La digitalizzazione e l'intelligenza artificiale (IA) stanno ridefinendo il panorama economico globale, e la Spagna non fa eccezione. Con un'economia digitale in costante crescita e un'adozione dell'IA che supera la media europea, il paese si trova a un bivio strategico. Susana Voces, presidente di Adigital – l'associazione imprenditoriale che rappresenta l'economia digitale in Spagna – offre una prospettiva chiara e una tabella di marcia per un'adozione responsabile e competitiva dell'IA. In un'intervista con IPMARK, in occasione del lancio di Pulse IA 2025 by UVE GROUP, previsto per il 17 e 18 settembre 2025, Voces ha delineato i pilastri su cui costruire questo futuro: una regolamentazione intelligibile, dati di qualità, sviluppo del talento, standard di fiducia e una stretta collaborazione pubblico-privata orientata ai risultati.
L'IA come leva strategica per l'economia digitale spagnola
L'economia digitale spagnola sta vivendo un momento di chiara consolidazione. Nel 2024, ha rappresentato il 26% del PIL, un aumento significativo rispetto al 18,7% del 2019, come evidenziato dall'Informe de Economía Digital elaborato in collaborazione con BGC. Questo dato riflette una crescita sostenuta e strutturale che posiziona il settore digitale come uno dei motori principali dell'economia nazionale, contribuendo in modo significativo al suo sviluppo complessivo.
In questo contesto, l'intelligenza artificiale si afferma come una leva strategica di inestimabile valore. Secondo l'Informe de la Década Digital, il 9,2% delle aziende spagnole ha già adottato questa tecnologia, superando la media europea e dimostrando una forte propensione all'innovazione e all'adattamento tecnologico. Un ulteriore studio di Amazon prevede che l'impatto dell'IA sull'economia spagnola potrebbe raggiungere i 282 miliardi di euro entro il 2030, evidenziando il suo potenziale trasformativo a lungo termine. Nei prossimi 12 mesi, l'adozione dell'IA è destinata a stimolare ulteriormente la produttività aziendale, migliorare l'efficienza del settore pubblico e ridurre il divario esistente tra l'uso potenziale e la capacità di sviluppo delle tecnologie avanzate, garantendo un'applicazione più capillare e profonda.
Priorità per l'ecosistema IA: passi fondamentali
Per accelerare l'adozione efficace dell'IA e massimizzare i suoi benefici, l'ecosistema spagnolo, composto da aziende e pubblica amministrazione, dovrebbe dare priorità a tre obiettivi fondamentali, che fungono da pilastri per una strategia coerente e lungimirante:
- Definire strategie chiare e riprogettare i processi con l'IA: Questo implica promuovere una cultura aziendale agile e basata sui dati, in cui l'intelligenza artificiale non sia solo uno strumento aggiuntivo, ma una componente integrante della pianificazione strategica e delle operazioni quotidiane, ottimizzando flussi di lavoro e decisioni.
- Investire nel talento specializzato: È cruciale rafforzare la capacità di attrarre, formare e aggiornare costantemente i profili professionali nel campo dell'IA. Senza le competenze adeguate, l'adozione tecnologica rischia di rimanere superficiale o inefficace, limitando il pieno potenziale dell'IA.
- Garantire un'implementazione responsabile e sostenibile: Ciò si traduce nell'adozione di quadri normativi allineati con le migliori pratiche internazionali e in una supervisione costante che assicuri fiducia, etica e un'evoluzione continua delle applicazioni di IA, considerando gli impatti sociali ed economici a lungo termine.
La "checklist CEO" per il 2025: guidare l'adozione dell'IA
Per un CEO che desidera avviare con successo l'integrazione dell'IA nella propria organizzazione nel 2025, è essenziale comprendere la fase attuale dell'azienda rispetto a questa tecnologia. Adigital ha identificato tre fasi chiave nell'adozione dell'IA, che delineano un percorso progressivo verso la piena integrazione:
- Fase di produttività personale: In questa fase iniziale, l'attenzione è rivolta all'uso individuale degli strumenti di IA. È fondamentale che il CEO e, progressivamente, l'intera azienda inizino a utilizzare le soluzioni offerte dall'IA, apprendendo come trarne il massimo vantaggio attraverso un approccio top-down, che diffonda l'alfabetizzazione digitale e l'uso pratico.
