I progressi della digitalizzazione culturale nel contesto italiano delineano un quadro complesso, dove esistono aree di forte innovazione tecnologica e settori dove le infrastrutture digitali sono ancora inespresse. I dati raccolti dall’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano, nel corso del bilancio del primo decennio di attività, evidenziano come musei e teatri stiano affrontando questa transizione tecnologica con diverse priorità e risultati.
Un panorama a due velocità
La digitalizzazione del patrimonio culturale in Italia non si sviluppa nello stesso modo per tutti i tipi di istituzione. I musei investono molto più degli spazi teatrali in tecnologie, ma solo una percentuale limitata di queste strutture mette in rete i contenuti digitalizzati. Questo divario emerge chiaramente dagli ultimi dati raccolti, mettendo in luce l’esistenza di modelli digitali avanzati accanto a soluzioni ancora molto tradizionali.
La crescita del pubblico e la necessità tecnologica
Dopo il crollo dovuto alle restrizioni pandemiche, il settore culturale ha registrato una forte ripresa del numero dei visitatori. Sebbene i musei e i teatri stiano tornando gradualmente alla normalità, questa crescita non riguarda solo il pubblico, ma richiama le istituzioni a rivedere le politiche infrastrutturali per sostenere nuovi livelli di servizio. Le strutture si trovano quindi a valutare non solo gli investimenti in tecnologia, ma anche le strategie di utilizzo e conservazione digitale.
Distribuzione degli investimenti
- Il 53% dei musei investe in tecnologia per catalogazione e digitalizzazione
- Il 41% delle istituzioni teatrali registra investimenti digitali
- I musei destinano il 22% delle risorse alle attività di catalogazione
Gli strumenti di supporto tecnologico, come l’audioguida, sono ancora i più popolari, mentre le installazioni interattive e le esperienze immersive restano limitate. Il 26% dei musei continua a non investire in alcun strumento digitale.
La gestione digitale della biglietteria
La transizione alla digitalizzazione nella gestione della vendita di biglietti ha fatto passi significativi negli ultimi anni. I musei hanno progressivamente aumentato l’uso di sistemi online, con un aumento del 58% nel 2025 rispetto al 25% del 2018. Per il settore teatrale, invece, la presenza online era storicamente più radicata, ma ha comunque registrato miglioramenti strutturali.
La digitalizzazione interna vs esterna
I musei concentrano la maggiore parte del budget per tecnologie interne: la conservazione e la catalogazione digitale sono prioritarie. Al contrario, i teatri investono molto più risorse nello sviluppo di tecnologie esterne, come la comunicazione digitale e l’esperienza dell’utente online.
I limiti di una digitalizzazione incompiuta
Una barriera significativa alla crescita di una strategia digitale complessiva rimane la conversione in formato digitale del patrimonio fisico. Il 26% delle istituzioni ha ancora totalmente ignorato questa operazione, e solo il 9% ha completato la digitalizzazione della propria intera collezione. Inoltre, ben il 36% dei musei che hanno avviato la digitalizzazione non effettua alcun lavoro di metadatazione.
Problemi di pubblicazione e accessibilità
- Il 38% delle istituzioni non pubblica i contenuti digitalizzati
- Il 50% rende accessibili solo una parte della collezione
- Il 12% ha completato l’intero processo di valorizzazione online
Secondo Deborah Agostino, Direttrice dell’Osservatorio, se non si pubblicizza il lavoro fatto in digitale, il suo valore si limita alla conservazione: “Se digitalizzi ma non valorizzi, sprechi potenzialità enormi”, ha chiarito.
L’importanza dell’interoperabilità e degli standard
I problemi che emergono dalla ricerca sottolineano la necessità di standard tecnologici nazionali per rendere accessibili i contenuti digitali. L’assenza di una piattaforma unificata per l’interoperabilità limita la circolarità delle informazioni archiviate. Solo con una struttura logica condivisa si può parlare di una piena digitalizzazione del patrimonio.
Le linee strategiche del Ministero
I dati del settore culturale italiano coincidono con le politiche promosse dal Ministero della Cultura. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il Piano Nazionale Digitalizzazione (PND) mirano a creare un ecosistema digitale unificato, che valorizzi e protegga il patrimonio attraverso criteri standardizzati.
Obiettivi governativi chiave
- Promuovere l’interoperabilità tra istituzioni
- Valorizzare online il patrimonio digitale
- Creare un ecosistema culturale interconnesso
Le misure adottate dal governo mirano a trasformare una digitalizzazione frammentata in un sistema coerente, dove la tecnologia non è solo uno strumento operativo ma un veicolo di condivisione e accesso al patrimonio culturale.
Lungi dalla transizione digitale completa
Nonostante gli sforzi, il processo di digitalizzazione in Italia è ancora molto incompleto. Tante istituzioni non solo non digitalizzano, ma non lo ritenono un obiettivo prioritario. La mancanza di interazione con il pubblico digitale, accompagnata da una conservazione non accessibile, rappresenta un freno all’innovazione di settore. Solo con un impegno continuo, supportato da politiche strutturate a livello nazionale, si può sperare di unire la cultura fisica al formato digitale in modo completo e sistematico.