Eseguita una mossa decisa per la sovranità digitale

L’amministrazione federale svizzera sta valutando l’esclusione dei fornitori di cloud US dal mercato locale per proteggere i dati sensibili e rispettare le normative sui dati svizzere. Questo passo, rivelato in un comunicato ufficiale, mira a garantire che le informazioni critiche, come quelle del settore bancario o della sanità, non finiscano su infrastrutture straniere con leggi di sorveglianza più permissive.

La motivazione: privacy e protezione dei dati

Secondo il documento, la Svizzera cerca di evitare che le aziende straniere, in particolare quelle americane, abbiano accesso a dati sensibili svizzeri. Questo approccio risponde all’aumento delle richieste degli Stati Uniti, come quelle del Patriot Act, che permettono alle autorità di richiedere dati degli utenti senza il loro consenso. I fornitori cloud come Amazon Web Services o Microsoft Azure, sebbene popolari, non offrono garanzie sufficienti sulla riservatezza in un contesto legale che prevede la cooperazione con enti governativi esteri.

Un esempio concreto: il caso dell’analisi online

Un esempio dell’elevato grado di tracciamento online è il modello adottato da Golem.de, un portale tedesco che illustra chiaramente le pratiche moderne di trattamento dei dati. Il sito utilizza cookie e strumenti di tracciamento per raccogliere informazioni sugli utenti, trasmettendole a fino a 160 terzi. Questo tipo di attività, pur promossa come “necessaria per migliorare l’esperienza utente”, solleva interrogativi sull’autonomia dei dati in contesti in cui le normative non sono allineate. La Svizzera intende vietare tali dinamiche per i cloud esteri.

Tali elementi, se implementati da fornitori di cloud esteri, potrebbero compromettere la sicurezza nazionale.

Le alternative svizzere: infrastrutture cloud locali

Per sostituire i servizi stranieri, la Svizzera sta promosso l’espansione dell’industria cloud locale. Aziende come Swisscom o Ovhcloud si sono distinte nel garantire il trattamento dei dati esclusivamente su server situati in Europa, rispettando gli accordi GDPR europei e le leggi federali. Questo piano richiederà però anni per raggiungere una capacità equivalente alle piattaforme straniere.