- Fase di produttività organizzativa o aziendale: Qui si passa dall'uso individuale a quello di gruppo. L'obiettivo è implementare l'IA in modo che il miglioramento della produttività non sia più solo a livello personale, ma si estenda all'intera organizzazione, ottimizzando i flussi di lavoro, la collaborazione tra i team e i processi operativi.
- Fase avanzata: In questa tappa, l'organizzazione inizia a sfruttare altre dimensioni dell'IA, integrando le ultime tecnologie per innovare prodotti, servizi e modelli di business. Si esplorano soluzioni predittive, personalizzate e basate su dati complessi per creare un vantaggio competitivo duraturo.
Considerando queste fasi, Susana Voces suggerisce tre azioni concrete per un CEO, pensate per guidare efficacemente la transizione e l'implementazione dell'IA:
- Definire un quadro di utilizzo degli strumenti di IA che si estenda a tutta l'organizzazione. Questo garantisce coerenza nell'applicazione, sicurezza dei dati e massimizza l'efficacia dell'implementazione, evitando soluzioni frammentate o non allineate.
- Responsabilizzare i team affinché propongano soluzioni che vadano oltre la semplice produttività, incoraggiando l'innovazione, la creatività e l'esplorazione di nuove applicazioni dell'IA in tutte le aree funzionali dell'azienda.
- Nominare un responsabile (come un ruolo indipendente quale il CAIO – Chief AI Officer, o all'interno di figure già esistenti) con il compito primario di supervisionare come l'IA si integri in ogni aspetto dell'azienda. Questo ruolo è cruciale per una strategia coerente e orientata al futuro, coordinando gli sforzi e garantendo l'allineamento con gli obiettivi aziendali.
Un quadro normativo europeo chiaro e azionabile
La convergenza di regolamenti europei come l'AI Act, DSA/DMA, Data Act, eIDAS 2.0 e NIS2 può sembrare un labirinto di complessità per un'azienda di medie dimensioni. Tuttavia, Susana Voces sottolinea con forza che iniziare presto con la regolamentazione non riduce la competitività, ma piuttosto la rafforza. Un'implementazione precoce, infatti, consente alle aziende di adattarsi con maggiore agilità ai cambiamenti futuri, di guadagnare fiducia sul mercato attraverso la dimostrazione di conformità e di trasformare la conformità stessa in un vantaggio competitivo rispetto a chi arriverà in ritardo.
In pratica, ciò significa tradurre la normativa in passi concreti e gestibili: identificare quali quadri normativi si applicano specificamente al proprio business, dare priorità all'adattamento dei processi critici (come quelli relativi alla gestione dei dati, alla sicurezza informatica e all'identità digitale) e avvalersi di strumenti di accompagnamento e certificazioni che semplifichino la conformità. In questo modo, la regolamentazione si trasforma in una leva per la crescita sostenibile e per l'accesso a nuovi mercati, anziché essere percepita come un mero onere o un ostacolo all'innovazione.
Il ruolo di Adigital nel supportare l'ecosistema
Adigital, attraverso la sua area di agenda pubblica, agisce come un ponte essenziale tra l'ecosistema digitale spagnolo e le istituzioni, rappresentando gli interessi delle sue aziende associate presso governi e organismi europei. In questo contesto, il valore maggiore che l'associazione può apportare è la capacità di tradurre la complessità normativa in strumenti pratici e accessibili per le imprese. Questo include:
- Guide settoriali dettagliate che spiegano come applicare le normative specifiche di ciascun comparto industriale, fornendo esempi e casi d'uso.
- Modelli e template predefiniti che facilitano l'implementazione delle nuove regole, riducendo il carico amministrativo e la necessità di risorse interne specializzate.
- Workshop e sessioni formative che accompagnano attivamente le PMI e le scaleup nel processo di adattamento e conformità, offrendo consulenza e spazi di discussione.
Questo approccio proattivo garantisce che anche le realtà più piccole possano navigare nel panorama normativo con maggiore sicurezza, comprendere appieno le implicazioni e trarre vantaggio dalle opportunità che emergono, piuttosto che essere sopraffatte dalle sfide.
