I cambiamenti portati dall’intelligenza artificiale (AI) stanno trasformando in profondità il modo in cui pensiamo, lavoriamo e viviamo. Un aspetto cruciale è rappresentato dal “Cognitive offloading”, il processo attraverso cui spostiamo fuori dalla testa parte del nostro lavoro mentale affidandolo alle macchine. Il libro Umani per ora, di Luciano Ballerano, esplora questo fenomeno e molte altre sfide ed implicazioni dell’AI in una società che si sta velocemente mutando, sottolineando come questa tecnologia arrivi in un mondo già fragile a livello cognitivo.

Cognitive Offloading, la delega mentale alle tecnologie

Il termine “Cognitive offloading” identifica il modo in cui affidiamo a strumenti esterni funzioni cognitive: memoria, calcoli, organizzazione, prese di decisione. Smartphone, appunti digitali, sistemi di AI e strumenti come il GPS ci permettono di ridurre lo sforzo mentale. Questo processo è spesso utile per velocizzare operazioni, liberare risorse mentali e concentrarsi su compiti strategici o creativi.

Tuttavia, Ballerano indica che il rischio si manifesta quando questa delega diventa automatica, totale e sistematica, al punto da atrofizzare la capacità di valutare, ricordare e pensare da soli. L’avvento delle AI generate incrementa ulteriormente questo rischio, perché non si limita più a prendere informazioni, ma può anche analizzarle, interpretarle e prendere decisioni al posto nostro.

Usare l’AI come partner, non come sostituto

Sebbene alcuni esperti parlino di un «patto faustiano» con l’AI – in cui si guadagna efficienza oggi a spese della mente domani – Ballerano rifiuta l’idea che l’AI debba essere necessariamente vista come nemica. Al contrario, egli sottolinea come essa possa diventare uno strumento di crescita cognitiva, stimolando pensiero critico e creatività.

Dunque, la questione fondamentale non è tanto usare o non usare l’AI, ma come e perché lo si fa. La tecnologia può essere una guida e un supporto, ma non può e non dovrebbe sostituire il pensiero individuale.

Ghost GDP: crescita economica invisibile

Un’altra problematica centrale affrontata nel libro è il cosiddetto Ghost GDP. Questo concetto si riferisce alla quota di crescita del PIL generata da sistemi automatizzati, ma non associata a redditi reali e, di conseguenza, non influenzata sulla domanda aggregata per beni e servizi reali. Pur non rappresentando un concetto accademico consolidato, il termine si presta a evidenziare la complessità del rapporto tra economia e tecnologia.

Supponiamo che un'azienda sostituisca 100 analisti con un sistema di intelligenza artificiale che raddoppia la produttività. Il PIL cresce grazie a questa maggiore efficienza. Tuttavia, i redditi precedentemente generati da quei lavoratori finivano in attività di consumo, che non sono più sostenute. Questa “credenza” di crescita economica non riflette necessariamente una maggiore prosperità reale.

Il ciclo di Ghost GDP non ha freni

Secondo Ballerano, il ciclo di Ghost GDP differisce da meccanismi economici tradizionali. Mentre le crisi tradizionali possono essere autoregolatrici – con prezzi che scendono, salari che si aggiustano, fino a una ripresa della richiesta – il Ghost GDP non presenta freni naturali.

Con l’espansione dell’AI generativa, invece, ogni ciclo di sostituzione automatica rafforza i successivi, creando una spirale che non ha una fine prevedibile. La distribuzione del valore prodotto si allontana sempre più dai lavoratori, generando crescenti inefficienze nel modello economico e sociale.

La chiave: equilibrio e consapevolezza

La soluzione, sottolinea Ballerano, risiede in una gestione equilibrata degli strumenti tecnologici. L’intelligenza artificiale non è in sé né positiva né negativa, ma dipende come viene utilizzata. Scegliere con consapevolezza e responsabilità diventa una strategia centrale per garantire che essa non sostituisca, ma arricchisca il nostro modo di pensare e di agire.

Le conseguenze strutturali

Il Ghost GDP segnala una tendenza che va al di là delle singole aziende: indica una ridefinizione dei modelli di crescita economica. I sistemi di AI possono scalare rapidamente, a basso costo, aprendo scenari dove la sostituzione del lavoro umano non richiede nuove assunzioni, e quindi non genera effetti redistributivi.

Conclusioni e visioni future

Nel momento in cui l’intelligenza artificiale entra nel campo cognitivo, diventano fondamentali la vigilanza e la consapevolezza. Non è semplicemente una questione di efficienza tecnologica, ma di responsabilità etica e sociale.

“Umani per ora” sottolinea l’esigenza di mantenere la capacità umana di pensare, valutare e resistere. Come sottolinea l’autore, “siamo noi che dobbiamo decidere come utilizziamo queste tecnologie, e non che le tecnologie governino noi.”