Il Regolamento PPWR introduce nuove regole europee per rendere gli imballaggi più sostenibili, riciclabili e riutilizzabili. Le imprese dovranno adeguarsi a obblighi progressivi su progettazione, materiali, contenuto riciclato, etichettatura digitale, riuso e riduzione degli imballaggi superflui.

Il 22 gennaio 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) n. 40/2025 “Packaging and Packaging Waste Regulation” (PPWR), che introduce un quadro normativo armonizzato per rafforzare sostenibilità, riutilizzo e riciclabilità degli imballaggi lungo l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla gestione del fine vita.

Il Regolamento prevede un’applicazione progressiva delle disposizioni, con tempi di adeguamento differenziati per le imprese, esentando dagli obblighi le sole microimprese, ossia le realtà con meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Gli obiettivi principali riguardano la riduzione della produzione di imballaggi e dei relativi rifiuti, attraverso la limitazione degli imballaggi superflui e la promozione di sistemi di riutilizzo e ricarica. Parallelamente, il Regolamento impone che tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano progettati per essere effettivamente riciclabili in modo efficiente ed economicamente sostenibile, incentivando anche l’utilizzo di plastica riciclata e lo sviluppo del mercato delle cd. “materie prime seconde”, ottenute dal recupero o dalla rigenerazione di scarti e rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.

Trasparenza aumentata con etichettatura digitale

Il Regolamento rafforza la trasparenza per consumatori e operatori mediante l’introduzione di un sistema europeo di etichettatura armonizzata e strumenti digitali di identificazione dei materiali, con l’obiettivo di semplificare la raccolta differenziata e migliorare la tracciabilità delle componenti degli imballaggi.

L’ambito di applicazione del Regolamento è ampio e riguarda sia gli imballaggi immessi sul mercato sia i rifiuti che ne derivano, indipendentemente dal materiale, dal settore di utilizzo o dal contesto di provenienza.

Obblighi progressivi per il futuro

Nel dettaglio, il Regolamento prevede nuovi obblighi e scadenze suddivisi in macro aree che tengono conto dell’intero ciclo di vita degli imballaggi:

Obblighi per plastica riciclata

Dal 1° gennaio 2030, i prodotti in plastica dovranno contenere percentuali minime di materiale riciclato che aumenteranno progressivamente fino al 2040. Saranno introdotti anche criteri specifici per l’utilizzazione di materie prime biologiche.

Innovazione per il compostaggio industriale

Dal 12 febbraio 2028, determinate tipologie di imballaggi dovranno poter essere trattate attraverso il compostaggio industriale. Riguarderà filtri per tè, capsule per caffè, etichette su prodotti ortofrutticoli, ecc.

Riduzione di materiali di riempimento

A partire dal 12 febbraio 2028, gli imballaggi destinati alla vendita dovranno essere progettati per limitare al massimo lo spazio non utilizzato e ridurre il numero di riempimenti plastici o di carta.

Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi dovranno essere progettati in modo da ridurre elementi inutili (come doppie pareti, falsi fondi) e garantire spazi vuoti al massimo del 50%. La conformità dovrà essere supportata da documentazione tecnica.

Riutilizzo obbligatorio per ristoranti e alberghi

Dal 12 febbraio 2028, ristoranti e hotel dovranno offrire contenitori per asporto riutilizzabili. Dal 1° gennaio 2030, il riutilizzo dovrà interessare almeno il 10% per vendita al dettaglio, il 40% per trasporti UE e il 100% per vendita nazionale.

I prodotti che viaggiano tra i vari siti produttivi dovranno essere tutti in imballaggi riutilizzabili.

Obiettivi crescenti per il 2040

Dal 1° gennaio 2040, gli obiettivi aumenteranno con quote obbligatorie di riutilizzo dell’imballaggio per il trasporto del 70%, per scatole da stoccaggio del 25% e per bevande del 40%.

Dal 12 febbraio 2027, i clienti degli esercizi alberghieri, della ristorazione e del catering potranno richiedere e utilizzare loro stessi i contenitori per gli alimenti e le bevande.

E-commerce e spazi per il riutilizzo

Dal 1° gennaio 2030, i punti vendita con superficie eccedente 400 m² dovranno dedicare almeno il 10% dello spazio a stazioni di ricarica per alimenti e oggetti non alimentari.

Gli imballaggi in plastica monouso saranno vietati a partire da gennaio 2030. Il divieto interesserà contenitori singoli per alimenti, film plastici per bevande, bustine di zucchero, flaconi, ecc.

Etichettatura europea digitale

In Italia l’etichettatura attuale si basa su informazioni tradizionali; con il PPWR, si passerà però a un modello digitale armonizzato europeo, che integrerà da agosto 2028 strumenti digitali (QR Code, marche elettroniche) per fornire informazioni dettagliate sul riciclo e l'utilizzo sostenibile.

Benefici del modello digitale

Con l’implementazione della digitalizzazione, i consumatori potranno accedere a dati come:

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