Il dilemma dell’attesa e la sfida quotidiana

Istituzioni pubbliche italiane si trovano in una situazione paradossale: da un lato attendono con ansia le linee guida definitive dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID), dall’altro i dipendenti si sono già adattati utilizzando strumenti AI di loro spontanea iniziativa. Questo fenomeno, noto come “shadow AI”, genera rischi di compliance ma anche un uso disorganico della tecnologia. Secondo un rapporto dell’Osservatorio Nazionale AI, il 34% degli enti pubblici ha riscontrato utilizzazioni non autorizzate di strumenti di machine learning fra il 2022 e il 2023.

Per superare questa impasse, esperti di digital transformation avanzano tre strategie fondamentali. Queste mosse mirano a costruire una base solida per l’adozione delle IA, garantendo innovazione, sicurezza e rispetto della normativa vigente.

Stratificare la formazione: da conoscenza base a competenze avanzate

La formazione non può essere monocorde. Gli obiettivi debbono diversificarsi in base alle esigenze dei diversi livelli gerarchici. Per i dirigenti, corsi focalizzati sulle implicazioni regolamentari e le opportunità strategiche. Per i tecnici, laboratori pratici sull’utilizzo specifico di framework AI. Per il personale operativo, formazione accessibile in linguaggio non tecnico per comprendere i limiti e i benefici.

Implementare una governance rigida

Un piano di governance strutturato permette di coordinare tutte le iniziative AI evitando dissonanze tra reparti. Un’organizzazione tipo potrebbe includere:

    • Un gruppo interdisciplinare con rappresentanti IT, legal e segretariato.
    • Una serie di criteri obbligatori per l’approvazione di nuove tecnologie (es. GDPR compliance, analisi di impatto etico).
    • Piattaforme di reporting trasparente per segnalare utilizzi informali di IA.

Modello positivo è l’approccio adottato dal comune di Trento, che ha ridotto del 68% i casi di utilizzo non autorizzato grazie ad un sistema di approvazione centralizzato combinato con un portale di auto-certificazione.

Strumenti adatti al contesto specifico

Non tutti hanno lo stesso bisogno nell’utilizzare le IA. Mentre le segreterie potrebbero beneficiare di chatbot per gestire il pubblico, i dipartimenti sanitari avrebbero bisogno di sistemi di analisi avanzata. L’adattamento mira a

Un esempio concreto è stato il progetto sperimentale del comune di Modena, che ha istituito chatbot su misura per gestire in tempo reale le richieste dei cittadini, incrementando l’efficienza del 40%.

Rischi e benefici in numeri

Applicazioni errate delle IA comportano conseguenze concrete. Un incidente nel 2022 ha visto un ente locale adottare un sistema di riconoscimento automatico con errori di classificazione del 5%, generando costosi errori di gestione. Tuttavia, quando utilizzate correttamente, le IA permettono riduzioni drammatiche di costi. Il comune di Bologna ha ottenuto un risparmio di 1,2 milioni di euro in due anni grazie a soluzioni intelligenti per la gestione immobiliare.

Conclusione: verso l’adozione responsabile

Superare l’attesa passiva richiede azioni decise basate su formazione, governance e adattamento ai bisogni specifici. Ogni ente pubblico ha la responsabilità di preparare il proprio personale, monitorare le iniziative non autorizzate e sviluppare una cultura digitale inclusiva. Solo così si potrà sfruttare appieno il potenziale della tecnologia per migliorare i servizi ai cittadini. L’iniziativa non può più rimandare: i benefici economici e operativi sono ormai incontestabili, e l’adeguamento regolamentare è questione di tempo, non di aspett