La sfida dell’intelligenza artificiale e la tutela della privacy

La relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, presentata il 2 luglio 2026 alla Camera dei Deputati, ha dedicato un ampio spazio all’analisi dell’impatto dell’intelligenza artificiale (AI) sul contesto della privacy e dei diritti fondamentali. Il rapporto, che raccoglie un anno di attività svolto dall’autorità, evidenzia come l’AI, ormai parte integrante di molti settori economici, richieda un riallineamento costante delle norme esistenti per garantire il rispetto della privacy.

Secondo Fulvio Sarzana di S. Ippolito, esperto consultato in occasione dell’evento, l’uso massivo dell’intelligenza artificiale potrebbe compromettere la sovranità digitale degli Stati e, in maniera più immediata, il controllo da parte degli individui sui propri dati personali. Queste considerazioni spingono il Garante a concentrare i propri sforzi verso un monitoraggio attento delle nuove tecnologie, con un’attenzione particolare alle infrastrutture che trattano grandi quantità di dati sensibili.

Dati e statistiche dell’attività del Garante

Nei soli dodici mesi del 2025, il Garante ha ricevuto circa 140.000 segnalazioni, un incremento del 28% rispetto all’anno precedente. Di queste, quasi 10.000 hanno riguardato sistemi di intelligenza artificiale nell’ambito del trattamento di dati personali, soprattutto nel settore della sanità, del marketing mirato e dell’analisi comportamentale.

La risposta del Garante

Per far fronte alle nuove sfide, il Garante ha introdotto due linee di azione principali:

Sono state inoltre lanciate una serie di linee guida specifiche, in particolare per le amministrazioni pubbliche e i fornitori di servizi digitali, al fine di garantire compliance con i principi stabiliti dal nuovo regolamento europeo sull’AI (AI Act).

Priorità future e progetti in cantiere

Il Garante ha annunciato la volontà di rafforzare i rapporti con le autorità europee e quelle di altri Paesi nell’ambito di un’applicazione coordinata delle misure di controllo sulle tecnologie AI. La protezione dei dati personali non può essere limitata ai confini nazionali, ma richiede una cooperazione internazionale crescente.

Un altro asse portante sarà l’implementazione di tecnologie di intelligenza artificiale eticamente progettate, in collaborazione con startup e centri di ricerca che si distinguono per la trasparenza e il rispetto delle norme GDPR. Si punta, in particolare, a una diffusione più equa delle tecnologie basate sull’AI, evitando il proliferarsi di strumenti potenzialmente dannosi che non rispettano le garanzie di privacy.

Riflessione finale sull’equilibrio tra innovazione e regolamentazione

La sfida che si presenta oggi non è semplicemente tecnica, bensì culturale e politica. L’AI ha già cominciato a ridefinire il modo in cui gestiamo le informazioni e interagiamo con i sistemi digitali. Per il Garante, la priorità assoluta è mantenere la libertà e la dignità dei cittadini al centro di ogni progetto tecnologico.

Questo equilibrio richiede investimenti non solo tecnologici, ma anche formativi e di sensibilizzazione. La consapevolezza da parte dei cittadini e dei professionisti riguardo ai diritti e ai rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale è cruciale per costruire un sistema che sia davvero a prova di futuro.