Meta e OpenAI hanno dato un volto ai loro nuovi agenti di intelligenza artificiale, programmi che agiscono per conto dell’utente: un pupazzo simile a un peluche nel primo caso, figure colorate nel secondo. Dietro la scelta c’è un problema concreto: convincere le persone ad affidare a un software posta, agenda e pagamenti.
I personaggi rispondono a una diffidenza che i sondaggi registrano e a un salto nel tipo di fiducia richiesta: non più verso un programma che risponde a domande, ma verso uno che agisce. Hanno precedenti lontani, dalla graffetta animata di Microsoft alle mascotte della pubblicità, e hanno già sollevato contestazioni sulla tutela dei minori e sull’uso dei dati. Resta da capire se la fiducia verrà costruita sul personaggio o sui controlli che permettono di verificare il lavoro dell’agente.
Muse di Meta e Jolly
A fine settembre, a pochi giorni di distanza, Meta e OpenAI hanno presentato i loro nuovi agenti di intelligenza artificiale accompagnandoli con personaggi dall’aspetto tenero.
Meta, la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, aveva lanciato negli Stati Uniti l’8 settembre Muse, un agente personale gratuito. Si tratta di un programma che non si limita a rispondere alle domande, ma svolge compiti per conto dell’utente, come cercare e ordinare prodotti online, preparare documenti o tenere traccia di obiettivi personali. Si usa da un’applicazione dedicata o da WhatsApp ed è riservato ai maggiorenni. Alla sua conferenza annuale, Meta Connect, l’azienda gli ha poi affiancato Jolly: un personaggio a forma d’uovo, dal pelo morbido e con le guance rosate. Al 15 ottobre 2026, Muse non è ancora disponibile in Italia.
Il servizio è stato inizialmente distribuito negli Stati Uniti e successivamente esteso a Canada e Messico. Meta ha annunciato l’intenzione di renderlo disponibile in altri mercati, ma non ha ancora comunicato una data ufficiale per il lancio in Italia o nell’Unione europea.
Muse prevede una versione gratuita con limiti di utilizzo, affiancata da abbonamenti a pagamento per chi necessita di maggiori capacità operative.
Dots di OpenAI
Il 29 settembre OpenAI, l’azienda che sviluppa l’assistente conversazionale ChatGPT, ha presentato i Dots: agenti sempre attivi, pensati per sbrigare compiti di lavoro e commissioni quotidiane, come fissare riunioni o prenotare voli. Per ora sono riservati agli abbonati ai piani a pagamento di ChatGPT.
Al 15 ottobre 2026, l’accesso a Dots, il nuovo sistema di agenti personali di OpenAI, è previsto per gli utenti con abbonamento ChatGPT Pro e Business Premium, oltre che per gli utenti Enterprise, Edu e Healthcare, per i quali il servizio è disponibile in versione beta, previa attivazione da parte dell’amministratore dell’organizzazione.
In Italia la disponibilità è diversa a seconda del piano di abbonamento. Gli utenti ChatGPT Pro non possono ancora accedere a Dots, poiché OpenAI ha escluso dalla prima fase di rilascio i Paesi dello Spazio economico europeo, oltre alla Svizzera e al Regno Unito.
Il servizio è invece accessibile agli utenti Business Premium anche in Italia, mentre gli utenti Enterprise, Edu e Healthcare possono utilizzarlo in versione beta, a condizione che venga abilitato dall’amministratore. Gli abbonamenti Free, Go e Plus non includono attualmente Dots.
L’utente può rappresentarli configurare colorate, per esempio una nuvola, una rana, un cono o un cuore, da completare con accessori come berretti, papillon e occhiali.
Strategia di marketing
Il Wall Street Journal ha letto queste scelte come una strategia comune alle aziende del settore: usare personaggi simili a peluche per rendere meno inquietante una tecnologia che suscita timori crescenti. Meta e OpenAI chiedono agli utenti di affidare agli agenti la posta e la carta di credito, contando su un personaggio amichevole per colmare la distanza di fiducia.
