L'applicazione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle grandi imprese sta iniziando a produrre risultati tangibili e significativi sui loro conti economici. Un nuovo rapporto pubblicato da NTT DATA, una delle principali società di consulenza tecnologica a livello mondiale, ha messo in luce come questa tecnologia stia diventando un motore cruciale per la crescita della redditività aziendale.

L'IA come motore di crescita finanziaria

Secondo lo studio di NTT DATA, diffuso lunedì 2 febbraio 2026, ben il 60% delle aziende spagnole ha visto il proprio profitto aumentare tra il 5% e il 15% nell'ultimo anno, attribuendo tale crescita direttamente all'utilizzo di strumenti basati sull'intelligenza artificiale. Questo dato non solo conferma il potenziale trasformativo dell'IA, ma evidenzia anche come le organizzazioni stiano concretamente traducendo gli investimenti tecnologici in guadagni finanziari.

Metodologia e segmentazione dello studio

Per realizzare questa ricerca approfondita, la società giapponese ha condotto interviste con più di 2.500 dirigenti in 35 paesi. Di questi, 75 erano spagnoli, fornendo una prospettiva specifica sul mercato iberico. L'indagine si è concentrata esclusivamente su organizzazioni di grandi dimensioni, quelle con più di 2.500 dipendenti, per analizzare l'impatto dell'IA su vasta scala.

Sulla base del grado di adozione e implementazione dell'IA, NTT DATA ha segmentato le aziende intervistate in tre categorie principali:

Le performance superiori delle aziende leader nell'IA

I risultati dello studio dimostrano una chiara correlazione tra la leadership nell'adozione dell'IA e una performance finanziaria eccezionale. A livello globale, le organizzazioni considerate leader nell'IA presentano un vantaggio significativo rispetto alle altre:

Un'altra distinzione fondamentale riguarda la scala delle loro operazioni: il 23,9% delle aziende leader nell'IA conta oltre 50.000 dipendenti, a fronte del 15,5% delle altre organizzazioni. Questo suggerisce che le aziende più grandi e ambiziose sono anche quelle che stanno sfruttando al meglio il potenziale dell'IA.

L'approccio strategico dei leader dell'IA

Ciò che distingue le aziende più avanzate non è solo l'adozione dell'IA, ma il carattere deliberato e strutturato con cui ridefiniscono il loro modello di business attorno a questa tecnologia. Secondo lo studio, queste organizzazioni non si limitano a implementare strumenti di IA, ma redesignano i loro processi interni da un capo all'altro basandosi sulla nuova tecnologia. Le priorità in questi cambiamenti si concentrano inizialmente sulle interazioni del dipartimento di front office, che include aree cruciali come marketing, vendite e servizio clienti. Tuttavia, i leader dell'IA promuovono attivamente anche l'automazione dei flussi nelle funzioni di back office e mid office, indicando un'integrazione a 360 gradi.

Investimenti e ciclo di successo

L'impegno verso l'IA si riflette anche nei budget specifici. Il 93% dei partecipanti alla ricerca ha dichiarato di disporre di un budget dedicato agli investimenti in soluzioni di intelligenza artificiale. Le aziende pioniere in questa tecnologia creano un circolo virtuoso: gli investimenti iniziali stimolano risultati precoci che, a loro volta, alimentano nuovi investimenti per continuare la crescita. Come sostengono gli esperti di NTT DATA, "il successo nell'investimento stimola la reinvestimento". Questo approccio proattivo si manifesta nella pianificazione futura: il 64,5% delle aziende definite leader nell'IA prevede di aumentare significativamente i propri investimenti in IA nei prossimi due anni, una percentuale notevolmente superiore rispetto al 45% delle aziende ritardatarie.

Due categorie di IA: generativa e di agenti

Lo studio di NTT DATA classifica le applicazioni dell'intelligenza artificiale in due categorie principali, ciascuna con un impatto distinto e in evoluzione:

  1. IA generativa o creatrice: Questi sistemi sono progettati per trasformare dati in testo, immagini o video. L'IA generativa ha già stabilito un nuovo standard di produttività in tutti i settori, automatizzando la creazione di contenuti e migliorando l'efficienza in numerosi processi creativi e comunicativi.
  2. IA di agenti o esecutrice: Definita da NTT DATA come il "salto decisivo del momento", l'IA di agenti porta la GenAI (IA generativa) dalla fase di creazione a quella di azione. Si tratta di sistemi autonomi orientati ai risultati che eseguono, iterano e ottimizzano in cicli chiusi. In pratica, sono capaci non solo di generare informazioni, ma anche di agire su di esse per raggiungere obiettivi specifici in modo autonomo.

Ridefinire il lavoro umano con l'IA di agenti

Quest'ultima categoria, l'IA di agenti, sta ridefinendo il lavoro umano in modi profondi. Invece delle tradizionali descrizioni di ruolo, le organizzazioni inizieranno a definire le funzioni in base a cicli di decisione, che includono quattro fasi fondamentali: acquisizione di dati, interpretazione, azione e valutazione. Alcuni di questi cicli saranno completamente automatizzati, mentre altri rimarranno ibridi, richiedendo una supervisione umana.

La forza lavoro del futuro: ecosistemi collaborativi

Come risultato di questa evoluzione, la forza lavoro del futuro sarà caratterizzata da ecosistemi collaborativi, dove le persone definiranno lo scopo e gli obiettivi, mentre gli agenti IA si occuperanno dell'esecuzione. L'obiettivo principale dei leader nell'IA in materia di talento non è la sostituzione, bensì l'aumento delle capacità umane. Il documento di NTT DATA introduce il concetto di "dipendenti aumentati", ovvero lavoratori della conoscenza, analisti e ingegneri le cui funzioni sono potenziate da strumenti di IA per ottenere miglioramenti significativi nella produttività e nell'efficienza.

Nuove categorie professionali nell'era dell'IA

L'emergere di queste nuove tecnologie sta anche creando categorie di lavoro inedite. Tra queste, lo studio identifica:

Sentimenti dei dipendenti e adozione dell'IA

All'interno delle organizzazioni, il sentimento dei dipendenti rispetto all'IA è spesso un misto di entusiasmo e incertezza. Se da un lato le persone riconoscono il potenziale di produttività offerto dall'IA, dall'altro temono che le loro funzioni o competenze possano perdere rilevanza. Questa ambivalenza può portare a una certa riluttanza nell'adottare l'IA, spinta dalla paura di diventare obsoleti.

Allo stesso tempo, le aziende hanno un bisogno crescente di dipendenti con una visione di business chiara, capaci di integrare l'uso dell'IA in tutta l'organizzazione. Quando i profili esperti e con una solida comprensione del contesto aziendale adottano l'IA, si trasformano in veri e propri difensori del cambiamento e, molto spesso, emergono come gli ambasciatori più efficaci di questa trasformazione digitale in atto.

In sintesi, l'intelligenza artificiale non è più una promessa futuristica, ma una realtà che sta concretamente plasmando il presente delle grandi aziende, migliorando i loro bilanci e ridefinendo la natura stessa del lavoro e dell'organizzazione aziendale. Le aziende che sapranno investire strategicamente e integrare l'IA in modo consapevole saranno quelle che coglieranno i maggiori benefici in termini di crescita e competitività.