione, passando da poche SIM a servizi umani a un numero crescente di SIM dedicate a oggetti connessi. Le SIM dedicate agli utenti umani sono rientrate a 79 milioni, mentre quelle business continuano a rappresentare circa un quinto del totale.
Evolvere in chiave tecnologica
Il trend tecnologico del mercato mostra un’evoluzione importante. Gli accessi FTTH sono cresciuti dal 14% del 2021 al 31% nel 2025, grazie agli investimenti pubblici e privati. Gli accessi FWA sono passati dal 9% al 13% e si stanno consolidando tra i grandi operatori mobili. Dall’altro lato, gli accessi DSL sono drasticamente scesi dal 20% al 5%, mentre quelli FTTC si sono dimezzati, dal 50% al 41%. Inoltre, il mercato ha evidenziato una quota fissa di accessi satellitari, con circa 70mila accessi che rientrano in questa categoria.
La componente mobile
L’indagine conferma come i dati generati dal mercato siano in costante aumento. Le SIM attive sono ormai oltre 61 milioni e generano un traffico mensile medio superiore a 1 GB; per le linee broadband, si raggiungono addirittura i 10,3 GB al mese. Il traffico mobile ha quasi raddoppiato i suoi valori in quattro anni, così come quello fisso ha supera il +50%. Gli utenti italiani continuano a mostrare una forte preferenza per accessi mobili esclusivi, un fenomeno destinato a crescere.
Un mercato sempre più competitivo
Nel settore delle telecomunicazioni, la frammentazione degli operatori è una questione centrale per i grandi operatori. TIM ha visto la sua quota scendere da 43,2% a 35,5%, mentre gli “altri operatori” sono cresciuti da 12,2% a quasi il 22%. I tre principali operatori (Tim, Fastweb-Vodafone, TIM+Fastweb-Vodafone) dominano circa il 75-78% del mercato.
Variazione del mercato mobile
Nel settore mobile, nel 2021 WindTre dominava le SIM umane con il 26,5%, grazie soprattutto al segmento consumatori. Al contrario, nel 2025, la leadership è passata a Fastweb+Vodafone (25,4%), mentre l'insieme degli “altri operatori” ha aumentato peso dal 28% al 28,6%. Iliad si è consolidata al 16%, un ruolo che sembra in crescita.
Un mercato che cerca nuovi margini
La costruzione di una redditività soddisfacente rimane una sfida chiave per i player del mercato. L’AGCom evidenzia con l’indice ISA (Indice Sintetico AGCom) come il comparto delle telecomunicazioni abbia visto una crescita relativa alle dinamiche inflazionarie. L’indice ha registrato una riduzione del 3,5% nell’ultimo anno, con un calo cumulativo dell’8% nel periodo 2021-2025. Anche il costo dei servizi mostra dinamiche deflazionistiche, in particolare nel segmento mobile.
Così si confronta l'Italia con l'Europa
Nel confronto con i Paesi europei, l'Italia ha mantenuto prezzi sensibilmente più bassi rispetto alla media, evidenziando una flessione più accentuata rispetto alla Germania, mentre in Spagna si è verificato addirittura un aumento. Il declino dei prezzi nella comunicazione elettronica coinvolge la maggior parte dei Paesi, ma solo l'Italia e la Francia ne presentano un calo rilevante. Questo scenario sottolinea il mercato italiano come un esempio di bassi prezzi e alta pressione competitiva.
Convergenza digitale e modelli di consumo
Il processo di convergenza digitale coinvolge non solo il settore delle telecomunicazioni, ma anche media, e-commerce e servizi postali. Un chiaro esempio è il calo della vendita di quotidiani cartacei (ridotto del 31%) e digitale (ridotto del 17%), che mostra il trasferimento del consumo informativo su altre piattaforme. Gli utenti unici collegati a Internet nel 2025 raggiungono circa 44 milioni, con un tempo medio in rete di quasi 70 ore al mese.
I mercati adiacenti e l’evoluzione
Il fenomeno di trasformazione tocca anche mercati adiacenti. Gli abbonati alle emittenti televisive nazionali sono scesi del 15%, mentre l’e-commerce ha registrato un aumento dell’utenza. I consumi digitali tendono a unire le funzionalità dei vari servizi in una dimensione unificata, accelerando l’evoluzione verso un modello di vita digitale integrata.
Il mercato nel futuro
Guardando a orizzonti 2030 e al di là, il ruolo del mobile-only cresce progressivamente, supportato dalla capacità di gestire accessi di banda larga. Il settore telecomunicativo, per sopravvivere, dovrà sviluppare nuove fonti di reddito e sfruttare modelli di servizio innovativi. La cooperazione tra player tradizionali, nuovi entranti e la spinta a una cultura open digitale sarà fondamentale per il successo a medio-lungo termine.
Le sfide principali del settore
Il mercato italiano delle telecomunicazioni non è solo in transizione tecnologica, ma è in cerca di un riorientamento strategico. La frammentazione, la pressione sui prezzi e la necessaria digitalizzazione di nuovi servizi rappresentano le sfide principali. Solo chi saprà anticipare questi cambiamenti, potenziali nuovi margini commerciali e adattarsi ai consumi digitali, potrà guidare l’evoluzione del settore.