Introduzione
Negli anni ‘70 la categoria dei linotipisti fu letteralmente spazzata via dall’avvento della fotocomposizione digitale e del Desktop Publishing. Succederà anche per gli sviluppatori software? Potrebbero utilizzare questa antica storia per reagire a quello che sta accadendo.
Nel 1978 uscì in Italia l’ultimo numero de “La Stampa” composto e stampato usando i linotipi, le macchine di composizione della pagina mediante piombo fuso. In quella data, almeno da noi, il Regno del Piombo fu spazzato via dall’Invasione dei Computer.
Il passato: un esempio drammatico
Sam Altman la definirebbe una piccola storia di successo, con una conseguenza trascurabile e temporanea per la forza lavoro. Ma in Italia si trattò di molte migliaia di persone; alcune stime parlano di oltre 10.000. Allora fu un vero dramma, nonostante l’efficace azione dei sindacati a quei tempi.
Molte migliaia di tecnici esperti, veri maestri artigiani, si ritrovarono disoccupati e senza possibilità di reinserimento professionale, sostituiti prima dalle unità di fotocomposizione computerizzate e poi dalle tecniche di desktop publishing, come raccontato in questo articolo che ha prestato il titolo a questa riflessione.
Evoluzione tecnologica e conseguenze
John Warnock (Adobe PostScript) e Steve Jobs (Apple Laserwriter II) completarono questo cambiamento di paradigma industriale con i loro prodotti a metà anni ‘80.
Chissà se qualche ex-linotipista inglese ha immaginato di mettere le loro foto nel bersaglio per le freccette… Forse per ricordare l’ineluttabile sostituzione tecnologica.
I linotipisti erano persone abituate a lavorare la notte, a spostarsi frequentemente verso posti migliori grazie a una domanda di lavoro continuamente elevata. Persone che vivevano quasi in simbiosi con una macchina enorme, complessa, sempre in movimento e per questo affascinante. Era dotata anche di una certa somiglianza con la creatura di Alien, che per noi “posteri” la rende un po’ inquietante.
Preoccupazioni odierne: Gli LLM e il futuro lavoro
Gli antichi “Pensieri di Piombo”, ormai portati via dalla maggior parte dei linotipisti passati a miglior vita, sono tornati prepotentemente in auge con i licenziamenti di massa, dovuti, ispirati o giustificati dall’avvento degli LLM, ai quali anche lo stesso governo federale americano chiede alle proprie agenzie di prepararsi.
Lungi dal voler affrontare le mille sfaccettature, complessità ed incertezze di questo evento, o anche la questione su se sia reale ed inevitabile oppure no, la profetessa preferita si limiterà ad osservare con attenzione i diversi ma analoghi paralleli tra i due eventi, così distanti tra loro nel tempo.
Una prospettiva professionale mutevole
Se dovessi vivere come programmatore, e se fortunato anche provvedere ad una mia famiglia, mi preoccuperei immediatamente di valutare la stabilità della mia posizione. Probabilmente scoprirei che, anche prima dell’avvento degli LLM, la mia posizione era oggettivamente molto più instabile di quella di mio padre; le competenze che ti rendono una figura richiestissima sul mercato del lavoro possono diventare inutili nel giro di un anno o due, rendendo l’abilità di riciclare la propria figura professionale una dote essenziale, come un Indiana Jones che salta qua e là mentre il mondo attorno a lui crolla.
Riflessione per programmatori
In effetti, l’ambito lavorativo di coloro che, in qualche modo, possono riconoscersi nel termine “programmatore” è molto più vasto, proteiforme e mutevole rispetto alla competenza verticale e immutabile del linotipista.
Per loro, forse, oltre che cercare di far valere il proprio “saper fare” piuttosto che una ricercatissima ma evanescente competenza verticale, un buon consiglio potrebbe essere quello di rispolverare una qualsiasi forma di sindacalizzazione di categoria, come avviene negli Stati Uniti nel settore dei videogiochi, anche a costo di creare il proprio specializzatissimo sindacato. Altrimenti, non resta che diventare consulenti stile Indiana Jones per tutta la vita: piccoli predatori in un mondo di grandi predatori.
Per approfondire
- Scrivere a Cassandra: via email
- Videorubrica: Quattro chiacchiere con Cassandra
- Lo Slog: Static Blog di Cassandra
- Di Cassandra per i posteri: l’archivio su Internet Archive
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Bio dell’Autore
Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, è consulente in privacy e Computer Forensics, specializzato in Application Architecture e archeologo di software legacy.