28.08.2025 – 07:00

Una nuova e approfondita ricerca, intitolata "KMU Digital Pulse 2025", condotta da localsearch in collaborazione con la Hochschule Luzern (HSLU), ha messo in luce una profonda disparità tra le esigenze digitali dei consumatori e l'offerta attuale delle piccole e medie imprese (PMI) svizzere. I risultati dipingono un quadro allarmante per il settore, suggerendo che un significativo potenziale di mercato digitale viene sprecato e che molte aziende rischiano di rimanere indietro in un panorama in rapida evoluzione.

Lo studio rivela che una schiacciante maggioranza della popolazione svizzera, il 77%, desidera cercare servizi delle PMI online e prenotarli direttamente attraverso canali digitali. Tuttavia, la realtà è ben diversa: solo un misero 3% delle imprese soddisfa pienamente questa esigenza. Questa lacuna è ulteriormente evidenziata dalla crescente rilevanza dell'intelligenza artificiale (IA) come canale di ricerca, un fattore che sta rapidamente guadagnando terreno e che potrebbe accentuare ulteriormente il divario. Stefano Santinelli, CEO di localsearch, riassume la situazione con chiarezza: "La Svizzera è digitale, le sue PMI spesso non lo sono ancora. La rivoluzione dell'IA aggrava il ritardo e mette in discussione l'esistenza di molte aziende".

La lacuna informativa digitale

Uno degli aspetti più critici evidenziati dalla ricerca è la "lacuna informativa digitale". Un impressionante 82% della popolazione svizzera desidera informarsi online sui servizi offerti dalle PMI. Questo bisogno è particolarmente pronunciato tra i giovani e gli adulti in età lavorativa: nella fascia d'età 30-44 anni, ben il 91% desidera la possibilità di informarsi online, e persino tra i 60-79enni, 7 persone su 10 esprimono questo desiderio.

Contrariamente a queste aspettative, la realtà delle PMI è sconfortante. Solo circa un terzo delle PMI svizzere (36%) dispone di un proprio sito web, mentre quasi due terzi (64%) rinunciano completamente a una presenza online tramite un sito. La causa principale di questo basso valore sono le microimprese, quelle con 1-9 dipendenti, che costituiscono il 90% di tutte le PMI in Svizzera. Di queste, solo il 33% gestisce un sito web, il che significa che due terzi (67%) non ne hanno uno. Le PMI più grandi, sebbene non perfette, sono posizionate in modo significativamente migliore: il 69% delle piccole imprese (10-49 dipendenti) e addirittura il 95% delle medie imprese (50-249 dipendenti) sono presenti online con un sito web. Il marcato bisogno della popolazione di informazioni digitalmente disponibili sulle PMI si trova quindi in netto contrasto con la bassa percentuale di siti web tra le microimprese, un chiaro segnale del profondo divario tra le esigenze dei clienti e l'offerta digitale delle PMI. Stefano Santinelli, CEO di localsearch, ribadisce: "La stragrande maggioranza delle PMI svizzere è difficilmente rintracciabile online, e la mancanza di presenza online significa affari persi."

Visibilità online: dove le PMI svizzere perdono potenziale

Quando la popolazione svizzera cerca una PMI e non conosce ancora un fornitore, la grande maggioranza ricorre prima ai motori di ricerca come Google o Bing (80%) o segue i consigli di amici e conoscenti (75%). Le piattaforme di recensioni servono al 37% come primo orientamento, mentre gli elenchi online vengono utilizzati dal 23% per la ricerca iniziale. L'intelligenza artificiale, come ChatGPT o Copilot, così come i social media, sono utilizzati rispettivamente dal 13% degli intervistati come primo punto di contatto nella ricerca di servizi delle PMI. Questi dati sottolineano l'importanza di una strategia digitale diversificata.

Prof. Dr. Thomas Wozniak, esperto di comportamento dei consumatori e tecnologia presso la HSLU, commenta l'uso dei social media: "Il fatto che i social media non servano solo all'ispirazione e all'intrattenimento, ma siano anche utilizzati per la ricerca, dimostra chiaramente che le PMI dovrebbero integrare i social media nel loro mix di comunicazione e marketing, non da ultimo perché sono rilevanti anche per la cura dei contatti digitali." La maggior parte delle PMI con un sito web è presente sui motori di ricerca: l'87% delle PMI esaminate con un sito web dispone di un profilo aziendale su Google, e l'11% investe inoltre in Google Ads per aumentare miratamente la propria visibilità e commercializzare i propri servizi. La percentuale di tali annunci aumenta con la dimensione dell'azienda: il 17% delle piccole imprese li utilizza, e tra le medie imprese si arriva addirittura al 29%.

Lo studio "KMU Digital Pulse 2025" illustra chiaramente che le PMI devono essere trovate sia sui motori di ricerca, sulle piattaforme di recensioni e sugli elenchi, sia, più recentemente, tramite gli assistenti AI, se non vogliono rinunciare a un prezioso potenziale di clienti. "Un profilo aziendale completo su diverse piattaforme in combinazione con contenuti ottimizzati non è solo cruciale per la ricerca classica sui motori di ricerca, ma migliora anche la visibilità nelle query di ricerca tramite strumenti AI come ChatGPT o Copilot", aggiunge il Prof. Dr. Thomas Wozniak.

