L'adozione diffusa dell'IA in America Latina non genera ancora valore reale
11 Apr 2026
Fonte: Computer Weekly
L'IA in America Latina: tra rapida adozione e valore irrealizzato
L'intelligenza artificiale (IA) sta vivendo un'espansione senza precedenti in America Latina, con un'adozione che cresce a ritmi sostenuti, in particolare in Messico. Nonostante questa impetuosa diffusione tra gli individui e nelle operazioni aziendali, si registra una sorprendente discrepanza: l'impatto dell'IA generativa sui risultati di business rimane marginale. Questa divergenza tra l'entusiasmo per l'uso e la difficoltà nel monetizzarne il valore si è affermata come una delle principali contraddizioni nel panorama della trasformazione digitale regionale. I dati non lasciano spazio a dubbi: uno studio condotto da WeWork e PageGroup, intitolato “IA y presencialidad: el nuevo panorama laboral”, rivela che ben il 45% dei professionisti messicani ritiene che una quota significativa della propria mole di lavoro, stimabile tra l'11% e il 30%, possa essere efficacemente automatizzata dall'IA. Parallelamente, il 61% delle imprese nella stessa nazione ha già incorporato
qualche tipo di software con IA nelle proprie operazioni quotidiane, dimostrando una chiara propensione verso l'adozione tecnologica.
Il divario di competenze e la ricerca di formazione
Tuttavia, questa accelerazione nell'adozione si scontra con una lacuna strutturale a livello di competenze e capacità. Nonostante l'interesse e la rapida integrazione di software IA, la maggior parte del talento in Messico, circa il 71%, riferisce di possedere solo conoscenze di base sull'intelligenza artificiale. La percentuale di professionisti che si considera esperta o avanzata in materia è drammaticamente bassa, attestandosi a un misero 1%. Questa carenza di competenze specializzate rappresenta un ostacolo significativo alla piena valorizzazione dell'IA. È incoraggiante, d'altra parte, osservare che ben il 90% dei professionisti è attivamente alla ricerca di opportunità per
formarsi nell'intelligenza artificiale. Questa spinta alla formazione è una chiara risposta sia alla profonda trasformazione dei ruoli lavorativi indotta dall'IA, sia alla crescente pressione competitiva che caratterizza il mercato odierno, indicando una consapevolezza della necessità di aggiornamento e specializzazione.
Il valore economico: una sfida regionale
Amplificando la prospettiva a livello regionale, il quadro delineato dal rapporto “Latin America in the Intelligent Age” del Foro Economico Mondiale, sviluppato in collaborazione con McKinsey & Company, è ancora più eloquente riguardo alla sfida del valore. Secondo questo studio, solamente un esiguo 6% delle aziende in America Latina è effettivamente in grado di generare un valore economico significativo dall'implementazione dell'IA. Questo valore viene quantificato come un impatto positivo superiore al 5% sui loro utili prima di interessi e imposte (EBIT), un indicatore cruciale della salute finanziaria e dell'efficienza operativa di un'impresa. La bassa percentuale sottolinea come, nonostante gli investimenti e la diffusione, l'IA stia faticando a tradursi in un tangibile vantaggio economico e a permeare in modo incisivo la struttura finanziaria delle organizzazioni della regione, rimanendo spesso un costo anziché un motore di profitto.
Mario Marchetti, direttore generale di Sinch per l'America Latina, ha efficacemente riassunto questo scenario di divario tra adozione e valore, offrendo una prospettiva critica sulla situazione attuale. "In America Latina, l'intelligenza artificiale è già una realtà quotidiana per i collaboratori, integrata nelle loro routine lavorative individuali, ma paradossalmente continua ad essere assente nell'architettura strategica del business", ha osservato Marchetti. Egli ha sottolineato che, in assenza di una revisione e riprogettazione approfondita dei processi aziendali esistenti, e senza l'introduzione di metriche di impatto chiare e misurabili, l'IA rischia di rimanere una "mera sovrastruttura tecnologica isolata". In tali condizioni, la tecnologia, per quanto avanzata, si rivela incapace di generare un valore sostenibile e di trasformare realmente le dinamiche operative e competitive delle imprese, limitandosi a essere un costo o un esperimento piuttosto che un motore di crescita.
