L’iperinflazione è uno dei problemi più pericolosi che un’economia può affrontare. Essa si manifesta quando il tasso di inflazione supera il 200% all’anno, causando una perdita drastica del valore della moneta locale. Nei paesi colpiti, i cittadini tendono a cercare alternative al proprio sistema monetario. Le criptovalute, grazie al loro carattere decentralizzato e alla stabilità offerta da alcune piattaforme, stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Il Venezuela e l’Argentina rappresentano due casi emblematici di questa tendenza.
Il Venezuela è da anni vittima di una crisi economica profonda, alimentata da un’elevata inflazione e da una gestione finanziaria inefficiente. L’inflazione ha raggiunto percentuali allucinanti nel 2018 – si registrò un tasso dell’80.000.000% – causando l’effettiva inutilizzabilità della moneta locale, il bolivar. Di conseguenza, tantissimi venezuelani hanno incominciato ad adottare Bitcoin e Ethereum come mezzo di scambio e conservazione del valore. Anche le stablecoin, che sono associate ad asset stabili come il dollaro statunitense, sono cresciute in circolazione. Si stima che oggi circa l’11% della popolazione utilizzi le criptovalute in maniera quotidiana.
Argentina: tra dollari e Bitcoini
La situazione argentina non è molto diversa. L’economia argentina ha sperimentato episodi ripetuti di iperinflazione e svalutazione della moneta (il peso argentino). Nel 2023 si è registrato un’iperinflazione intorno al 130%. Questo ha portato a un rapido aumento della domanda di alternative, tra cui criptovalute. Il governo ha cercato di controllare l’accesso ai conti bancari in dollari, ma molti argentina hanno trovato vie alternative, come l’uso di cripto o l’acquisto di dollari a prezzi di mercato nero. In risposta, il settore finanziario locale e privato sta integrando sempre più le criptovalute nei propri servizi, come il commercio elettronico, gli invii di denaro all’estero e i risparmi digitali.
Il movimento verso l’uso di criptovalute non è soltanto un atto reattivo; rappresenta in molti casi una strategia di lungo termine per proteggere il proprio potere d’acquisto. I dati di Statista rivelano che l’interesse per le criptovalute in Sud America è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, con mercati di trading locali che stanno acquisendo un peso significativo. In entrambi i paesi, le app per criptovalute e le piattaforme di e-commerce stanno diventando indispensabili per la popolazione.
Esempi concreti di adozione tecnologica
- Le startup argentinesi come Ripio hanno introdotto sistemi di gestione degli investimenti in criptovalute per la massa media.
- Il Venezuela ha visto un aumento di piattaforme che offrono il cambio di bolivar in Bitcoin, rendendo accessibile chiunque abbia una connessione internet.
- Negli anni si sta registrando un crescente numero di famiglie che utilizza cripto per pagare bollette, fare acquisti online o inviare denaro ai propri parenti all’estero.
Un aspetto non trascurabile è che l’utilizzo di criptovalute può aiutare a ridurre la corruzione e i frodi monetarie, in quanto le transazioni sono tracciabili e decentralizzate. Tuttavia, il mercato delle cripto non è privo di rischi. I cambiamenti bruschi di valore, le truffe e la mancanza di una regolamentazione chiara costituiscono ancora ostacoli per molti cittadini. Pertanto, è essenziale che le autorità, in collaborazione con gli operatori del mercato, adottino misure per migliorare la trasparenza e la tutela dei risparmiatori.
Sebbene criptovalute siano spesso associate a investitori finanziari, in realtà il loro ruolo principale nei paesi in crisi monetaria riguarda l’accesso a una moneta stabile. I casi di Venezuela e Argentina insegnano che quando i sistemi finanziari tradizionali falliscono, la tecnologia blockchain si presenta come un’alternativa tangibile. Il futuro potrebbe vederci un aumento della collaborazione tra governi e istituti fintech per fornire strumenti più solidi e accessibili alle persone comuni.