L’autorità antitrust della Nigeria ha avviato un’indagine sull'uso delle notizie locali da parte delle big tech per addestrare l’intelligenza artificiale, seguendo una richiesta ufficiale del presidente del Paese Bola Tinubu.

Secondo le autorità, tre linee guida strutturano l’indagine:

Quest’indagine è una risposta alla richiesta ufficiale del presidente Tinubu alla Federal Competition and Consumer Protection Commission (FCCPC), ricevuta tramite una comunicazione ufficializzata dal ministro dell’Informazione Mohammed Idris. L’iniziativa nasce da una richiesta congiunta avanzata alla presidenza da diverse organizzazioni del mondo dell’editoria nigeriana.

Un’indagine trasparente

Tunji Bello, presidente della FCCPC, ha assicurato che l’indagine sarà condotta in maniera “indipendente, trasparente e basata sulle prove” e ha sottolineato che nessun’impresa o individuo sarà considerato colpevole senza prove concreti. Bello ha anche chiarito che le aziene coinvolte avranno l’opportunità di difendere la propria posizione prima di qualsiasi conclusione.

Precedenti simili

La Nigeria non è nuovo a fronteggiare grandi aziete tecnologiche. Nel 2025 la FCCPC aveva già ottenuto una storica condanna contro Meta per 220 milioni di dollari, accusata di abusi commerciali e di difetti di protezione dei dati personali. Il colosso tecnologico ha successivamente presentato un ricorso. Il ministero ha anche menzionato il caso sudafricano, dove Google aveva pattuito un accordo con i media locali per versare 688 milioni di rand (circa 40 milioni di dollari) per un periodo di 3-5 anni.

Un modello internazionale cresce

La Nigeria non si muove in isolamento. Paesi come Canada, Australia e anche la Francia hanno già introdotto normative che obbligano le piattaforme digitali a riconoscere la proprietà delle informazioni e a compensare i media per il traffico che i loro contenuti possono generare. L’elemento distintivo della Nigeria, però, è la decisione di estendere l’indagine anche alle piattaforme che si occupano di intelligenza artificiale generativa, un settore che cresce in modo esponenziale ma fino ad ora poco regolamentato.

Regole e rischi

Se l’indagine dovesse dare vita a normative, esse potrebbero rappresentare un modello per altri Paesi africani che affrontano situazioni simili. Ciononostante, per alcuni esperti, una regolamentazione troppo stretta potrebbe danneggiare le nuove piattaforme di AI nigeriane, meno attrezzate rispetto al mercato globale. Si chiede quindi di trovare un equilibrio fra protezione del copyright e spazio per l’innovazione locale.

Un mercato AI in ascesa

La Nigeria, con una popolazione di circa 217 milioni di persone, possiede il più grande mercato digitale dell’Africa. Con 154,7 milioni di abbonamenti Internet, rappresenta un polo di interesse cruciale per le grandi aziende tecnologiche. Secondo le previsioni, il valore del mercato dell’intelligenza artificiale nigeriano potrebbe raggiungere cifre miliardarie entro il 2030. L’indagine della FCCPC sarà dunque un passo chiave per orientare tale crescita in un contesto regolatorio equo e sostenibile.