L'intelligenza artificiale (IA) è ormai una realtà consolidata nel mondo aziendale. Un nuovo studio di McKinsey Global, pubblicato il 18 novembre 2025 e firmato da Robert Tusch per OMR, rivela che ben nove aziende su dieci, tra quelle intervistate, dichiarano di utilizzare regolarmente l'IA nelle loro organizzazioni. Tuttavia, nonostante questa adozione diffusa, il ritmo del progresso è tutt'altro che uniforme. La maggior parte delle aziende non riesce ancora a integrare l'IA in profondità nei propri flussi di lavoro, impedendo loro di ottenere vantaggi significativi a livello aziendale. Questo articolo esplorerà cosa mostrano i nuovi dati sul progresso dell'IA nelle aziende e come affrontare le sfide più urgenti.

La barriera tra test IA e scalabilità

A prima vista, i recenti risultati dello studio "State of AI in 2025" di McKinsey Global appaiono decisamente positivi. L'88% delle aziende intervistate a livello mondiale afferma di utilizzare già l'IA in almeno un processo, un aumento significativo rispetto al 78% dell'anno precedente. Questo dato suggerisce una rapida adozione della tecnologia, ma un'analisi più approfondita rivela una realtà più complessa.

Il vero nodo sta nella fase successiva all'adozione iniziale: la scalabilità. Due terzi delle aziende, infatti, si trovano ancora nelle fasi di sperimentazione o pilotaggio, ovvero in progetti su piccola scala e spesso isolati. Soltanto un terzo delle organizzazioni ha iniziato a scalare l'IA in modo sistematico, estendendola a diversi dipartimenti e aree di business. McKinsey distingue quattro livelli di maturità nell'adozione dell'IA:

Secondo lo studio, il passaggio dal progetto pilota alla scalabilità rimane il principale collo di bottiglia. La maggior parte delle aziende non fallisce a causa della tecnologia in sé, ma a causa di problemi legati all'organizzazione, ai processi e all'infrastruttura necessari per un'implementazione su vasta scala.

Le grandi aziende prendono il sopravvento

È interessante notare come la capacità di scalare l'IA sia fortemente correlata alla dimensione dell'azienda. Le grandi imprese, con un fatturato superiore ai cinque miliardi di dollari USA, riescono a scalare l'IA con molta più frequenza. Quasi la metà delle organizzazioni di queste dimensioni ha già raggiunto questa fase cruciale. I motivi di questa disparità sono piuttosto semplici e riguardano principalmente le risorse disponibili:

Il beneficio economico rimane puntuale

Parallelamente, gli impatti a lungo termine dell'integrazione dell'IA rimangono ancora in parte da definire. Sebbene il 39% degli intervistati dichiari un impatto misurabile sull'utile (EBIT), la maggior parte di essi stima tale impatto al di sotto del cinque percento. Questo suggerisce che, per molte aziende, l'IA non sta ancora producendo guadagni finanziari rivoluzionari nel breve termine. Tuttavia, i maggiori vantaggi vengono percepiti in termini di effetti qualitativi:

L'IA si traduce quindi meno in margini a breve termine e più in valori legati all'innovazione e alla clientela – fattori di successo che si riflettono finanziariamente solo con una scalabilità significativa e a lungo termine.

Il marketing è all'avanguardia

Un ruolo particolarmente rilevante nell'adozione dell'IA è assegnato al settore del marketing. Più di due terzi degli intervistati riconoscono che l'IA ha portato a un aumento delle vendite in marketing e sales. Questo è il valore più alto tra tutte le aree aziendali analizzate. I maggiori fattori trainanti, secondo l'indagine, sono:

Le piattaforme di social media, infatti, stanno sempre più integrando funzioni IA nei loro strumenti di gestione delle campagne pubblicitarie per facilitare alle aziende la creazione e la diffusione di annunci personalizzati. Per approfondire come implementare queste strategie in modo intelligente, è consigliabile consultare guide pratiche come quella intitolata "Social Ads con IA".

Cosa fanno diversamente i top performer dell'IA

Lo studio di McKinsey mette in luce anche i fattori di successo delle cosiddette "AI High Performers", ovvero quelle aziende che osservano un impatto sul profitto superiore al cinque percento grazie all'IA. Questi rappresentano circa il sei percento del campione totale e mostrano schemi distinti:

1. Ambizione

Le aziende più performanti non utilizzano l'IA solamente per aumentare l'efficienza, ma la impiegano in modo mirato per la crescita e l'innovazione. Hanno una visione strategica più ampia che va oltre la semplice ottimizzazione dei costi.

2. Struttura

Oltre la metà di queste aziende ha adattato radicalmente i propri processi all'IA (rispetto al 20% della media), anziché limitarsi a modificare "solo" alcune parti. L'automazione dei processi con l'IA (Automatisierung von Prozessen mit KI) è un componente fondamentale della loro strategia.

3. Leadership

I dirigenti di queste organizzazioni promuovono attivamente l'uso dell'IA. Sono tre volte più frequentemente coinvolti direttamente nella definizione e nella comunicazione di una chiara visione rispetto ai dirigenti delle altre aziende. Il loro impegno è cruciale per guidare il cambiamento.

4. Investimenti

Oltre un terzo delle aziende top performer investe più del 20% del proprio budget digitale in tecnologie IA. Questo tasso di investimento è significativamente superiore alla media, evidenziando una chiara priorità strategica e finanziaria nell'adozione dell'intelligenza artificiale.

Conclusione

La tecnologia da sola non è sufficiente. Una trasformazione di successo basata sull'IA richiede una scalabilità su più livelli: tecnico, organizzativo e culturale. L'integrazione dell'intelligenza artificiale in un'azienda non è solo una questione di implementazione di nuovi strumenti, ma un processo complesso che incide profondamente sulla struttura e la cultura aziendale. Nel corso di e-learning OMR Education "Comprendere, implementare e utilizzare l'IA", si apprendono proprio questi aspetti. Si scopre come le aziende possono impiegare l'IA in modo strategico e quale ruolo giocano la tecnologia, l'organizzazione e il cambiamento culturale per un utilizzo di successo.

Per saperne di più sull'integrazione dell'IA, l'autore Robert Tusch, redattore di OMR Education ed esperto di intelligenza artificiale, business digitale e marketing online, invita a esplorare i suoi articoli approfonditi sulle discipline di marketing, le tendenze e le innovazioni nel settore digitale.