Con l'evoluzione dell'intelligenza artificiale, Google sta ridefinendo radicalmente la sua strategia di ricerca. Molti parlano della SEO tradizionale come una strategia ormai superata, in particolar modo a causa dell’avvento di funzionalità innovative come le panoramica AI e la modalità AI Mode. Queste non si limitano a riepilogare informazioni già presenti in rete, ma vanno oltre: generano risposte direttamente basate sull’input dell’utente, spesso senza rispettare la posizione delle pagine nei risultati tradizionali.
Ma allora, cosa realmente influenzerà la visibilità online in futuro? Per chiarire questa domanda, è fondamentale comprendere come funzionano internamente questi nuovi strumenti e come i dati emergenti mettono in discussione l’approccio SEO fino a oggi utilizzato.
Introduzione a Google AI Mode e AI Overviews
Google ha aggiornato il suo motore di ricerca grazie alla sua AI più avanzata: Gemini 2.5 Pro. La modalità AI, parte delle nuove funzionalità, permette agli utenti di interagire in modo conversazionale, richiedendo informazioni specifiche e ottenendo un'esperienza di ricerca completamente diversa rispetto ai risultati SEO tradizionali.
- AI Mode: Questa funzione si presenta come una scheda sperimentale separata. Al suo interno, Google elabora query complesse, suddividendole in sottoparti attraverso una tecnica chiamata "fan-out".
- AI Overviews: Sono riepiloghi generati direttamente sopra i risultati organici tradizionali, riveduti e creati in tempo reale per soddisfare l'esigenza dell’utente.
Entrambi, pur appartenendo alla stessa famiglia Google, seguono logiche molto diverse.
Volatilità dei risultati in AI Mode: cosa c'è dietro?
Uno studio su 10.000 parole chiave ha evidenziato che in AI Mode, il 90,8% degli URL non è coerente nei risultati quando vengono ripetute ricerche uguale in giornate diverse. L’unica sovrapposizione reale arriva al 9,2%. Cioè, per la maggior parte dei casi, il sistema non trova gli stessi articoli o le stesse fonti.
Il problema della volatilità, dunque, non è da sottovalutare. Molti utenti non si aspettano che le risposte siano differenti ogni volta che cercano la stessa parola chiave. Inoltre, quando vengono esaminati i risultati tra i vari sistemi AI, si osserva che:
- Nel 21,2% dei casi, non vi è alcun URL che si ripete;
- Solo lo 0,1% presenta una completa sovrapposizione (100%) delle fonti utilizzate;
- Per i domini, la sovrapposizione sale al 14,7%, ma significa comunque che il risultato generale è scarsamente coerente.
Ecco alcuni fattori che provocano la volatilità dei risultati
Gli sviluppatori di Google hanno messo a punto questi sistemi in modo che siano sensibili a una serie di fattori, spesso non evidenti all’utente:
- Personalizzazione: AI Mode cerca di comprendere la posizione dell’utente. Anche se si cerca lo stesso argomento, le risposte potrebbero variare a seconda del luogo in cui si trova l’utente.
- Fan-out: Il sistema effettua centinaia di ricerche in parallelo, aumentando la diversità di fonti e causando la generazione di risultati diversi.
- Dinamicità: Le nuove informazioni vengono aggiunte continuamente, rendendo i sistemi AI estremamente reattivi a ogni modifica nel contenuto web.
Questo rende chiaro come il paradigma della visibilità su Google, prima dominio della SEO, non possa restare invariato. I nuovi criteri metteranno a dura prova i vecchi metodi.
Che cosa si può fare? L'esigenza di una GEO
Di fronte a tali cambiamenti radicali, gli esperti parlano di una transizione dalla SEO all’ottimizzazione generativa per i motori di ricerca, comunemente definita GEO (generative engine optimization). La GEO riguarda nuovi modi di strutturare i contenuti, non soltanto per soddisfare i vecchi parametri dell’indicizzazione tradizionale, ma per preparare i testi in modo che risultino utili e pertinenti per l’AI.
Un buon contenuto non solo deve essere facilmente leggibile da Googlebot, ma deve anche essere adatto a essere interpretato correttamente dalle funzioni AI. Questo richiede una nuova approccio al testo, focalizzando l’attenzione su:
- Struttura chiarissima ed espressive;
- Chiavi semantiche pertinenti;
- Accessibilità ai dati;
- Consenso alle nuove tecnologie di ragionamento AI.
Un confronto diretto con i risultati SEO tradizionali
Per valutare il livello di coerenza, è stata effettuata una comparazione diretta tra il posizionamento organico tradizionale e il comportamento della funzione AI Mode.
I risultati dimostrano che, quando si cerca una parola chiave comune in entrambi i sistemi, i contenuti che sono ben posizionati nei risultati SEO tradizionali non vengono quasi mai considerati da AI Mode. La sovrapposizione si mantiene intorno al 14%.
Perché questa differenza?
I motori di ricerca di Google tradizionali sono basati su algoritmi che tengono conto di parametri molto concreti: numero di link entranti, tempo di caricamento, mobile-friendly, ecc. La funzionalità AI, invece, cerca di ragionare in modo più simile all’intelligenza umana, interpretando query complesse, e generando risposte basate su una combinazione di dati provenienti da molteplici fonti, non solo quelle direttamente visibili sui primi risultati di ricerca del posizionamento.
I nuovi modi di ottimizzare una presenza online
Per adattarsi a questo contesto in costante mutamento, è necessario ripensare la strategia di SEO come componente chiave di strategie più ampie e integrate:
La GEO richiede di:
- Strutturare i contenuti per supportare compiti diversificati (es., risposta a domande, sintesi, analisi);
- Analizzare i modelli di comportamento dell’utente su sistemi AI;
- Adottare modelli di contenuti modulari e facilmente integrabili con l’AI;
- Rivolgersi ad un pubblico che utilizza sempre di più dispositivi digitali e assistenti virtuali per ottenere informazioni.
Che futuro attende il SEO?
Le strategie SEO di oggi si trovano a un crocevia. Se un tempo era possibile predire con abbastanza precisione il posizionamento organico grazie a parametri ben conosciuti, oggi l’imprevedibilit