Una caduta senza precedenti

Le offerte di lavoro per profili junior sono scese del 35 % in un solo anno, dal 2024 al 2025, secondo un rapporto globale basato su oltre 1 700 lavoratori e candidati. Nello stesso periodo la quota di neolaureati che trovano impiego entro l’anno di laurea è diminuita del 10 % rispetto al 2021. I numeri non lasciano spazio a interpretazioni comode: il mercato del lavoro per chi inizia la carriera si sta restringendo in maniera strutturale.

Il settore tecnologico al centro del calo

I quindici maggiori gruppi tech americani hanno ridotto le assunzioni di profili junior del 25 % tra il 2023 e il 2024, secondo i dati di SignalFire citati da IEEE Spectrum. Confrontando questi dati con i livelli pre‑pandemia, il calo si attesta addirittura al 50 %. Il Bureau of Labor Statistics segnala una diminuzione complessiva del 27,5 % dell’occupazione dei programmatori tra il 2023 e il 2025, confermando che non si tratta di un semplice aggiustamento congiunturale, ma di una trasformazione strutturale.

Che cosa spinge il cambiamento?

L’adozione diffusa dell’IA generativa ha permesso alle aziende di automatizzare le attività tradizionalmente svolte da junior: scrittura di base, coding elementare, ricerca, gestione dati e assistenza clienti. I dati di Ravio sulla fascia P1 (i ruoli più junior) mostrano una riduzione media del tasso di assunzione del 73,4 %, a fronte di un calo del 7,4 % per tutti gli altri livelli. La forbice è enorme: le imprese preferiscono assumere chi è in grado di costruire e mantenere sistemi di IA, non chi può essere sostituito da tali sistemi.

Posizioni in crescita

Il contesto macroeconomico

Il rientro dalle assunzioni eccessive del periodo Covid, insieme a tassi di interesse più alti e margini di profitto sotto pressione, ha spinto molte aziende a tagliare le figure più sostituibili. L’IA ha fornito una giustificazione tecnologica – e uno strumento concreto – per ridurre le assunzioni di giovani talenti. Secondo uno studio citato da Ars Technica, l’effetto si manifesta “principalmente attraverso la riduzione delle assunzioni di lavoratori giovani piuttosto che attraverso licenziamenti”. Chi è già inserito in azienda è relativamente al sicuro; chi vuole entrare trova le porte sempre più strette.

Una realtà globale

La riduzione non è uniforme a livello geografico. In Europa, le piattaforme LinkedIn, Indeed e Eures hanno registrato un calo del 35 % delle posizioni junior tech nei principali paesi dell’Unione nel 2024. In India, le grandi aziende IT di servizi hanno ridotto i ruoli entry‑level tra il 20 % e il 25 %, secondo EY. Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione tra i neolaureati tra i 22 e i 27 anni ha contribuito per il 12 % all’aumento complessivo della disoccupazione dal 2023, secondo Oxford Economics. Il fenomeno è quindi globale e non limitato a una singola economia.

Prospettive a medio e lungo termine

Il World Economic Forum prevede la creazione di 78 milioni di nuovi posti di lavoro legati all’IA entro il 2030, ma questa prospettiva di lungo periodo offre poco sollievo a chi cerca occupazione oggi. Le università stanno reagendo: molte hanno stretto accordi con Anthropic e OpenAI per integrare la formazione sull’IA nei curricula. Gli studenti, da parte loro, si orientano verso lauree in machine learning e data science, abbandonando percorsi più generalisti.

Conclusioni

Il mercato del lavoro junior sta già cambiando forma: la domanda non è più se l’IA continuerà a ridefinire l’accesso alla carriera, ma con quale velocità lo farà nei prossimi due anni. Per i neolaureati, la sfida consiste nel dotarsi di competenze tecniche avanzate e capacità di interagire con sistemi di intelligenza artificiale, altrimenti le opportunità entry‑level continueranno a scemare in modo significativo.