La quarta edizione del rapporto "The New Frontier in Entrepreneurship" dell'UNCTAD, pubblicata il 19 dicembre 2025 (UNCTAD/DIAE/2025/4), getta luce su come l'intelligenza artificiale (IA) stia ridefinendo il modo in cui le imprese operano, competono e crescono, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Per imprenditori, startup e micro, piccole e medie imprese (MPMI), l'IA presenta un'opportunità senza precedenti per aumentare la produttività, stimolare l'innovazione, ridurre i costi operativi e accedere a nuovi mercati precedentemente irraggiungibili. Tuttavia, il rapporto sottolinea un caveat cruciale: senza le condizioni abilitanti adeguate, questa potente tecnologia rischia anche di accentuare le disparità esistenti, ampliando ulteriormente il divario tra chi ha accesso e chi no.
Questo studio approfondisce le condizioni necessarie affinché gli imprenditori nelle economie in sviluppo possano integrare l'IA nelle loro pratiche quotidiane e analizza i fattori che ne rallentano l'adozione. Basandosi su un'ampia gamma di prove globali, su sondaggi condotti attraverso la rete Empretec dell'UNCTAD e su studi di caso mirati, il rapporto giunge a una conclusione fondamentale: il successo nell'adozione dell'IA dipende meno dalla tecnologia in sé e per sé, e molto di più dall'ecosistema circostante. Elementi critici come le competenze digitali e manageriali, la disponibilità di dati pertinenti, l'accesso a finanziamenti adeguati, un quadro normativo chiaro e abilitante, e un alto livello di fiducia, sono tutti fattori indispensabili per sbloccare il pieno potenziale dell'IA. In particolare, viene evidenziato il ruolo centrale dell'apprendimento e dello sviluppo delle competenze nell'aiutare gli imprenditori a progredire da una semplice consapevolezza dell'IA a un suo utilizzo efficace e responsabile nelle decisioni aziendali quotidiane.
L'IA e il suo impatto sull'imprenditoria nei paesi in via di sviluppo
Le conclusioni principali
Il rapporto identifica diverse conclusioni chiave riguardo all'adozione dell'IA nei paesi in via di sviluppo, delineando sia le immense opportunità che le sfide persistenti.
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L'IA può aumentare la produttività, ma i guadagni sono disuguali
Le MPMI e le startup stanno già sfruttando l'IA in funzioni aziendali vitali, che spaziano dal marketing e il servizio clienti alla logistica, alle finanze e alla progettazione di prodotti. Strumenti semplici, come i chatbot e altre applicazioni "pronte all'uso", sono relativamente facili da implementare e spesso generano benefici rapidi e tangibili. In particolare, i grandi modelli linguistici (LLM) stanno emergendo come mattoni fondamentali che consentono alle imprese più piccole di adottare l'IA rapidamente e con costi relativamente contenuti. Tuttavia, le applicazioni più avanzate richiedono capacità e competenze digitali più robuste, di cui molte piccole imprese sono sprovviste. Di conseguenza, l'adozione e i risultati dell'IA variano ampiamente tra i diversi paesi e a seconda della dimensione dell'impresa, creando una disparità nel potenziale di crescita e innovazione. -
La connettività rimane il primo ostacolo
L'efficacia dell'IA è intrinsecamente legata all'accesso a Internet, alla disponibilità di dati e alla capacità di elaborazione. Ma la realtà è che solo il 27% delle persone nei paesi a basso reddito è connesso, una percentuale che contrasta nettamente con oltre il 90% delle economie ad alto reddito. Nei paesi meno sviluppati, quasi il 65% della popolazione rimane disconnessa, ponendo l'IA al di fuori della portata di un numero significativo di imprenditori. Questa disparità nell'accesso alla rete rappresenta un ostacolo fondamentale che impedisce a molte imprese di partecipare alla rivoluzione dell'IA, limitando la loro capacità di innovare e competere. -
Le lacune di competenze e gestionali frenano l'adozione
Molti imprenditori percepiscono l'IA come complessa o non del tutto allineata alle loro esigenze aziendali. Questa percezione è spesso dovuta a una comprensione limitata di quali problemi l'IA possa risolvere realisticamente e di come implementarla passo dopo passo. La carenza di comprensione a livello manageriale e la scarsità di talenti tecnici qualificati possono ritardare l'implementazione dell'IA per mesi o addirittura anni, un problema particolarmente acuto nelle imprese più piccole. Inoltre, le donne hanno circa il 25% in meno di probabilità rispetto agli uomini di adottare l'IA, una lacuna che sembra essere trainata principalmente dalla fiducia e dalla familiarità con la tecnologia, piuttosto che da una mancanza di interesse o capacità. I giovani, pur segnalando un uso diffuso degli strumenti di IA, affermano che la formazione sull'etica e sull'uso responsabile è insufficiente, evidenziando una necessità critica di educazione mirata. -
