Una nuova architettura per il quantum computing
La corsa al quantum computing non si gioca soltanto sull’aumento del numero di qubit, ma sulla capacità di farli lavorare insieme in sistemi sempre più grandi, stabili e controllabili. Il nodo decisivo è ridurre la complessità dell’hardware di controllo senza sacrificare precisione, scalabilità e correzione degli errori.
Planckian, spin‑off dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore, affronta uno dei problemi meno visibili ma più concreti del settore: come controllare un numero crescente di qubit senza far esplodere cablaggi, elettronica e complessità criogenica. Fondata a Pisa nel 2023, la società sviluppa processori superconduttivi nei quali più qubit condividono le stesse linee di controllo, una scelta architetturale diversa dalla soluzione più comune, che assegna collegamenti dedicati a ciascun qubit.
Perché il cablaggio è un limite
Ogni linea di controllo deve attraversare diversi stadi di temperatura e porta con sé spazio, calore, componenti e possibili fonti di rumore. Se queste risorse crescono quasi in proporzione al numero di qubit, costruire macchine molto più grandi diventa progressivamente più difficile e costoso. La proposta di Planckian è quindi di ridurre la quantità di hardware di controllo necessaria man mano che il processore cresce.
Il team, i finanziamenti e le origini
Planckian è il primo spin‑off congiunto dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore. I co‑fondatori sono:
- Michele Dallari – amministratore delegato
- Marco Polini – chief scientific officer
- Vittorio Giovannetti – chief architect
Nel 2023 l’azienda ha raccolto 2,7 milioni di euro in un round pre‑seed guidato da Eureka! Venture, con la partecipazione di Tech4Planet (CDP Venture Capital), Exor Ventures e business angel.
Inizialmente la ricerca era orientata alle “batterie quantistiche”, ma lo sviluppo industriale si è rapidamente concentrato sul calcolo quantistico superconduttivo. Il punto distintivo non è un nuovo tipo di qubit, bensì un nuovo modo di pilotarli.
Controllo globale tramite microonde
Nell’architettura descritta da Planckian, segnali a microonde vengono trasmessi simultaneamente a molti qubit. La selettività non viene ottenuta moltiplicando le linee individuali, ma progettando le interazioni fra i qubit e i coupler che li collegano. In una delle topologie studiate, i qubit sono disposti in un anello omogeneo e l’informazione quantistica può essere spostata fino a un sito localmente indirizzabile.
Negli ultimi due anni la società ha pubblicato diversi lavori su questo approccio, includendo:
- Computazione universale con controllo globale
- Interazioni ZZ controllate
- Gestione del disordine nei dispositivi reali
Nel gennaio 2026 è stata riportata una dimostrazione sperimentale di “dynamical blockade” su un qubit transmon, un meccanismo che mostra come il controllo globale possa essere reso selettivo senza rinunciare alla piattaforma superconduttiva.
Correzione degli errori in un contesto di controllo globale
Ridurre i cavi non basta: un computer quantistico utile deve correggere gli errori che si accumulano durante il calcolo. Nell’agosto 2026 Planckian ha presentato il lavoro Quantum error correction with global control, che propone un’architettura senza qubit ausiliari dedicati al controllo e una famiglia di codici ciclici compatibile con le operazioni globali del processore.
Il vantaggio teorico è che tutti i qubit fisici possono contribuire al registro computazionale ed essere protetti dallo stesso schema di correzione. Tuttavia, si tratta ancora di una proposta di ricerca, non della dimostrazione di un computer fault‑tolerant operativo. La verifica dovrà passare da chip più grandi, errori reali, resa di fabbricazione e integrazione con elettronica e criogenia.
Finanziamenti europei e prospettive di crescita
Il riconoscimento più recente è arrivato nel settembre 2026, quando Planckian è stata selezionata per la fase 1 della EuroHPC Quantum Grand Challenge. È l’unica azienda italiana tra le 13 scelte su 27 proposte ammissibili. Riceverà 300 mila euro per sviluppare, con il progetto SQALE, una roadmap tecnica e finanziaria verso un sistema quantistico fault‑tolerant su scala industriale.
Le aziende che completeranno con successo la prima fase potranno concorrere alla seconda, che prevede la possibilità di richiedere fino a 30 milioni di euro di finanziamenti della Banca europea per gli investimenti. Non è quindi un finanziamento già assegnato a Planckian, ma un’opportunità condizionata al superamento della prima fase.
Collaborazioni strategiche e partnership
La crescita passa anche dalle collaborazioni. Nel 2025 Planckian ha stretto un accordo con il QTLab dell’Università Federico II di Napoli, che dispone di un sistema superconduttivo da 25 qubit. Nel maggio 2026 Seth Lloyd, professore al MIT e autore nel 1993 di uno dei primi modelli di quantum computing a controllo globale, è entrato come founding fellow per contribuire alla roadmap sulla correzione degli errori.
A luglio è arrivata inoltre una partnership con Quantum Elements per sviluppare digital twin e modelli di rumore specifici per l’architettura Planckian. L’obiettivo è simulare su computer classici le sorgenti di errore del dispositivo e valutare gli schemi di quantum error correction prima di portarli sull’hardware.
Confronto con i giganti del settore
Rispetto a gruppi come IBM, Google o Quantinuum, Planckian è ancora una realtà molto più piccola e in fase di sviluppo tecnologico. La sua scommessa è però precisa: intervenire sul costo fisico della scalabilità prima che il cablaggio diventi un limite dominante. Invece di costruire un ecosistema completo di cloud, software e applicazioni, concentra la ricerca sull’architettura del processore e sul modo in cui questo viene controllato.
Prospettive future e sfide aperte
Il test decisivo sarà sperimentale: dimostrare che il controllo globale mantiene fedeltà, velocità e correggibilità degli errori quando cresce la dimensione del chip. Se questo principio reggerà il passaggio dalla ricerca a sistemi più grandi, Planckian potrà ritagliarsi un ruolo specifico nella filiera europea del quantum computing.
Se invece i vantaggi sul cablaggio fossero compensati da nuovi costi di controllo o correzione, il progetto dovrà dimostrarne l’equilibrio a livello di sistema. In entrambi i casi, la strada intrapresa da Planckian rappresenta una delle più interessanti sperimentazioni di architettura quantistica emergente, capace di influenzare le scelte di design dei futuri computer quantistici.
Fonti: Planckian; CDP Venture Capital; EuroHPC Quantum Grand Challenge.