Chatbot e tracciamento: l'inchiesta IMDEA Networks
Il team di ricerca di Madrid ha esaminato nove grandi servizi di intelligenza artificiale: ChatGPT, Claude, Perplexity, Grok, Gemini, Mistral AI, Meta AI, DeepSeek e Microsoft Copilot. I risultati sono allarmanti: sei delle nove versioni web e tre delle otto app Android hanno condiviso informazioni derivanti dalle conversazioni con servizi di tracciamento e pubblicità. Tra i terzi coinvolti figurano aziende ben note come Google, Meta e TikTok. I dati trasferiti includono titoli di chat, link, input testuali e perfino screenshot. Questo scenario pone seri dubbi sulla protezione della privacy nelle interazioni quotidiane con le intelligenze artificiali.
Titoli di chat che rivelano segreti personali
Molte persone interagiscono con i chatbot in modo intimo, chiedendo informazioni su patologie, difficoltà economiche o problemi relazionali. I chatbot generano automaticamente titoli riassuntivi per aiutare gli utenti a ritrovare una conversazione nella cronologia. I ricercatori hanno testato come questi titoli venissero elaborati. Ad esempio, una domanda sui sintomi del Parkinson ha portato al titolo "Sintomi di Parkinson in fase precoce". Una domanda su una possibile ipoteca a New York ha generato il titolo "Stipendio di 85.000 dollari a NYC: ipoteca di 280.000-350.000 dollari". Attraverso questi esempi, i ricercatori hanno compreso quali informazioni i chatbot includessero nei titoli.
Secondo l'indagine, Gemini, Grok e Mistral hanno inoltrato questi titoli altamente informativi a terze parti. "Anche informazioni apparentemente innocue come i titoli dei chat possono rivelare interessi, preoccupazioni e circostanze di vita molto personali", ha dichiarato Narseo Vallina-Rodriguez del team di ricerca di IMDEA Networks in risposta a una richiesta di Netzpolitik.org.
Possibile associazione con profili utente
Un singolo titolo di chat può già fornire indizi sensibili. Quando questo viene trasmesso insieme ad identificativi come indirizzi email o ID utente, è possibile riconoscere a quale account appartengono le informazioni. "Queste informazioni potrebbero essere collegate a profili utente esistenti mantenuti da aziende di pubblicità e tracciamento", ha spiegato Vallina-Rodriguez. Le loro tecnologie sono integrate in milioni di siti web e app mobili, spesso senza che gli utenti ne siano consapevoli.
La ricerca ha rilevato che i chatbot di Anthropic, Mistral e Perplexity AI hanno trasmesso indirizzi email a terze parti. Gli ID utente sono stati condivisi da ChatGPT, Claude, Le Chat e Perplexity. Questo livello di condivisione dati apre la porta a un monitoraggio dettagliato delle abitudini e delle preferenze degli utenti.
I link ai chat: intere conversazioni esposte
Critici sono anche i link generati automaticamente dai chatbot per ogni conversazione, che permettono di accedere all'intera discussione. Secondo lo studio, questi link sono stati inviati a terze parti da ChatGPT, Claude, Grok, Mistral e Perplexity. Tuttavia, i dettagli variano in base al servizio. In ChatGPT, Claude e Mistral, secondo i ricercatori, i chat collegati sono accessibili solo ai rispettivi creatori. Al contrario, in Perplexity, i link ai chat sono anche pubblicamente accessibili se il chatbot viene utilizzato con un account ospite. Chi segue il link vede l'intero storico della conversazione.
Particolarmente problematico è il caso di Grok, il chatbot dell'azienda xAI di Elon Musk. Durante le conversazioni nel browser, Grok ha trasmesso titoli di chat e link a diversi terzi come Meta, TikTok, Google e Twitter Analytics. Secondo i ricercatori, queste informazioni sono standardmente accessibili pubblicamente sia nella versione gratuita che a pagamento di Grok, a meno che gli utenti non le disattivino. Di conseguenza, terze parti possono accedere all'intera cronologia delle conversazioni, incluse le domande inserite e le risposte generate.
Condivisione di chat e aumento del rischio
Inoltre, gli utenti possono scegliere di condividere le loro conversazioni con i chatbot tramite cosiddetti link di condivisione (Share-Links). In questi casi, Grok ha condiviso informazioni estremamente ampie con altre aziende: Meta ha ricevuto titoli e l'ultimo prompt. TikTok ha ricevuto un screenshot dell'interazione. Questo livello di condivisione rende vulnerabili anche le chat volontariamente diffuse.
Cattura dei link di condivisione
Per testare se i link di condivisione venissero effettivamente utilizzati, i ricercatori hanno inserito link di "pesce" in conversazioni Grok condivise. Hanno registrato 70 accessi provenienti da 70 indirizzi IP in 14 paesi, talvolta ancora diversi giorni dopo la conversazione originale. Questo dimostra come le informazioni diffuse, anche in modo volontario, possano essere raccolte e analizzate a distanza.
Limitazioni delle misure di protezione dei dati
I ricercatori hanno anche verificato se gli utenti potessero limitare il tracciamento attraverso misure di protezione dei dati. Anche dopo aver rifiutato tutti i cookie non necessari, il 80,8% dei tracker di terze parti rimase attivo nello studio. Non sono state rilevate differenze significative tra i conti gratuiti e quelli a pagamento.
Risposte delle aziende e interventi delle autorità
In risposta a una richiesta di Netzpolitik.org, Google ha fatto riferimento allo scopo tecnico di Google Analytics. Lo strumento serve a monitorare le prestazioni di Gemini e rilevare malfunzionamenti. "Ci atteniamo alle vigenti normative di protezione dei dati europee", ha scritto una portavoce di Google. Tuttavia, Google non ha approfondito i risultati specifici dello studio. xAI, Mistral e Perplexity non hanno risposto alla richiesta.
Datenschutzbehörden coinvolte
Secondo lo studio, i ricercatori hanno informato le autorità di protezione dei dati europee sui risultati ad aprile 2026. A fine maggio, l'Agenzione spagnola di protezione dei dati (AEPD) ha richiesto che il caso venisse discusso nel Comitato europeo per la protezione dei dati. I ricercatori hanno anche contattato il fornitore di Grok, xAI, ma non hanno ricevuto risposta fino alla pubblicazione dello studio a settembre. A quel punto, i chat Grok erano ancora accessibili pubblicamente.
Il dibattito in corso su OpenAI
L'importanza del trattamento dei dati di chat è sottolineata anche dalle recenti sviluppi presso OpenAI. L'azienda annuncia l'intenzione di mostrare pubblicità personalizzata in ChatGPT in Europa in futuro, utilizzando informazioni da chat passati e attuali. La Data Protection Authority di Berlino ha avvisato che ciò potrebbe portare all'analisi di informazioni personali sensibili per scopi pubblicitari.