La Commissione Europea ha punito Temu con una multa record di 200 milioni di euro per un’insufficiente valutazione del rischio, in base all'attuale normativa. Si tratta della più alta multa mai imposta a un operatore di piattaforme di mercato e con molta probabilità non sarà l'ultima. La Commissione afferma che Whaleco, titolare di Temu, non abbia rispettato le procedure stabilite per la valutazione del rischio. È però soltanto la seconda volta che un'infrazione al Digitale-Dienste-Gesetz, ossia al Regolamento sui Servizi Digitali, è sanzionata con una multa.

Rischi di prodotti vietati e sistemi di raccomandazione

La Commissione accusa Temu di non aver fatto abbastanza per prevenire la vendita di beni illegali nell’UE, in particolare dispositivi alimentari e giocattoli infantili. L’indagine ha scoperto che molti caricabatterie venduti su Temu non superano i test fondamentali di sicurezza. Inoltre, i giocattoli presentavano rischi medi o elevati per la salute dei bambini a causa di sostanze chimiche pericolose o elementi ingoiabili.

Temu non ha valutato in modo appropriato anche i rischi connessi ai sistemi di raccomandazione e alla promozione dei prodotti da parte di influencer. La valutazione del rischio richiesta per questi operatori, ai sensi dell’Articolo 34 del Digital Services Act, deve identificare in modo sistemico eventuali rischi e adottare misure per limitarli. Di norma, queste valutazioni vengono eseguite da società di revisione, che descrivono i rischi identificati e le contromisure adottate dalla piattaforma.

La risposta della Commissione

Un chiaro messaggio sul rispetto delle regole

La vicepresidente della Commissione Europea, Henna Virkkunen, ha sottolineato l’importanza della valutazione accurata del rischio: “La valutazione del rischio non è soltanto una forma formale da compilare – costituisce l’osso portante delle normative sui servizi digitali”, ha dichiarato. “La valutazione del rischio da parte di Temu è insufficiente, ha mancato di precisione ed era fondata su dati insufficienti e non esaustiva,” ha aggiunto Virkkunen.

Dettagli sulla decisione e sul contesto legale

La multa da 200 milioni di euro è basata sulla valutazione rispetto al rischio del 2024. Quest’anno, Temu è stato classificato come “grande piattaforma” da parte della Commissione europea. Un rapporto accessibile pubblicamente relativo all’anno 2025 indica una valutazione ben al di là dei requisiti di base richiesti al momento del classamento.

La Commissione europea aveva già espresso nel mese di luglio 2025 una conclusione definitiva sul mancato rispetto delle normative da parte di Whaleco, e ora Temu si trova a decidere se contestare questa decisione davanti ai tribunali europei o accettarla.

Reazioni del Temu e prospettive

Temu: “la multa è sproporzionata”

Lo stesso gestore di Temu, Whaleco, ha accolto con risoluzione l’atteggiamento rispettoso verso il DSA, il Regolamento sui Servizi Digitali. Tuttavia, ha ribadito di non ritenere corretta la decisione della Commissione. La Commissione Europea, a giudizio del portavoce di Temu, sta facendo riferimento al passato, una situazione che non incarna più la realtà attuale. L’azienda ha aggiunto che sono state prese ulteriori misure dal momento della pubblicazione inizialmente richiesta per garantire una migliore valutazione del rischio e la protezione dei consumatori.

Il quadro generale

La multa a Temu non è che la seconda conseguente al Regolamento europeo sui Servizi Digitali, entrato in vigore nel 2022, la prima essendo stata applicata alla piattaforma X nell’anno 2025 con un importo di 120 milioni di euro. Inoltre, sono numerosi e complessi i procedimenti in corso derivati dalla fase iniziale del regime legale del DSA.
La misura dell’importo delle multe dipende da due fattori principali: la gravità dell’infranzimento e il fatturato annuo dell’azienda interessata.
Sono inoltre disponibili mezzii coercitivi finalizzati a correggere tempestivamente i potenziali infranzimenti.