In Italia, il processo di attuazione della normativa NIS2 è in corso e richiede alle organizzazioni di sviluppare un modello di conformità solido e ben strutturato. La recente evoluzione normativa europea, introdotta per rafforzare la sicurezza cibernetica in contesti strategici, ha imposto una serie di obblighi che le organizzazioni non possono trascurare.

Un errore comune che le aziende rischiano di commettere nella gestione dell'implementazione NIS2 è la categorizzazione impropria delle proprie attività e servizi. La classe NIS2 assegnata a un servizio o a un’attività non solo influisce sulle misure di sicurezza minime richieste, ma anche sulle potenziali sanzioni in caso di incapienza. Le classificazioni errate possono risultare in un'inadeguatezza del quadro delle minacce, che a loro volta possono compromettere la capacità di risposta in tempo di incidente cyber.

La BIA come strumento fondamentale

Un'analisi di impatto al business (Business Impact Analysis, BIA) rappresenta uno strumento chiave in questo percorso. Senza una valutazione reale e strutturata delle operazioni vitali dell’azienda, potrebbe emergere una classificazione incompleta o non coerente con la realtà operativa. La BIA permette di quantificare l'esposizione al rischio e di attribuire a ciascun servizio un livello di criticità che riflette l'esposizione alle minacce cyber.

Bisogna chiarire che il processo non consiste solo nel completare moduli obbligatori, ma nell’interloquire tra responsabili di settore e il team di cybersecurity per delineare una mappatura precisa del contesto operativo.

Procedure e priorità

Il modello di conformità NIS2 richiede che le aziende eseguano una serie di passaggi fondamentali. Inizialmente, ogni organizzazione deve registrarsi sulla piattaforma ACN (Autorità Competente Nazionale) italiana, dove vengono raccolte le informazioni iniziali. Successivamente, vengono applicate le misure di sicurezza di base, definite anche come baseline di sicurezza.

Questi passaggi, in sintesi, mirano a rendere tangibile la conoscenza del rischio cyber per l’azienda. Solo una comprensione approfondita degli elementi tecnologici, dei dati sensibili e degli stakeholder consentirà di adottare interventi veramente efficaci.

Rischi derivanti da un'errata categorie

Uno dei rischi principali di una classificazione errata è l’underestimation del rischio. Le aziende potrebbero credere di essere in una classe a rischio moderato, quando invece le loro attività espongono dati o infrastrutture critici. Questo errore, in caso di cyber incidente, potrebbe rivelarsi estremamente oneroso, con rischi legali, reputazionali e finanziari. Inoltre, potrebbe compromettere le relazioni con i partner commerciali e i regolatori.

Un esempio concreto: un'azienda di gestione energetica che non riesce a classificare correttamente la sua infrastruttura IT come critica al sistema di sicurezza nazionale, corre il rischio di non adottare il livello necessario di difesa digitale, diventando così vulnerabile a interruzioni di servizio o attacchi mirati.

Strategie operative per aziende

Per svolgere al meglio i loro compiti in base alla normativa NIS2, le aziende dovrebbero adottare le seguenti strategie:

Sebbene le aziende siano solite concentrare l’attenzione sul lato tecnico, la corretta adesione alla normativa presuppone una visione strategica. Lavorare su dati veri e contestualizzati, evitando semplificazioni o categorizzazioni superficiali, è un passo fondamentale.

In una prospettiva futura, la classificazione iniziale non dovrà essere statica. Man mano che si evolve la tecnologia e il contesto, le aziende dovranno essere pronte a rivalutare le categorie assegnate e ad aggiornare le misure di sicurezza al cambiamento dell’ambiente cibernetico.

In conclusione, un modello di conformità che non parte da una corretta analisi dei dati e delle operazioni non solo è fragile, ma potrebbe esporre l’azienda a sanzioni molto elevate e ad un aumento delle vulnerabilità cyber. La normativa NIS2 rappresenta un’opportunità per trasformare il contesto operativo verso una maggiore sicurezza e una maggiore resilienza.