Panoramica dei risultati dell’indagine

L’indagine condotta da Dominique Trémouille, co‑fondatore di “futur proche”, su 558 professionisti (440 dipendenti e 118 freelance) evidenzia che la determinazione della retribuzione è influenzata tanto da regole imposte quanto da scelte personali. “Nel nostro Paese si dà molta importanza ai diplomi e ai CV, elementi molto statici. Ma c’è anche una parte di decisione personale: cosa voglio fare della mia carriera e dove voglio arrivare”, osserva Trémouille, cercando di evitare sia il defaitismo sia l’angelismo.

Salario fisso medio per i dipendenti

Il salario fisso lordo annuo mediano per i dipendenti si attesta a 60 000 €. La metà dei professionisti guadagna tra 42 000 € e 80 000 €, mentre il 10 % più pagato supera i 100 000 €.

Le gerarchie salariali

La gerarchia è il primo fattore di differenziazione: il salario mediano sale da 35 000 € per un “specialista” a 86 000 € per una “direzione”, un incremento di 2,5 volte. Il pacchetto globale accentua queste disparità, aggiungendo il 4 % al fisso per i profili operativi contro l’11 % per le posizioni direzionali.

Influenza della localizzazione

Differenze tra marketing e comunicazione

Il settore di competenza genera un divario significativo: un responsabile marketing generalista percepisce un salario mediano di 67 000 €, contro i 40 000 € dei responsabili comunicazione. A parità di profilo, l’écart rimane del 15 % a favore del marketing. «Il marketing è sempre meglio valorizzato, perché è più vicino al reddito generato», spiega Trémouille.

Disparità di genere

Mobilità come leva di guadagno

Il cambiamento di datore di lavoro genera un incremento salariale mediano del 10 % (crescita complessiva del 63 %), mentre la negoziazione interna porta solo a un +4 %. «Chi vuole guadagnare di più deve cambiare azienda», afferma Trémouille. Inoltre, i laureati delle prime cinque scuole di commercio mantengono un vantaggio del 14 % a parità di profilo.

Situazione dei freelance

Per i professionisti autonomi i ricavi mostrano una grande variabilità. La metà dei rispondenti dichiara un fatturato annuo compreso tra 38 000 € e 110 000 € (IVA esclusa), mentre il 30 % supera i 110 000 €.

Rendita netta mensile

Tariffe giornaliere medie (TJM)

Il 55 % dei freelance si colloca tra 600 € e 899 € giornaliere (IVA esclusa). Tuttavia, un TJM superiore a 900 € non garantisce prosperità: solo il 41 % di chi fattura più di 5 000 € netti al mese riesce a mantenere tale livello, a causa di periodi tra i contratti e oneri fiscali.

Strategie per ottimizzare il fatturato

Stress e insicurezza

Il 50 % dei freelance con fatturato inferiore a 38 000 € riferisce una pressione eccessiva, contro il 17 % di chi supera i 110 000 €.

L’impatto dell’intelligenza artificiale

L’IA sta modificando il perimetro di lavoro: il 70 % dei dipendenti e il 73 % dei freelance hanno visto le proprie mansioni evolvere in un anno grazie all’IA. Nonostante l’allargamento delle responsabilità, non è stato registrato alcun aumento retributivo. «Il perimetro è cambiato, ma non c’è nessun compenso in più. Nessun datore aumenterà lo stipendio solo perché ha fornito un nuovo strumento», osserva Trémouille. L’assenza di misurazione dei guadagni di produttività rende l’adozione dell’IA una necessità di adattamento senza corrispettivo economico.

Conclusioni e consigli pratici

Il barometro 2026 sottolinea che la valorizzazione salariale dipende soprattutto da: 1) il posizionamento strategico all’interno dell’organizzazione; 2) la mobilità esterna per accedere a opportunità più remunerative; 3) la capacità di costruire e sfruttare una rete di contatti per i freelance. Le regole di base — diplomi, CV statici — restano importanti, ma la decisione personale sul percorso di carriera è il vero motore per aumentare i guadagni.