Una figura generata dall’AI debutta al cinema

Il futuro del cinema sta cambiando. Particle 6, uno studio britannico specializzato in tecnologie di intelligenza artificiale, ha annunciato che la sua figura virtuale Tilly Norwood interpreterà un ruolo principale nel nuovo film intitolato Misaligned. Sviluppata interamente tramite KI, Tilly rappresenterà il primo tentativo di produrre un film con un’attrice digitale al centro del progetto.

Il film sarà definito un “Comedy-Drama” e sarà realizzato in collaborazione tra artisti tradizionali del settore spettacolo e ingegneri dell’intelligenza artificiale. L'obiettivo dichiarato del progetto e di mostrarne le potenzialità creative e tecnologiche di questa forma d'espressione.

Il mondo digitale e umano si incontrano nel film

Secondo la descrizione fornita dallo studio, l’opera si svolgerà all’interno dell’universo digitale “Tillyverse”, dove la creatura KI si trova improvvisamente ad affrontare una crisi e a sviluppare emozioni umane. La trama seguirà l’evoluzione di Tilly nella comprensione della complessità emotiva.

In una dichiarazione, Eline van der Velden, fondatrice di Particle 6, ha spiegato: “Con Tilly Norwood, volevamo chiarire fin da subito alle industrie creative che cosa era effettivamente possibile con l’AI.”.

Reazioni forti a causa dell’utilizzo di KI

Tuttavia, l’annuncio ha sollevato reazioni contrastanti. La figura di Tilly, una donna con i capelli scuri, è stata presentata per la prima volta nel 2025 al Festival del Cinema di Zurigo. Eline van der Velden aveva espresso allora ambizioni ambiziose, augurandosi che Tilly possa un giorno diventare una attrice iconica, simile a Natalie Portman o Scarlett Johansson.

Dopo l’annuncio del film Misaligned, la comunità del cinema e del teatro ha espresso dubbi significativi. La federazione degli attori SAG-AFTRA ha emesso una dichiarazione forte: “Pensiamo che non sia opportuno riferirsi a Tilly Norwood come ‘attrice’. È una figura generata da un programma, che utilizza l’opera di molteplici interpreti senza permesso né compenso.”

Persone del cinema esprimono preoccupazioni

Anche attori e registi si sono espressi criticamente. Emily Blunt, famosa attrice britannica, ha commentato in un’intervista pubblicata sulla rivista Variety: “Quando ho visto le immagini di Norwood, ho pensato: Siamo veramente perduti. È davvero preoccupante.”

Molti professionisti del cinema sottolineano il rischio che l’uso crescente di figure generate artificialmente possa minacciare i ruoli tradizionali e le opportunità di lavoro per gli artisti umani, mettendo a rischio l’estetica e la creatività legate all’appello visivo reale degli attori.

Il futuro del cinema e la tecnologia

Un dibattito aperto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale

La controversia intorno al film Misaligned evidenzia le complessità emerse con l’uso sempre più esteso dell’intelligenza artificiale in settori creativi. La questione non riguarda solo l’etica e la rappresentatività, ma anche il ruolo del creatore come persona e il valore artistico del lavoro originale.

La comunità cinematografica dovrà decidere se accettare una tendenza sempre più forte verso la tecnologia, oppure trovare modi per regolare l’uso di queste tecnologie al fine di proteggere il lavoro, la reputazione e la creatività degli artisti.