Il contesto: dal reverse engineering tradizionale all’AI generativa

Negli ultimi mesi la comunità di sviluppatori open source ha assistito a una nuova ondata di iniziative che mirano a riprodurre le funzioni di programmi leader come Microsoft Word, Excel e AutoCAD. A differenza dei classici progetti di reverse engineering, che si basano su analisi di binari e decompilazione, queste iniziative impiegano modelli di intelligenza artificiale per “osservare” il comportamento dell’applicazione e riscrivere da zero il codice necessario.

Il progetto più citato è REA (Reverse Engineer Anything), pubblicato su GitHub, che promette di generare versioni “compatibili” di software commerciali usando prompt dettagliati per modelli linguistici avanzati. Parallelamente, ArtCraft afferma di osservare le interfacce utente e le funzionalità di applicazioni esistenti, per poi ricrearle con codice scritto ex novo dall’AI, senza attingere a parti del software proprietario.

Quali sono i confini della legge sul copyright?

Il diritto d’autore italiano, in linea con la direttiva europea, tutela due aspetti fondamentali: il codice sorgente e le interfacce espressive. Il codice è protetto come opera letteraria, mentre le interfacce (layout, icone, combinazioni di colore) sono tutelate se mostrano originalità.

Tuttavia, la legge esclude dalla protezione le idee, i concetti, le funzionalità, i linguaggi di programmazione e i formati di file. Questo significa che, in linea teorica, è legittimo implementare da zero un programma che esegua le stesse operazioni di Word o AutoCAD, purché non venga copiato il codice o gli elementi grafici protetti.

Esempio pratico: un editor di testo

Il ruolo delle licenze open source e dei brevetti

Molti dei progetti citati scelgono licenze come GPL o MIT, che impongono la condivisione del codice sorgente e vietano l’inclusione di componenti proprietari. Questo approccio non solo favorisce la trasparenza, ma rende più difficile una successiva accusa di violazione, poiché ogni riga di codice è tracciabile.

Un’altra dimensione è rappresentata dai brevetti software. Se una funzionalità è coperta da brevetto (ad esempio un algoritmo di compressione specifico), anche una ricostruzione ex novo potrebbe violare il brevetto, a meno che non sia dimostrato che l’invenzione è indipendente.

Case study: formati di file

Il formato .dwg di AutoCAD è soggetto a brevetti e a una licenza di utilizzo proprietaria. Progetti come LibreCAD hanno scelto di implementare il supporto a formati aperti (DXF) e di offrire conversioni tramite librerie reverse‑engineered legalmente consentite. L’AI può aiutare a generare parser per .dwg, ma la loro distribuzione deve rispettare le restrizioni di brevetto e di licenza.

Azioni legali recenti e precedenti giudiziari

Nel 2021 un tribunale tedesco ha condannato un gruppo che aveva distribuito un clone di Microsoft Office basato su decompilazione diretta del codice. La sentenza ha sottolineato che la copia del codice sorgente, anche se parziale, costituisce una violazione. Al contrario, nel 2023 un caso in Italia ha assolto un team che aveva sviluppato un editor di fogli di calcolo partendo da specifiche funzionali pubbliche, dimostrando che la mera ricostruzione di funzionalità non è illegale.

Questi precedenti indicano che la chiave della difesa legale è la “prova di indipendenza”: documentare il processo di sviluppo, i dataset di addestramento usati dall’AI e le linee guida di codifica.

Consigli pratici per chi vuole creare un clone AI‑assisted

Per ridurre i rischi legali, gli sviluppatori dovrebbero:

Prospettive future: l’equilibrio tra innovazione e tutela

L’avanzamento dell’AI generativa rende più veloce la creazione di software concorrente, ma al contempo solleva nuove questioni etiche e giuridiche. Le autorità europee stanno valutando modifiche alla direttiva sul copyright per includere esplicitamente le opere generate da AI, ma al momento la normativa rimane centrata sulla protezione del codice e delle espressioni artistiche.

In conclusione, l’AI può davvero “clonare” Word, Excel e AutoCAD dal punto di vista funzionale, ma non può violare la legge se rispetta i confini della protezione del codice, delle interfacce e dei brevetti. Il successo di progetti come REA e ArtCraft dipenderà dalla capacità di dimostrare indipendenza tecnica e dalla prudenza nell’evitare elementi protetti da copyright o marchio. Il dibattito continuerà a evolversi man mano che la tecnologia avrà nuove potenzialità e la giurisprudenza si adatterà a questi cambiamenti.