Jolly è stato disegnato da Alex Cornell, responsabile del design di Muse: lo ha reso noto sul social network X Alexandr Wang, che in Meta guida le attività sull’intelligenza artificiale. Cornell ha spiegato che il personaggio nasce da un problema di progettazione: come mostrare all’utente che cosa sta facendo l’agente mentre lavora in sottofondo. Nell’applicazione Jolly compare in alto e si anima mentre l’agente esegue una richiesta, per esempio battendo su una tastiera.
Fuori dall’applicazione Jolly compare sui cartelloni pubblicitari di Muse a New York e San Francisco e negli spot televisivi. Anche aziende che hanno collegato i propri servizi a Muse, come la piattaforma musicale Spotify, lo hanno usato per annunciare l’integrazione. L’utente, comunque, non è obbligato a tenerlo: al momento della configurazione può scegliere nome, aspetto e stile del proprio agente.
Alla presentazione di San Francisco OpenAI ha mostrato personaggi rosa, blu, verdi, gialli e viola, con nomi come Iggy, Felipe, Jojo, Todd e Alfred, l’azienda prevede di usarli nelle campagne pubblicitarie del prodotto. Il personaggio non è obbligatorio e l’utente può cambiarne aspetto e nome. Per l’azienda, nomi e aspetti diversi servono anche a distinguere più agenti che lavorano nello stesso ambiente, mentre le animazioni segnalano quando un agente è all’opera.
Clawd di Anthropic
C’è anche un terzo personaggio, con una storia diversa. Clawd, un granchio arancione disegnato in pixel, è nato dentro Anthropic, l’azienda che sviluppa l’assistente Claude. Lo ha realizzato con Claude un dipendente, Sam McAllister, che nel 2024 lo ha usato per mostrare alcune funzioni del prodotto. Sono stati i programmatori ad adottarlo, fino a farne la mascotte di Claude Code, lo strumento di Anthropic per scrivere software. L’azienda non lo usa nella pubblicità rivolta al grande pubblico, ma distribuisce gadget con la sua immagine agli eventi per sviluppatori.
Fiducia e diffidenza
Per capire la scelta conviene partire dalla differenza tra due tipi di prodotto. Un assistente conversazionale risponde a domande; un agente compie azioni per conto dell’utente. Muse può cercare un prodotto, compilare la procedura d’acquisto e sottoporre il totale all’utente, che dà l’approvazione finale prima del pagamento: una cosa è farsi dare un consiglio da un programma è un’altra è lasciargli fare acquisti o prenotazioni a proprio nome richiede un livello di fiducia del tutto diverso.
Quella fiducia, per ora, è limitata. Un sondaggio online condotto dalla società di ricerche Morning Consult per il Wall Street Journal su 1.300 consumatori indica che più della metà degli intervistati considera l’intelligenza artificiale una minaccia per l’esistenza stessa della società e che quasi il 70% teme che sostituisca posti di lavoro.
Sugli acquisti, un sondaggio della testata specializzata Vogue Business rileva che il 72% degli intervistati non condividerebbe i dati della propria carta e che solo il 31% affiderebbe i propri acquisti a un agente, anche se questo conoscesse i suoi gusti e gli ordini precedenti.
I personaggi servirebbero proprio a rendere gli agenti più avvicinabili, riconoscibili e degni di fiducia. Justin Joseph, docente di relazioni pubbliche alla Boston University, ha spiegato a Fortune che un volto simpatico può portare le persone a considerare l’agente anche sicuro e affidabile, prima ancora di avere l’esperienza per giudicarne il lavoro.
Dare un volto amichevole al software non è un’idea nuova. Il precedente più ricordato è Clippy, la graffetta animata che Microsoft inserì alla fine degli anni Novanta in Office, il suo pacchetto di programmi per l’ufficio, per suggerire agli utenti che cosa fare, molti la trovarono più fastidiosa che utile.
In tempi più recenti la Apple ha trasformato in personaggio l’icona del Finder, il programma che gestisce i file sul computer. La scelta di Meta e OpenAI segue una tradizione consolidata, ma con l’obiettivo di superare una diffidenza che i sondaggi registrano e che potrebbe limitare l’adozione di tecnologie sempre più potenti.