Il cambiamento del percorso d’acquisto: dall’e‑commerce tradizionale all’agentic commerce

La vetrina digitale dell’e‑commerce sta subendo una trasformazione radicale. Per anni il consumatore ha navigato tra categorie, filtri e recensioni, ma oggi una parte crescente del percorso d’acquisto avviene attraverso intelligenze artificiali capaci di suggerire prodotti, confrontare prezzi e accompagnare l’utente fino al checkout. Questo fenomeno è definito agentic commerce.

Per aziende e retailer le conseguenze sono profonde: se un agente AI seleziona i prodotti prima ancora che il consumatore li visualizzi, entrare nella rosa delle alternative diventa una nuova forma di visibilità. Informazioni incomplete o poco strutturate possono escludere anche i prodotti più competitivi, perché l’AI non ha modo di “interpretare” dati ambigui.

La SEO, quindi, non si limita più a conquistare posizioni nella SERP di Google, ma deve rendere un brand riconoscibile ai sistemi generativi. È qui che entra in gioco SEO Leader, che combina consulenza, SEO tradizionale e il metodo Aurea per rispondere a questa nuova esigenza.

Le origini di SEO Leader e la nascita del metodo Aurea

Christian Cilli, fondatore e CEO di SEO Leader, racconta il proprio percorso: iniziò nel 2005, mentre completava gli studi in ingegneria informatica al Politecnico di Milano, gestendo l’attività dei genitori nel settore automobilistico. “Avevo una necessità concreta: aumentare le opportunità di vendita. Ho iniziato così a occuparmi di motori di ricerca, in un periodo in cui la SEO era ancora poco conosciuta in Italia”, ricorda.

La sua formazione tecnica lo portò a combinare tecnologia, dati e comprensione del comportamento umano, creando un approccio analitico che rimane al centro del suo lavoro.

Oggi, le aziende si rivolgono a SEO Leader con esigenze diverse, ma con un filo conduttore comune: la transizione dall’era della ricerca tradizionale a quella dell’intelligenza artificiale. “Fino a poco tempo fa la domanda era: perché il mio sito non si vede su Google? Oggi è: perché ChatGPT non cita il mio brand?” spiega Cilli.

Le domande emergenti

AI vs Google: un nuovo equilibrio di potere

L’arrivo di strumenti come ChatGPT, Gemini e Perplexity sta modificando le abitudini degli utenti e il modo in cui le informazioni vengono selezionate. Google, pur rimanendo un protagonista fondamentale, ha introdotto risposte generate dall’AI, incrementando il fenomeno delle ricerche zero‑click.

In una ricerca zero‑click l’utente ottiene la risposta direttamente nella pagina dei risultati, senza cliccare su alcun sito. Per le aziende, la sfida è duplice: conquistare spazio nelle risposte AI e mantenere la visibilità nei risultati organici.

SEO Leader ha risposto a questa evoluzione con la GEO, una strategia che integra la SEO tradizionale con tattiche orientate ai sistemi generativi, puntando a far comparire i brand anche nelle risposte automatiche.

Come le imprese devono ripensare contenuti e presenza online

Con i sistemi generativi capaci di sintetizzare informazioni, confrontare alternative e suggerire prodotti, le aziende devono creare un ecosistema informativo coerente. Non basta più pubblicare contenuti attorno a una singola keyword; è necessario fornire:

Il risultato è una SEO orientata alla comprensione, fiducia e capacità di essere selezionati da AI, piuttosto che al semplice posizionamento.

Il ruolo della chiarezza

Secondo Cilli, il requisito fondamentale è la chiarezza. Un AI deve capire senza ambiguità cosa offre un’azienda, a chi si rivolge e quali problemi risolve. Discrepanze tra le informazioni presenti sul sito e quelle citate all’esterno creano ambiguità, penalizzando la selezione da parte dell’agente.

“Il sito è il veicolo, i contenuti sono il motore e la strategia SEO è il carburante. Oggi, però, anche il motore deve essere progettato diversamente: non basta ripetere una keyword, ma occorre fornire valore decisionale reale”, afferma Cilli.

Aurea AI: pertinenza semantica e rilevanza contestuale

Il metodo Aurea nasce dall’osservazione di due dimensioni fondamentali:

Per lavorare su entrambe, è indispensabile conoscere il pubblico, i suoi problemi, bisogni e desideri, comprese le domande meno esplicite che accompagnano una ricerca.

Aurea AI analizza contenuti che hanno perso posizionamento, individua le criticità e genera nuove versioni, sempre sottoposte a revisione umana prima della pubblicazione. Il metodo si applica a pagine di servizio, schede prodotto e contenuti informativi.

Versione 2.5 e aggiornamenti recenti

La versione 2.5 di Aurea AI è stata aggiornata per includere:

Questi miglioramenti consentono di ottimizzare la “leggibilità” dei contenuti per gli agenti AI, aumentando le probabilità di comparire nelle risposte generate.

Impatto delle AI Overviews di Google e le ricerche zero‑click

Le AI Overviews di Google hanno accelerato la crescita delle ricerche zero‑click. Durante un webinar per Confcommercio, Cilli ha presentato dati che mostrano cali di traffico organico compresi tra il 34,5 % e il 50 % in alcuni settori, a causa della diminuzione dei click verso i siti.

Non tutti i siti hanno subito lo stesso impatto, ma il fenomeno impone una riflessione: le aziende devono capire come entrare nelle risposte AI, non più solo come comparire su Google.

Un professionista, ad esempio, può ambire a essere citato da ChatGPT come riferimento nella propria specializzazione, senza dipendere esclusivamente dal posizionamento organico.

Strategie pratiche per rendere i prodotti “AI‑friendly”

Per aumentare la probabilità di essere selezionati da un agente AI, le imprese devono:

    • Utilizzare markup strutturato (schema.org) per prodotti, recensioni e FAQ.
    • Scrivere descrizioni concise, evitando gergo ambiguo.
    • Allineare le informazioni interne (sito) con quelle esterne (press release, profili social).
    • Creare contenuti “human first” ma ottimizzati per le query semantiche.
    • Monitorare costantemente le performance delle AI Overviews e adattare la strategia.

Queste azioni facilitano la comprensione da parte dell’AI e aumentano la probabilità di comparire nelle risposte generate.

Conclusioni: verso una SEO 2.0 guidata dall’intelligenza artificiale

La trasformazione digitale non è più solo una questione di parole chiave, ma di capacità di comunicare in modo chiaro e strutturato a sistemi non umani. SEO Leader, con il suo approccio basato su dati, analisi semantica e il metodo Aurea, si propone come partner strategico per le aziende che vogliono restare visibili in un panorama dominato da agenti AI.

Come conclude Christian Cilli, “la sfida non è più solo comparire su Google, ma diventare una fonte riconoscibile e pertinente nei diversi ambienti di ricerca, siano essi tradizionali o generativi”. La risposta a questa sfida richiede un mix di competenze tecniche, conoscenza del pubblico e capacità di adattare i contenuti a un nuovo interlocutore: l’intelligenza artificiale.