I social media sono un tema sempre più dibattuto in Germania, soprattutto in riferimento all’utilizzo da parte dei bambini e dei teenager. I recenti sforzi dell’Australia per introdurre una rigorosa soglia d’età di 16 anni su piattaforme come TikTok e Instagram stanno aumentando la pressione in Germania. Secondo un sondaggio condotto dal Bayerisches Forschungsinstitut für digitale Transformation, due terzi dei cittadini tedeschi si dicono a favore di un divieto per i bambini under 14 anni.
La posizione di Dobrindt
Fuori dal coro si distingue il ministro degli interni Alexander Dobrindt, che si mostra scettico verso ulteriori regole statali. Dopo aver confermato i rischi insiti nei media social, ha affermato alla Funke-Mediengruppe che la decisione di quando un bambino riceve un telefono cellulare o quali app può utilizzare non spetta allo Stato.
Dobrindt esorta invece i genitori ad assumersi la responsabilità primaria dell’educazione digitale. Lui stesso ha menzionato opzioni tecniche esistenti per controllare e accompagnare i ragazzi, come software di protezione e restrizioni. Un blocco generico per le piattaforme o una “kindersperre” (blocco per bambini) viene considerata poco efficace da Dobrindt. Lui sostiene che il governo da solo non riuscirà a risolvere i problemi legati ai social media senza l’attiva collaborazione delle famiglie.
Conflitti all’interno della coalizione
L’apprendistato di Dobrindt ha suscitato tensioni all’interno delle formazioni politiche dell’Unione. La CDU, ad esempio, si è recentemente detta a favore di una soglia d’età di 14 anni, una decisione adottata durante il congresso della parte nel febbraio 2024. Olaf Scholz, ex cancelliere, ha sottolineato i rischi di sovraesposizione digitale, in particolare per i bambini che trascorrono molte ore davanti al video.
Anche la SPD si trova su una posizione simile, richiedendo un ingresso organizzato e consapevole nel mondo digitale, con un’attenta verificazione dell’età. Il movimento CSU, guidato da Markus Söder, invece, vede l’idea di un divieto per i giovani come totale assurdità.
Le prospettive all’estero
Un confronto internazionale mostra come sia arduo implementare tali restrizioni. In Australia, milioni di account sono stati disattivati a causa di informazioni di età errate; tuttavia, i ragazzi riescono spesso a aggirare il sistema, ad esempio utilizzando foto manipolate. La Francia sta cercando un approccio chiaro: se il Parlamento ha vietato l’uso di social ai minori di 15 anni, il Senato favoreisce una Lista Nera di piattaforme pericolose.
- Nel Regno Unito, il Consiglio Superiore sta sostenendo forti misure di controllo.
- Il governo britannico di Keir Starmer sta valutando i risultati di una consultazione sull’incolumità online.
Concetti legali europei
I critici sottolineano che i social sono spesso gli spazi vitali in cui i giovani comunicano e partecipano alla società. L’esclusione non colpirebbe i giusti e quindi potrebbe non essere l’approccio migliore. Una proposta alternativa consiste nell’istruire i giovani in termini di competenze digitali e richiedere alle aziende di social media di migliorare le loro piattaforme.
La comunità giuridica esprime ulteriore preoccupazione. Una commissione di esperti incaricati dal ministro dell’educazione Karin Prien (CDU) ha osservato che le linee guida europee imposte dal Digital Services Act pongono limiti significativi alle iniziative nazionali. La maggior parte del potere legislativo in materia di regolamentazione rientra in competenza dell’UE.
La Commissione europea ha già espresso dubbi sull’efficacia delle iniziative nazionali di controllo dell’età. Secondo i suoi esperti, iniziative per la verifica nazionale dell’età sono viste come inutili sprechi di tempo e risorse. Il quadro giuridico dell’UE offre già sufficienti strumenti per la protezione online.
Quali prossimi sviluppi?
La discussione in Germania sarà temporaneamente sospesa fino al 24 giugno, quando la commissione espetti presenterà le sue conclusioni finali. Nadine Schön (CDU), co-presidente del gruppo, ha sottolineato che proteggere i giovani in rete richiede un approccio integrato, combinando regolamenti, educativi e tecnologie di sicurezza.