Autoregolamentazione e fiducia: dall'e-commerce all'IA
La Spagna vanta una tradizione consolidata nell'autoregolamentazione, con esempi come i "sigilli di fiducia" nell'e-commerce, i codici di condotta settoriali e i meccanismi di reclamo efficaci. Questa esperienza è preziosa e può essere efficacemente trasferita per estendere i principi di trasparenza, spiegabilità, auditabilità e gestione degli incidenti ai sistemi di intelligenza artificiale. Adigital è profondamente impegnata nella trasparenza e nel buon governo della tecnologia, in linea con l'agenda legislativa spagnola ed europea, che mira a costruire un ecosistema digitale etico e affidabile.
A tal fine, l'anno scorso Adigital ha lanciato il certificato di trasparenza algoritmica, un sistema pionieristico progettato per garantire che gli algoritmi siano comprensibili, verificabili e rispettosi della privacy degli utenti. Il processo di certificazione è rigoroso e prevede la revisione di diversi elementi chiave:
- Documentazione tecnica dettagliata degli algoritmi.
- Casi d'uso specifici e scenari di applicazione degli algoritmi.
- Gli algoritmi stessi e i dati di addestramento utilizzati per la loro formazione.
- I protocolli di sicurezza informatica implementati per proteggere dati e sistemi.
Questo processo accredita la trasparenza sia per gli utenti finali che per i clienti aziendali, fornendo un'assicurazione sulla correttezza e l'affidabilità dei sistemi IA. Questo approccio non solo è in linea con il futuro regolamento sull'IA dell'UE, ma migliora anche la fiducia dei clienti, rafforza la reputazione delle aziende e consente loro di anticipare le future esigenze normative, trasformando la conformità in un punto di forza. Secondo Voces, sigilli o codici settoriali di buone pratiche nell'IA possono essere un grande incentivo, trasformando la conformità in un vantaggio competitivo e aiutando le aziende a posizionarsi all'avanguardia nell'innovazione responsabile e nell'etica digitale.
Talento e upskilling: i profili critici per l'IA
L'identificazione dei profili professionali critici per scalare l'IA in un'azienda dipende in parte dal tipo di organizzazione e dal suo livello di maturità tecnologica. Tuttavia, Susana Voces individua tre figure solitamente fondamentali e indispensabili in qualsiasi processo di scalabilità dell'intelligenza artificiale, indipendentemente dal contesto specifico:
- Responsabile del prodotto specializzato in IA: Questa figura deve essere in grado di tradurre le esigenze di business in requisiti funzionali chiari e realizzabili per i team tecnici, garantendo che l'IA sia incorporata nel prodotto o servizio con un senso strategico ben definito, allineato agli obiettivi aziendali.
- Profilo di dati (ingegnere o scienziato dei dati, a seconda del caso): È essenziale che questa persona comprenda a fondo la qualità, la tracciabilità e la governance dei dati, e che sia in grado di preparare ambienti robusti e affidabili per alimentare i modelli di IA, assicurando la validità e l'integrità delle informazioni.
- Profilo di conformità e/o etica digitale: Particolarmente importante nei settori regolamentati o dove l'IA ha un impatto sociale significativo. Questo ruolo garantisce che l'adozione dell'IA sia conforme alle normative vigenti (come il Regolamento Europeo sull'IA) e ai principi di uso responsabile ed etico, prevenendo rischi legali e reputazionali.
A seconda dell'organizzazione, questi profili possono risiedere in team diversi, ma la chiave è che siano ben coordinati e condividano una base minima di conoscenze sull'IA per garantire una visione integrata. È evidente, inoltre, che il ruolo "ombrello" del CAIO (Chief AI Officer) sta acquisendo sempre più importanza, data l'eterogeneità dei temi in cui l'IA è rilevante e la necessità di una visione olistica e strategica.
Per quanto riguarda le formule formative più efficaci per lo sviluppo di queste competenze, la risposta è altrettanto variegata e dipende dalle esigenze specifiche. La Commissione Europea, in un rapporto sugli usi pratici dell'IA nell'istruzione, ha evidenziato la distinzione cruciale tra "insegnare sull'IA" (comprensione dei concetti), "insegnare con l'IA" (uso degli strumenti) e "insegnare per l'IA" (sviluppo delle competenze di creazione). In un contesto aziendale, le organizzazioni devono assicurarsi di disporre di professionisti che non solo comprendano le fondamenta teoriche dell'IA, ma che siano anche capaci di applicarla strategicamente e di sviluppare soluzioni innovative e responsabili, attraverso percorsi come microcredenziali, bootcamps intensivi, lauree duali e certificazioni specifiche che attestino competenze pratiche e aggiornate.