La Svizzera vuole prenotare online i servizi delle PMI

Lo studio "KMU Digital Pulse 2025" evidenzia senza ombra di dubbio che la popolazione svizzera non desidera solo ottenere informazioni sulle PMI online, ma anche prenotare i propri appuntamenti per i servizi direttamente tramite canali digitali. Nello specifico, il 77% degli intervistati si dichiara favorevole alla possibilità di prenotare appuntamenti presso le PMI online. Questo è un dato cruciale che le imprese non possono ignorare.

Questo bisogno è particolarmente pronunciato nelle fasce d'età 18-29 anni e 30-44 anni, dove l'87% desidera una prenotazione di appuntamenti online. Ma anche tra i 45-59enni la percentuale è alta, con il 74%, e persino tra i 60-79enni, il 64% è a favore di questa possibilità. Il bisogno di soluzioni di prenotazione digitale è quindi fortemente diffuso tra tutte le fasce d'età, dimostrando che non è un'esigenza generazionale, ma una preferenza consolidata nell'intera società. Inoltre, la possibilità di prenotazione digitale svolge un ruolo centrale nella scelta del fornitore. Per il 56% della popolazione, è un criterio decisivo. Questo è particolarmente importante per i 30-44enni, dove il 69% dichiara di preferire fornitori che consentono prenotazioni di appuntamenti online. La fiducia e la competenza digitale sono altrettanto elevate: l'80% degli intervistati si fida delle prenotazioni online presso le PMI, e l'82% si sente sicuro e competente nell'utilizzo di tali offerte. Lo studio evidenzia quindi una vasta fiducia nelle prenotazioni online presso le PMI e un'elevata competenza digitale nella popolazione.

Il divario tra domanda e offerta nelle prenotazioni online

Nonostante il chiaro bisogno della popolazione di opzioni di prenotazione digitale, la realtà dal lato delle imprese mostra un quadro diverso. Un'analisi di circa 47.000 siti web di PMI ha rivelato che solo il 7% dispone di uno strumento di prenotazione professionale. Ciò significa che nel 93% delle PMI esaminate, una prenotazione online di appuntamenti tramite il sito web con gli strumenti adeguati non è possibile. È interessante notare che la dimensione dell'azienda non ha alcuna influenza sulla disponibilità di tali strumenti, indicando una carenza diffusa e non limitata a specifiche categorie di imprese.

Se si considerano anche le PMI senza un proprio sito web, il divario diventa ancora più grande: complessivamente, solo il 3% di tutte le PMI svizzere dispone di un sito web con uno strumento di prenotazione integrato. Da ciò deriva il principale risultato dello studio: il 77% della popolazione svizzera desidera cercare servizi delle PMI online e prenotarli direttamente in formato digitale, ma solo il 3% di tutte le PMI svizzere soddisfa pienamente questa esigenza su un sito web. Stefano Santinelli, CEO di localsearch, non usa mezzi termini: "L'aspettativa della clientela è chiara: i servizi devono essere prenotabili online. Le PMI che non compiono questo passo perdono visibilità, fiducia e, in ultima analisi, fatturato, a favore delle aziende già digitalmente avanzate e pronte a soddisfare queste richieste."

L'intelligenza artificiale come fonte di informazione futura

Un'altra tendenza che non può essere ignorata è l'ascesa dell'intelligenza artificiale come strumento di ricerca e informazione. Già oggi, una persona su cinque utilizza strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT o Copilot per cercare e informarsi sui servizi delle PMI. Questa tendenza è trasversale a tutte le fasce d'età e le proiezioni future sono ancora più sorprendenti: circa il 50% della popolazione utilizzerà un assistente AI per la ricerca e l'informazione sui servizi delle PMI. Questo cambiamento radicale nel comportamento di ricerca dei consumatori rappresenta sia una minaccia che un'opportunità per le PMI. Quelle che sapranno integrare le loro offerte in questi nuovi canali avranno un vantaggio competitivo, mentre quelle che non lo faranno rischiano di diventare invisibili.

In conclusione, lo studio "KMU Digital Pulse 2025" serve come un chiaro campanello d'allarme per le PMI svizzere. Il divario tra le aspettative digitali dei clienti e la realtà delle offerte delle imprese è profondo e in crescita, esacerbato dall'emergere dell'intelligenza artificiale come canale di ricerca primario. Le imprese che non riusciranno ad adattarsi a questa nuova realtà digitale rischiano non solo di perdere clienti e fatturato, ma anche di compromettere la loro stessa esistenza in un mercato sempre più competitivo. È imperativo che le PMI svizzere abbraccino la digitalizzazione, investendo in siti web funzionali, strumenti di prenotazione online e una presenza ottimizzata su tutte le piattaforme rilevanti, inclusi i motori di ricerca e gli assistenti AI, per sbloccare il vasto potenziale di mercato digitale che attualmente stanno sprecando.