La sovranità tecnologica non è isolazionismo, ma una forma di indipendenza strategica. Lo ha ribadito Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, alla World Tech Conference 2026 svolta presso l’Allianz MiCo di Milano. La sua dichiarazione rappresenta il filo conduttore di una visione ambiziosa: un’Europa pronta a competere globalmente nel campo digitale senza mettere a rischio la sua autonomia strategica.

Un obiettivo globale

Virkkunen ha sostenuto che l’Europa deve acquisire una positione di leadership digitale a livello mondiale. “Il nostro obiettivo – ha precisato – è di diventare un polo di riferimento per l’innovazione, per lo sviluppo di tecnologie sostenibili e per la democrazia digitale. Questo passa necessariamente attraverso una riduzione delle dipendenze da Paesi terzi, ma anche da un dialogo aperto e costruttivo con gli altri partner globali”.

I punti cardine di questa strategia, come spiegato dall’esponente UE, sono l’autosufficienza nel settore delle tecnologie di base, come semiconduttori o materiali critici, e la capacità di gestire in modo autonomo infrastrutture critiche, come rete 5G/6G e cloud.

Le gigafactory AI al centro del bando

Per dare corpo a questa ambizione, l’UE ha annunciato l'imminente lancio di un bando per le gigafactory AI – impianti dedicati alla produzione di semiconduttori avanzati e al supporto dell'intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è creare una filiera completa nel Vecchio continente, con produzione, ricerca e sviluppo a livello locale. “Questo bando – ha anticipato Virkkunen – sarà uno stimolo significativo per l’industria e gli investimenti privati, al fine di costruire tecnologie chiave in Europa, per l'Europa”.

I provider chiamati a giocare la partita

Di fronte a questa strategia di trasformazione, i provider di telecomunicazioni e il settore ICT sono chiamati a giocare un ruolo centrale. Secondo Andrea Di Raimondo, presidente dell’Associazione delle aziende di telecomunicazioni (Asstel), le infrastrutture di rete rappresentano il fondamento su cui si costruirà il futuro competitivo dell’Europa. “Le reti Tlc – ha affermato in un intervento parallelo alla conferenza – sono al centro della capacità del Paese di scegliere, innovare e competere. Senza rete di alta qualità non si può parlare di digitale avanzato”.

Per Di Raimondo, è cruciale accelerare gli investimenti in rete fisica 5G/6G e nella digitalizzazione del Paese, soprattutto in aree ancora poco coperte. “L’Europa non può permettersi di essere a pezzi in termine di copertura e di capacità”, ha sottolineato.

I benefici concreti

Se concretizzata, la strategia europea sulla sovranità tecnologica potrebbe avere effetti positivi sia economici che strategici. A livello economico, si stima che potrebbero nascere migliaia di posti di lavoro e un forte sviluppo locale in settori ad alto valore aggiunto. Per il settore tecnologico, si aprirà inoltre la possibilità di creare tecnologie all’avanguardia, non solo in termini di innovazione ma anche di governance e sostenibilità.

Strategicamente, si ridurrà la vulnerabilità all’instabilità geopolitica, specialmente in termini di forniture di componenti essenziali e di dati. “Ogni tecnologia su cui non siamo indipendenti – ha chiarito Virkkunen – rappresenta un rischio per la nostra sicurezza e per il nostro sviluppo”.

I passi chiave per il futuro

Per raggiungere queste ambizioni, l’UE ha delineato una serie di passaggi strategici. Questi includono:

Un percorso ambizioso

Sebbene i progetti siano ambiziosi, il percorso non mancherà di sfide. Il coordinamento tra diversi Stati membri, ognuno con proprie strategie industriali, richiederà tempo e capacità di negoziazione. Inoltre, il riconversione di alcuni settori da una logica di outsourcing all’autosufficienza non sarà immediata.

Tuttavia, l’impegno europeo in materia di sovranità tecnologica rappresenta un passo in avanti significativo verso una prospettiva di crescita sostenibile, equilibrata con la democrazia e la sostenibilità ambientale. Come ha concluso Virkkunen, “questa non è una corsa verso il futuro a tutti i costi, ma una leadership rispettosa e responsabile del mondo in cui viviamo oggi”.