Il contesto europeo della digitalizzazione

La trasformazione digitale è ormai riconosciuta come uno dei fattori chiave per la competitività delle imprese europee. Tuttavia, i dati più recenti mostrano che il progresso non è uniforme, soprattutto tra le piccole e medie imprese (PMI) rispetto alle grandi aziende.

Secondo la pubblicazione dell’Unione europea (Eurostat) Digitalizzazione in Europa – 2026, entro il 2025 il 71 % delle PMI avrà raggiunto un livello base di digitalizzazione, ben al di sotto dell’obiettivo del 90 % fissato per il 2030. Per le grandi imprese la percentuale è del 96 %.

Il divario si accentua ulteriormente se si guarda al livello di digitalizzazione avanzata: solo il 9 % delle PMI ha raggiunto un livello molto elevato, contro il 43 % delle grandi imprese. Inoltre, il 29 % delle PMI rimane in una fase di digitalizzazione molto bassa, evidenziando lacune non solo nelle tecnologie avanzate ma anche nelle infrastrutture di base.

Disparità nell’adozione di tecnologie specifiche

L’UE ha identificato la trasformazione digitale delle imprese come pilastro della sua strategia di sviluppo economico fino al 2030, puntando che il 75 % delle imprese utilizzi almeno una delle tre tecnologie chiave: cloud computing, analisi dei big data e IA.

Ritmo di adozione e limiti strutturali

Il rapporto “State of the Digital Decade 2026” della Commissione europea evidenzia che, entro il 2025, circa il 20 % delle imprese dell’UE utilizzerà l’IA (rispetto al 13 % del 2024), il 53 % adotterà il cloud computing e il 40 % impiegherà tecnologie di analisi dei dati.

Nonostante la rapida diffusione dell’IA, l’utilizzo di un singolo strumento non equivale a una trasformazione digitale completa: i processi gestionali, i dati e le operazioni aziendali non sono ancora integrati in modo fluido.

Risorse limitate delle PMI

Le piccole imprese hanno tipicamente:

Queste limitazioni non riguardano solo l’acquisto di tecnologia; se i dati non sono standardizzati e rimangono dispersi, le informazioni non possono essere sfruttate efficacemente, rendendo l’introduzione di strumenti moderni poco produttiva.

Il paradosso dell’adozione dell’IA nelle PMI

Un sondaggio citato da Reuters l’8 ottobre 2025, condotto in Francia, Germania, Italia e Spagna, ha rivelato che il 46 % delle PMI utilizza quotidianamente strumenti di IA come ChatGPT, ma molte non dispongono ancora di un’infrastruttura digitale completa (contabilità digitale, gestione elettronica dei documenti, videoconferenze, analisi dei dati). Circa due quinti delle aziende intervistate hanno dichiarato di non essere pronte per la trasformazione digitale.

Carente disponibilità di competenze digitali

Il rapporto “State of the Digital Decade 2026” indica che oltre il 60 % dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali di base, ma i professionisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) rappresenteranno solo il 5 % della forza lavoro totale nel 2025, la metà dell’obiettivo del 10 % entro il 2030.

Questo squilibrio evidenzia la necessità di passare dal semplice supporto tecnologico a un supporto delle capacità applicative, favorendo la formazione mirata e l’adozione consapevole delle soluzioni digitali.

Le risposte dell’Unione europea

In risposta a queste limitazioni, l’UE sta promuovendo misure volte ad ampliare l’accesso alle tecnologie avanzate, potenziare le competenze digitali e sostenere le imprese, in particolare le PMI.

La relazione sullo stato del decennio digitale 2026 della Commissione europea sottolinea la necessità di migliorare l’accesso a competenze, infrastrutture ed ecosistemi di innovazione, avvertendo che senza ulteriori incentivi i progressi non saranno sufficientemente rapidi per raggiungere gli obiettivi del 2030.

Strategie di supporto più efficaci

Le lezioni per il Vietnam

La Risoluzione 57‑NQ/TW del 22 dicembre 2024 del Politburo vietnamita individua nella promozione della scienza, della tecnologia, dell’innovazione e della trasformazione digitale nelle imprese una delle direzioni chiave. Per raggiungere questo obiettivo, il sostegno alle PMI deve tenere conto delle difficoltà specifiche nell’applicazione della tecnologia, anziché adottare un approccio generico.

Oltre al supporto finanziario e alle soluzioni tecnologiche, è fondamentale potenziare le competenze digitali di dipendenti e manager. Programmi di consulenza e formazione su misura aiuteranno le imprese a selezionare, utilizzare e valutare l’efficacia delle tecnologie, riducendo la dipendenza da fornitori esterni.

Collaborazione tra settore pubblico, privato e accademia

Rafforzare i legami tra imprese, università, centri di ricerca e fornitori di tecnologia consentirà alle aziende vietnamite di accedere a esperti, testare soluzioni prima di investire ingenti somme e adattare la tecnologia alle condizioni di produzione e mercato.

La realtà europea dimostra che, anche con infrastrutture sviluppate e politiche di supporto, l’integrazione della tecnologia nelle attività aziendali richiede tempo e capacità di implementazione coordinate. Per il Vietnam, promuovere la trasformazione digitale non significa solo ampliare l’accesso alla tecnologia, ma anche mettere le imprese in condizione di usarla efficacemente per migliorare efficienza e competitività.

Conclusioni

Le PMI europee continuano a faticare nella trasformazione digitale a causa di risorse limitate, carenza di competenze e gestione frammentata dei dati. Le iniziative dell’UE puntano a superare questi ostacoli mediante un approccio integrato che combina accesso tecnologico, formazione mirata e ecosistemi di innovazione.

Per il Vietnam, l’esperienza europea offre un modello di riferimento: la trasformazione digitale deve andare oltre la semplice fornitura di strumenti e includere lo sviluppo di capacità operative, la standardizzazione dei dati e la creazione di partnership strategiche. Solo così le PMI potranno contribuire in modo significativo agli obiettivi di crescita economica e innovazione delineati dalla Risoluzione 57.