La Deutsche Nationalbibliothek, il Bundesarchiv e l’Archivio Letterario Tedesco di Marbach hanno presentato una richiesta per la creazione di un archivio digitale a lungo termine per il patrimonio culturale tedesco. Secondo un loro piano, presentato recentemente davanti al Comitato del Bundestag per la Cultura e i Media, il governo federale dovrebbe stanziare circa 150 milioni di euro tra il 2027 e il 2036 per lo sviluppo dell’infrastruttura. Lo scopo è centralizzare e professionalizzare gli sforzi attuali, spesso frammentati, per conservare testi, immagini, e registrazioni audio in forma digitale.
Un approccio centralizzato
Molte istituzioni culturali minori in Germania dispongono oggi di soluzioni IT isolate che occupano inutilmente risorse. Il concetto proposto prevede invece una base tecnica unica, con il governo federale che fungesse da curatore tecnico e le istituzioni che resteranno i proprietari legali dei dati. La partecipazione sarà volontaria e le organizzazioni coinvolte potranno avvalersi di un’archiviazione a lungo termine professionale senza dover sostenere i costi di infrastruttura.
Per i beni culturali di particolare interesse nazionale, i promotori intendono offrire una copia obbligatoria garantita, al fine di proteggere il patrimonio da eventuali fallimenti istituzionali.
Modello francese come esempio
I promotori del progetto presentano il modello "Gallica marque blanche" della Biblioteca Nazionale Francese come esempio. Dal 2013, il programma permette a piccole istituzioni culturali di utilizzare l’infrastruttura tecnica della Biblioteca Nazionale per gestire le proprie raccolte digitali.
Fase di realizzazione e software open source
I tre istituti culturali hanno previsto una fase di preparazione per il 2027, durante la quale cercheranno un software open source come base iniziale. Al fine di evitare il rischio di "vendor lock-in", l’intera architettura IT dovrebbe basarsi interamente su standard aperti. A partire dal 2029, la costruzione di un “Dark Archive”, un archivio estremamente protetto, sarà avviata.
Soltanto dal 2033 sarebbe introdotto un sistema separato per l’accesso esterno ai dati tramite API. Questo accesso separato offrirà agli studiosi la possibilità di effettuare ricerche su larga scala digitali.
Osservazioni sulle spese operative
I custodi del progetto stimano che la manutenzione IT per l’architettura a due livelli, una volta completata, costerà 15 milioni di euro all’anno a partire dal 2036. Le spese includeranno personale specializzato, procedure di sicurezza continue e la migrazione di file in formati obsoleti. Le istituzioni partecipanti potrebbero ridurre considerevolmente i loro costi in materia infrastrutturale.
Separazione dal sistema della Biblioteca Digitale Tedesca
I promotori chiariscono esplicitamente che il nuovo progetto non è inteso come un estensione del portale online della Deutsche Digitale Bibliothek (DDB). Mentre quest'ultima funziona come aggregatore online senza funzioni di archiviazione fisica, il sistema previsto dovrebbe essere un backend reale. Le DDB potrebbe, in futuro, essere utilizzata come interfaccia nazionale per accedere ai dati archiviati.
Battaglia contro il decadimento fisico
La necessità di nuove infrastrutture e di investimenti nel digitale è emersa in un’audizione dinanzi al Comitato Cultura e Media del Bundestag il 24 giugno 2026. L’Archivio Federale, ad esempio, ha segnalato nell'audizione un grande ritardo nella digitalizzazione dei documenti governativi. L’entità prevede di digitalizzare 15 chilometri di documenti governativi entro 10 anni. I documenti cartacei originari saranno distrutti (scansione sostitutiva), e agli enti che li hanno consegnati saranno forniti documenti digitali su richiesta.
Il nuovo deposito centrale
Oltre all'enfasi sulla digitalizzazione, l’Archivio Federale insiste per un moderno sistema alternativo al deposito principale esistente. Man mano che il supporto su microfilm diventerà obsoleto, il cosiddetto "Barbarastollen" vicino a Freiburg perderà progressivamente la sua funzione. Al suo posto, un nuovo “digital Barbarastollen” federale dovrà accogliere le copie di sicurezza e renderle accessibili direttamente online.
La richiesta del Deutscher Kinematheksverband
Il Deutscher Kinematheksverband ha espresso in un documento separato la propria richiesta di digitalizzazione. Secondo le sue cifre, il 93 percento della storia cinematografica tedesca esiste solo in forma analogica sino al 2010. L’intero archivio cinematografico tedesco, da 1895 al 2010, si stima composto da circa 142.000 opere. Per prevenire il deterioramento, è necessario investire 200 milioni di euro nei prossimi due decenni.
La linea strategica del ministro Weimer
I piani per espandere l’infrastruttura digitale s’integrano con la strategia generale del ministro federale della Cultura Wolfram Weimer, che cerca di ridurre i fondi per l’archiviazione non-digitale a favore del digitale. In passato, Weimer ha ipotizzato tagli all’archiviazione analogica, decisione che ha suscitato critiche nel settore culturale.