L’edizione 2025 del report “Imprese e ICT” dell’ISTAT ha introdotto una modifica di grande impatto: l’indicatore storico sull’utilizzo di almeno due social media è stato sostituito da quello sulla presenza di un sito web aziendale. Si tratta di una scelta tecnica, ma che rivela molto sul livello di digitalizzazione delle imprese italiane: avere un sito non è più un plus, ma il punto di partenza minimo per misurare la maturità digitale.
Da social media a sito web: il nuovo benchmark
Il cambiamento degli indicatori riflette una tendenza ormai consolidata. La ricerca 2025 di Italiaonline sul mercato della comunicazione digitale delle PMI conferma che il sito web è il canale digitale più utilizzato dalle piccole e medie imprese, con quasi 700 000 aziende attive e un valore complessivo del segmento superiore a 940 milioni di euro, in crescita del 6 % rispetto all’anno precedente. Per la prima volta nella storia della rilevazione, il numero di imprese che investe sui social media si avvicina a quello di chi investe nel proprio sito, dimostrando che le due dotazioni non si escludono ma si complementano.
Il quadro della presenza online tra le PMI
I dati ISTAT mostrano comunque un quadro ancora incompleto. Il 76,1 % delle PMI con almeno dieci addetti dispone di un sito web, il che significa che quasi una su quattro non ne ha ancora uno, pur essendo aziende sufficientemente strutturate da rientrare nel campione statistico. Le microimprese con meno di dieci dipendenti, che costituiscono la grande maggioranza del tessuto produttivo italiano, non sono nemmeno misurate: artigiani, freelance, professionisti e piccoli commercianti restano fuori dalla fotografia ufficiale, e il loro ritardo digitale è presumibilmente più marcato.
L’accelerazione dell’Intelligenza Artificiale
Parallelamente, la stessa indagine ISTAT registra un’accelerazione significativa nell’adozione di tecnologie AI: il 16,4 % delle imprese con almeno dieci addetti ha integrato almeno una soluzione di AI nel 2025, contro l’8,2 % dell’anno precedente, quindi un raddoppio in dodici mesi. Gli ambiti più frequenti sono il marketing e le vendite, la gestione dei processi amministrativi e la ricerca e sviluppo. Secondo i dati di Italiaonline, il 15,7 % delle PMI che già usano l’AI lo fa specificamente per creare o gestire il proprio sito web, dimostrando che la tecnologia riduce costi e tempi necessari per la presenza online.
Le barriere tradizionali e la migrazione verso il fai‑da‑te
Il nodo storico è sempre stato doppio. Da un lato, i preventivi delle agenzie web risultano spesso fuori scala per una microimpresa: migliaia di euro per un sito base, più costi annuali di manutenzione. Dall’altro, le piattaforme fai‑da‑te tradizionali richiedono una curva di apprendimento significativa e un tempo che chi lavora a pieno regime difficilmente può destinare. Il risultato è stata una migrazione di massa verso i social come unica forma di presenza digitale, con il limite che i profili social non intercettano le ricerche su Google e non trasmettono la stessa credibilità di un dominio proprio.
Tuositofacile: abbassare la soglia con l’AI
“Il sito web è diventato il punto di partenza di qualsiasi percorso di digitalizzazione, e l’intelligenza artificiale ha abbassato questa soglia in modo concreto”, commenta Mattia Martone, responsabile operativo di Tuositofacile, piattaforma italiana che permette di creare un sito web con l’intelligenza artificiale partendo dalla descrizione della propria attività, senza competenze tecniche pregresse. “Quello che fino a pochi anni fa richiedeva un’agenzia o settimane di lavoro autonomo oggi si ottiene in una sessione di lavoro, con costi annuali nell’ordine di qualche decina di euro. La barriera non è più economica né tecnica: è culturale, e si sta abbassando rapidamente.”
Caratteristiche della piattaforma
- Piano gratuito e piani a pagamento a partire da 9 euro al mese IVA inclusa, con dominio .it incluso.
- Ideale per freelance, professionisti, attività locali e chiunque voglia portare online la propria presenza in autonomia.
- Funzionalità GEO (Generative Engine Optimization): verifica la visibilità del sito sui principali motori AI, tra cui ChatGPT, Claude e Gemini, segnalando le ottimizzazioni necessarie per essere citati nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Obiettivi europei e il divario italiano
L’obiettivo europeo del “Decennio Digitale” fissa al 2030 la soglia del 90 % di PMI a un livello base di digitalizzazione. Secondo i dati Eurostat aggiornati ad aprile 2026, nell’Unione europea si è attualmente al 71 %, con le grandi imprese già al 96 %. Il divario tra grandi e piccole continua ad allargarsi proprio sulle tecnologie più avanzate, mentre le dotazioni di base come il sito web rimangono il terreno su cui buona parte del tessuto produttivo italiano deve ancora recuperare.
Prospettive future
In sintesi, il nuovo indicatore ISTAT evidenzia che la presenza di un sito web è ormai la soglia minima per valutare la digitalizzazione di un’impresa italiana. L’adozione crescente dell’AI e l’emergere di soluzioni low‑cost come Tuositofacile stanno rendendo più accessibile la costruzione di una presenza online autonoma. Tuttavia, la sfida rimane quella di coinvolgere le microimprese e i professionisti autonomi, che costituiscono la spina dorsale dell’economia nazionale, al fine di colmare il divario digitale e avvicinarsi agli ambiziosi obiettivi europei per il 2030.