Un'azienda cinese sta sviluppando una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che non si limita a sorvegliare i dissidenti, ma ambisce a prevedere chi potrebbe diventarlo in futuro. Lo rivela un’inchiesta dell’New York Times, in collaborazione con ricercatori della Vanderbilt University, basata su un archivio di 100.000 documenti interni trapelati dell’azienda, Geedge Networks. Questi documenti delineano uno scenario in cui uno Stato autoritario potrebbe agire anticipatamente contro i cittadini, prima che dimostrino qualsiasi forma di dissenso pubblico.
Analisi di Geedge e il ruolo delle università
I ricercatori di Vanderbilt, guidati da Brett J. Goldstein del Wicked Problems Lab e dal politologo Brett V. Benson, hanno ricostruito come Geedge, in collaborazione con il laboratorio di ricerca MESA Lab della Chinese Academy of Sciences, stesse sviluppando strumenti capaci di generare profili dei cittadini cinesi, utilizzando modelli di intelligenza artificiale per identificare chi potrebbe rappresentare un rischio politico. I documenti analizzati mostrano discussioni interne tenute nel 2024, in cui i ricercatori discutevano esplicitamente di come costruire profili individuali per individuare intenzioni e catturare informazioni "dannose", come definito nei documenti cinesi.
Geedge: da startup ad azienda strategica
Geedge Networks non è una startup qualsiasi. Fondata nel 2018 nell’Hainan Free Trade Port con un centro di ricerca e sviluppo a Pechino, l’azienda è stata creata da Fang Binxing, ex rettore della Beijing University of Posts and Telecommunications, e considerato uno degli architetti del Great Firewall. Il legame con il MESA Lab, laboratorio affiliato all’Institute of Information Engineering della Chinese Academy of Sciences, colloca Geedge in una zona intermedia tra impresa privata, ricerca accademica e apparato statale di sicurezza.
Esportazioni e clienti autoritari
Un’indagine condotta nel 2025 da diversi media e organizzazioni indipendenti ha rivelato che Geedge ha esportato il proprio toolkit di censura e sorveglianza in almeno quattro Paesi non democratici: Kazakistan, Etiopia, Myanmar e Pakistan. Un ulteriore cliente straniero è stato identificato ma non è noto. La replica dell’architettura modulare e decentralizzata cinese è replicata nei Paesi partner, con test e adattamenti locali.
L’architettura modulare
L’architettura tecnica di Geedge è articolata e modulare. Al centro c’è il Tiangou Secure Gateway (TSG), un dispositivo online che opera all'interno del percorso dati nei centri di telecomunicazione nazionali, garantendo agli operatori un controllo totale del traffico, fino al singolo utente. Il sistema è completato da moduli come Cyber Narrator, una piattaforma di analisi del traffico e profilazione comportamentale, e TSG Galaxy, il modulo di data warehousing per grandi interrogazioni analitiche su dati intercettati.
Test in Xinjiang
La regione dello Xinjiang è diventata il laboratorio per il sistema di Geedge. Tra il 2022 e il 2024, insieme a MESA Lab, l’azienda ha testato Cyber Narrator, che genera grafici basati su contatti, gruppi online, e abitudini digitali di una persona. Include anche funzioni di allerta per situazioni specifiche: quando un individuo entra in un'area designata, effettua una chiamata internazionale o utilizza strumenti per eludere la censura. Questi elementi mostrano come la Cina abbia evoluto il modello di controllo, estendendolo a livello locale.
Limiti tecnologici e chip strategici
I documenti svelano i limiti tecnologici affrontati da Geedge. Nel 2024, le restrizioni sui chip di altissima tecnologia progettati negli Stati Uniti hanno ostacolato la potenza di calcolo necessaria per i modelli AI più avanzati. Nei documenti, l’azienda fa riferimento a problemi con le GPU, i processori grafici per AI, che hanno rallentato lo sviluppo dei prodotti predittivi. Solo recentemente Geedge ha ottenuto le risorse di calcolo necessarie, sostenute da un rilassamento degli Stati Uniti riguardo all’esportazione di chip avanzati.
Implicazioni geopolitiche e strategie tecnologiche
L’amministrazione Trump ha indebolito parte dei controlli imposti dall’ormai ex presidente Biden, pur mantenendo restrizioni rigorose sui chip di fascia alta. Funzionari statunitensi hanno riconosciuto che le esportazioni di chip avanzati, ad esempio di Nvidia, avviene ora in contesti più aperti, con conseguenze per il mercato globale. Parallelamente, la Cina lavora per ridurre la dipendenza tecnologica, investendo pesantemente in infrastrutture domestiche per produrre chip AI locali.
L’efficacia dell’AI nel controllo sociale
Jimmy Goodrich, dell’Institute on Global Conflict and Cooperation, ha osservato che i servizi di sicurezza cinesi si trovano spaesati di fronte a un volume di dati troppo vasto da gestire in maniera umana. L’AI serve per automatizzare la selezione, la classificazione e la priorità di attenzione, riducendo il carico operativo ma richiedendo una potenza computazionale estrema. Questo rende chi controlla l’accesso ai chip chiave, come Nvidia e AMD, una variabile strategica globale.
Sviluppi futuri e responsabilità globale
L’inchiesta sui documenti di Geedge non emerge in un vuoto tecnologico. Si inserisce nel trend generale di maturazione delle capacità di controllo digitale cinese. Le aziende di intelligenza artificiale e telecomunicazioni straniere esportano strumenti tecnici a Paesi non democratici, spesso senza un controllo rigoroso sulla destinazione finale. Questo solleva interrogativi sull’etica del mercato globale e la responsabilità non solo cinese ma anche europea e statunitense.
Esempi di tecnologia attuata
- Il TSG Gateway. Dispositivo centrale operante nei centri dati dei fornitori di telecomunicazioni. Gli permette di isolare e gestire traffico specifico.
- Cyber Narrator. Funziona come motore di analisi comportamentale: traccia i movimenti digitali, le relazioni sociali, i pattern di utilizzo delle applicazioni e dei siti visitati.
- TSG Galaxy. Modulo per database e analisi di grandi dimensioni. Consente di interrogare e organizzare dati per tracciare comportamenti e rischi.
Un dibattito crescente
L’utilizzo di strumenti predittivi e basati sull’intelligenza artificiale nella lotta al dissenso ha scatenato dibattiti etici e legali. I documenti dimostrano che la Cina sta investendo fortemente, in termini tecnologici e organizzativi, per controllare la s