La frammentazione: il cuore del problema
Uno dei fattori cruciali alla base di questa apparente contraddizione risiede nella marcata frammentazione che caratterizza l'adozione dell'IA nella regione. Si osserva frequentemente che i singoli dipendenti, spinti dalla ricerca di maggiore efficienza personale e dalla facilità d'uso, impiegano autonomamente
strumenti di IA per ottimizzare le proprie mansioni. Tuttavia, questa adozione dal basso verso l'alto spesso non trova riscontro in una visione strategica complessiva a livello organizzativo. Molte aziende, infatti, non dispongono di una strategia integrata e ben definita che riesca a connettere e armonizzare queste capacità individuali di IA con obiettivi di business ben delineati, con una governance efficace dei dati e con la fondamentale esperienza del cliente. Il risultato è un'adozione dispersa e disomogenea che, pur potenziando la produttività a livello individuale, fallisce nel trasformare radicalmente le operazioni aziendali nel loro complesso e, di conseguenza, nell'incidere positivamente sui margini di profitto. L'IA rimane così un insieme di strumenti utili, ma non un catalizzatore di cambiamento sistemico.
Gli esperti di Sinch evidenziano come questa frammentazione e la conseguente breccia di valore siano particolarmente evidenti e deleterie nei processi di comunicazione con i clienti. Troppo spesso, l'intelligenza artificiale viene implementata come una soluzione
ad hoc o un'aggiunta superficiale, manifestandosi ad esempio sotto forma di chatbot informativi di base o di automazioni isolate per compiti specifici. Queste applicazioni, sebbene utili in contesti circoscritti, non vengono integrate in modo strutturale e organico nei flussi completi di interazione con il cliente, che includono la fase di attenzione, quella di vendita e il cruciale supporto post-vendita. La mancanza di un'integrazione profonda e olistica impedisce all'IA di sprigionare il suo pieno potenziale, limitandone drasticamente l'impatto finanziario e operativo. Invece di trasformare l'intera catena del valore della relazione con il cliente, l'IA rimane un anello debole o un elemento slegato, incapace di generare miglioramenti sistemici e misurabili.
L'imperativo di un'IA strategica
Marchetti ha ulteriormente chiarito la sua posizione, sottolineando che "la vera sfida per le aziende non è semplicemente quella di
usare più intelligenza artificiale, ma piuttosto quella di utilizzarla in modo più efficace e strategico". Secondo il direttore generale di Sinch, quando le implementazioni di IA non sono strettamente allineate con le aspettative e le necessità dell'esperienza del cliente (CX) e con indicatori di business concreti e misurabili, la loro adozione non si eleva al di sopra di un mero "esperimento tecnologico". In tali circostanze, l'IA non riesce a trasformarsi in un reale vantaggio competitivo. Questo implica che le imprese devono spostare il focus da un approccio quantitativo all'adozione a uno qualitativo, garantendo che ogni investimento in IA sia deliberato, mirato e profondamente integrato negli obiettivi strategici e nelle dinamiche relazionali con il proprio pubblico di riferimento.
Guardando al futuro, in particolare verso il 2026, la sfida imminente per le organizzazioni in Messico e in tutta l'America Latina non consiste più nel dover validare il potenziale intrinseco dell'intelligenza artificiale. Quel potenziale è ormai ampiamente riconosciuto e accettato. Il vero nodo da sciogliere è come colmare la persistente lacuna tra l'adozione diffusa dell'IA e la generazione di valore economico tangibile. Gli esperti di Sinch hanno ribadito con forza questo concetto, affermando che "trasformare l'IA in risultati misurabili richiede l'elaborazione di una visione strategica coesa e lungimirante, capace di intrecciare inestricabilmente tecnologia, processi aziendali e comunicazione". In questo percorso critico, le aziende che dimostreranno la capacità di integrare l'intelligenza artificiale non come un semplice strumento periferico, ma come il nucleo pulsante della loro relazione con i clienti, saranno indubbiamente nella posizione migliore per capitalizzare. Esse potranno convertire l'efficienza tecnologica in crescita sostenibile a lungo termine, garantendosi un vantaggio competitivo significativo in un mercato sempre più digitalizzato e guidato dall'innovazione.
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