L'accesso ai dati determina i risultati
I sistemi di IA dipendono in modo critico da dati di alta qualità e pertinenti. In molti paesi in via di sviluppo, i dati locali e settoriali sono scarsi, frammentati o eccessivamente costosi. Questa situazione limita gravemente la capacità degli imprenditori di adattare gli strumenti di IA ai mercati locali e alle specifiche realtà aziendali. Le iniziative di dati aperti e i quadri di condivisione dei dati possono aiutare a colmare questa lacuna, garantendo al contempo la privacy e mantenendo la fiducia degli utenti e delle imprese. -
La regolamentazione può abilitare o restringere l'innovazione
È necessaria una regolamentazione chiara, proporzionata e prevedibile. Le normative concepite per le grandi imprese possono sovraccaricare e soffocare le MPMI e le startup, impedendo loro di sperimentare e innovare. Il rapporto evidenzia il valore di approcci basati sul rischio, di regole settoriali allineate con le priorità di sviluppo nazionali e di "sandbox" regolamentari. Questi ultimi permettono alle imprese di testare soluzioni di IA in un ambiente sicuro e controllato, consentendo alle autorità di regolamentazione di imparare insieme agli innovatori e di sviluppare normative più adatte. -
Il finanziamento rimane una restrizione centrale
L'adozione dell'IA richiede investimenti iniziali significativi in competenze, software e infrastrutture. Molte MPMI incontrano difficoltà nell'accedere al credito o ai finanziamenti di capitale necessari. Soluzioni come i finanziamenti combinati (blended finance), le garanzie pubbliche, i sussidi mirati e le soluzioni fintech possono ridurre i rischi associati agli investimenti in IA e ampliare l'accesso al capitale, facilitando l'adozione per le imprese più piccole. Questi meccanismi possono anche supportare approcci di adozione a più livelli, partendo da strumenti pronti all'uso, evolvendo verso partnership e, infine, sviluppando capacità interne di IA.
Raccomandazioni politiche per l'adozione dell'IA
Basandosi su queste scoperte fondamentali, il rapporto dell'UNCTAD formula una serie di raccomandazioni politiche concrete, mirate ad aiutare gli imprenditori a integrare con successo l'intelligenza artificiale nelle loro attività. Queste raccomandazioni si concentrano su quattro aree chiave:
- Sviluppo di competenze: Investire in programmi di formazione e istruzione che migliorino le competenze digitali e di IA sia a livello tecnico che manageriale. Questo include l'offerta di corsi sull'etica dell'IA e l'uso responsabile, oltre a incoraggiare la partecipazione delle donne nel campo dell'IA.
- Accesso a dati e finanziamenti: Promuovere iniziative di dati aperti e quadri di condivisione dei dati per rendere disponibili informazioni locali e settoriali di alta qualità. Allo stesso tempo, sviluppare meccanismi di finanziamento innovativi come il blended finance, le garanzie pubbliche e i sussidi mirati, per superare le barriere di accesso al capitale per le MPMI.
- Regolamentazione favorevole all'innovazione: Creare un quadro normativo chiaro, proporzionato e prevedibile che supporti l'innovazione. Questo può includere l'implementazione di approcci basati sul rischio, l'adozione di regole settoriali e la creazione di "sandbox" regolamentari che permettano la sperimentazione sicura di nuove soluzioni di IA.
- Rafforzamento degli ecosistemi imprenditoriali: Supportare lo sviluppo di ecosistemi che favoriscano la collaborazione tra imprese, università, istituti di ricerca e governi per promuovere la conoscenza, la condivisione di risorse e lo sviluppo congiunto di soluzioni IA adattate alle esigenze locali. La rete Empretec dell'UNCTAD è un esempio di tale programma, che mira a promuovere lo sviluppo imprenditoriale.
Il rapporto "La Nuova Frontiera dell'Imprenditoria, Numero 4" non è solo un'analisi delle sfide, ma anche una guida per i policy maker, gli imprenditori e gli investitori su come navigare il complesso ma promettente panorama dell'IA nei paesi in via di sviluppo. Attraverso iniziative come il programma globale Empretec dell'UNCTAD, il Quadro Politico per l'Imprenditoria e la Guida all'Implementazione, e specifici corsi di formazione per imprenditori, l'organizzazione continua a supportare lo sviluppo aziendale, con un focus crescente sull'integrazione di tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale. Le parole chiave del rapporto – intelligenza artificiale, imprenditoria e sviluppo aziendale – sottolineano l'interconnessione di questi elementi per un futuro economico sostenibile e inclusivo.