Introduzione

L’Intelligenza Artificiale (IA) è riconosciuta come elemento chiave per lo sviluppo industriale in Italia, secondo nove manager su dieci intervistati. Tuttavia, più della metà di loro (53,4 %) segnala la mancanza di competenze come principale freno alla sua piena implementazione nelle imprese.

Altri ostacoli emergono dall’indagine: il timore di rischi cyber (62 %) e l’incertezza sulla misurazione del ROI (43 %). Questi risultati provengono da una ricerca demoscopica presentata alla giornata di apertura del Business Leaders Summit, organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

Il contesto del Business Leaders Summit

Il summit si svolge all’Allianz MiCo fino a giovedì e riunisce oltre 1 000 C‑level per discutere le sfide di un’industria in trasformazione, grazie al contributo di più di 200 speaker tra top manager, esperti, accademici e referenti istituzionali.

“La prima edizione di questo rapporto”, spiega Gabriele Ferrieri, presidente di Angi – Associazione nazionale giovani Innovatori, “ci permette di analizzare il termometro della corsa all’AI anche tra le imprese del nostro Paese”. Il rapporto offre spunti di confronto che, condivisi in contesti come il summit, consentono di tracciare una rotta strategica per la crescita e l’innovazione.

Metodologia dell’indagine

L’indagine, illustrata dal professor Roberto Baldassari, direttore generale dell’Istituto demoscopico LAB21 dell’Università Roma Tre, è stata realizzata da Angi in collaborazione con Fiera Milano. Sono stati intervistati 500 C‑Level distribuiti uniformemente in sette categorie (70 manager per categoria).

Intitolata “The Navi World Vision”, la ricerca prende spunto dal tema “Welcome to the Navi World: nuove mappe, nuove bussole, nuovi capitani”, che caratterizza il Business Leaders Summit di quest’anno. L’acronimo NAVI (Non‑linearità, Accelerazione, Volatilità, Interconnessione) sintetizza il contesto socio‑economico mondiale attuale.

Principali risultati: competenze

Il 53,4 % degli intervistati indica la mancanza di competenze come ostacolo principale. Anche se la tecnologia è disponibile e, in molti casi, già presente nelle aziende, l’aspetto critico è la capacità di assorbirla e trasformarla in pratica organizzativa.

Affrontare questo nodo richiede una risposta coordinata tra imprese, istituzioni e sistema formativo.

Principali risultati: ROI e misurazione

Il 43 % degli intervistati ritiene incerto il ROI legato all’IA. In dettaglio:

Senza metriche condivise, l’IA rischia di essere finanziata per “ondate di entusiasmo” e tagliata al primo segnale di budget ristretto. È quindi prioritaria la costruzione di framework di valutazione robusti, capaci di catturare sia i benefici di efficienza sia quelli di trasformazione, coinvolgendo funzioni finanziarie e operative.

Principali risultati: sicurezza informatica

Il rischio cyber è il terzo ostacolo più citato, con il 62 % del campione che lo indica come principale preoccupazione. Dettagli aggiuntivi:

Questi dati evidenziano la necessità di integrazioni tra team di sicurezza e progetti di IA fin dalle fasi di progettazione.

Visione strategica: resilienza e adattività

Tiziana Tucci, responsabile della Business unit di Fiera Milano, sottolinea che “il business del nostro Paese si sta trasformando a doppia velocità: dall’uno c’è rincorsa all’innovazione, dall’altro difficoltà dei professionisti a tenere il passo”.

Il 78,6 % dei leader intervistati percepisce la propria organizzazione come resiliente e adattiva, ma la resilienza è descritta come uno stato “costruito ogni giorno” grazie a persone, competenze, strumenti e capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato.

Impatto sul futuro dell’industria italiana

Secondo Baldassari, “Il Navi World è il presente, non il futuro”. L’IA è vista come fondamentale per rispondere ai cambiamenti in atto da oltre il 90 % del campione, ma gli ostacoli identificati (competenze, ROI incerto, sicurezza) limitano ancora la sua piena efficienza nel sistema industriale italiano.

La ricerca suggerisce che, seppur la tecnologia sia presente, la capacità di assorbirla e tradurla in pratiche operative è carente. Il talento digitale e la formazione continua emergono come priorità assolute.

Programma del Business Leaders Summit

Il summit prevede, giovedì 8 ottobre, una sessione dedicata ai rischi finanziari per l’industria nel mondo NAVI, con l’intervento di Bruno Rovelli, Chief Investment Strategist di BlackRock Italia.

Una riflessione sul ruolo della transizione ecologica, considerata chiave per nuovi modelli di sviluppo, sarà affidata a Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation e founder della rete globale degli impact investors (GSGImpact).

Il discorso di chiusura avrà come protagonista il navigatore oceanico Giovanni Soldini, ambassador di Amref Health Africa‑Italia, che racconterà la sua esperienza di modello di sviluppo economico e sociale sostenibile sperimentato in Kenya.

Conclusioni e prospettive

L’indagine dimostra che l’Italia è consapevole del potenziale dell’IA, ma deve ancora “spiegare le vele” per coglierne le opportunità. La sinergia tra imprese, istituzioni e sistemi formativi, insieme a strumenti di misurazione solidi e a una robusta governance della sicurezza, rappresenta la via per trasformare l’IA da promessa a realtà operativa.

Il Business Leaders Summit si conferma come piattaforma fondamentale per condividere best practice, costruire network di conoscenza e definire le linee guida di una trasformazione industriale sostenibile e competitiva a livello globale.