L'annuncio del nuovo report europeo sul Decennio digitale non ha portato a una bocciatura né a una promozione netta per l’Italia. I progressi compiuti nell’infrastruttura di fibra ottica, nel cloud computing e nell’uso dell’analisi dei dati da parte delle imprese hanno raggiunto livelli interessanti, se confrontati con quelli della media europea. Tuttavia, l’Italia mostra grandi potenzialità non ancora sfruttate, che potrebbero compromettere la piena attuazione del vantaggio competitivo in ambito digitale.

Progressi da sottolineare

Ci sono aree in cui l'Italia si distingue positivamente. La copertura 5G arriva a quasi tutta la popolazione, una crescita del 14% rispetto all'anno precedente. Inoltre, si sono registrati miglioramenti nella sanità digitale, con sistemi informativi integrati che favoriscono un uso più efficiente delle risorse. L’identità digitale, un pilastro fondamentale per lo sviluppo di servizi online, si conferma ormai un successo italiano. La diffusione di strumenti digitali, come l’uso del cloud, è avvenuta in larga misura anche per le PMI, che però non ne usano a pieno le potenzialità.

Problemi irrisolti

Purtroppo, non tutti i progressi sono sostenuti da una solida struttura digitale. L’adozione della fibra domestica, ad esempio, rimane al di sotto del potenziale, col 28% degli italiani che non hanno accesso. Questa mancanza di infrastruttura impedisce a moltissime famiglie e imprese di beneficiare della digitalizzazione completa.

Un altro problema persistente è la scarsa maturità digitale delle imprese. Le PMI italiane, pur avendo accesso a tecnologie avanzate, dimostrano di non saperle sfruttare al massimo. Nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, in particolare, le aziende non riescono a integrare in modo efficace l’AI nelle loro strategie di business. Meno del 10% delle PMI italiane utilizza l’AI in modo avanzato, col 70% che la utilizza solo in forma elementare o non la utilizza affatto.

Una maturità digitale incompleta

Il Paese ha compiuto passi avanti, ma la sua crescita resta incompiuta. Un aspetto che contribuisce a questa fragilità è la scarsa formazione nella digitalizzazione: gli italiani non stanno adottando in modo corretto né le nuove tecnologie né l’approccio mentale necessario per gestire la modernizzazione.

Esempi reali

Un esempio concreto di progresso è la sanità digitale, dove sono state implementate piattaforme per la condivisione di dati medici in tempo reale. Questo ha ridotto gli errori nella diagnosi e migliorato l’accesso ai servizi. Un’altra area positiva è l’agricoltura, dove sempre più aziende usano il cloud per registrare dati sulle raccolte e migliorare la produttività.

Cosa fare per accelerare lo sviluppo

Per migliorare, l’Italia deve concentrarsi su alcune leve chiave: investire in infrastrutture digitali come la rete in fibra; investire nella formazione di tecnici e imprese; incentivare la diffusione dell’Intelligenza Artificiale in settori strategici. Solo un’azione coordinata da parte dello Stato, delle aziende e delle scuole potrebbe portare la digitalizzazione italiana al livello necessario per competere in Europa.

Il compito non è semplice, ma con una progettualità diversa e un impegno forte da parte di tutti i settori coinvolti, l’Italia potrebbe finalmente sfruttare il pieno potenziale del proprio programma digitale.