Le reti elettriche, le fabbriche, gli ospedali, i sistemi di trasporto e i servizi pubblici costituiscono il fondamento del funzionamento delle nostre società. Tuttavia, la loro trasformazione digitale li espone a minacce informatiche sempre più complesse. Nel suo rapporto State of Critical Infrastructure Cybersecurity Report 2026, pubblicato il 6 ottobre 2026, Palo Alto Networks presenta un quadro preoccupante: nonostante gli investimenti in cybersicurezza, molte organizzazioni non dispongono ancora della visibilità e della coordinazione necessarie per proteggere efficacemente le loro infrastrutture.
Un aumento preoccupante degli incidenti di sicurezza
Il primo insegnamento del rapporto è chiaro: gli attacchi informatici non rappresentano più solo una minaccia per i sistemi informatici e i dati. Possono influenzare direttamente la continuità delle operazioni, la sicurezza delle persone e la stabilità economica delle organizzazioni. Secondo lo studio, il 59% delle organizzazioni intervistate ha subito un incidente di sicurezza maggiore negli ultimi dodici mesi. Tra quelle colpite, il 96% dichiara di aver subito conseguenze significative. Le ripercussioni sono molteplici: il 50% dei rispondenti segnala preoccupazioni legate alla sicurezza fisica, il 49% interruzioni di attività non pianificate e il 46% perturbazioni della produzione. Le perdite finanziarie riguardano anche il 46% delle aziende vittime.
Sistemi industriali obsoleti: un punto debole persistente
Uno dei principali ostacoli riguarda le tecnologie operative, o OT (Operational Technology). Questi sistemi controllano le attrezzature fisiche, gli automi industriali, gli impianti di produzione e alcuni processi essenziali per il funzionamento delle infrastrutture. A differenza degli ambienti informatici tradizionali, questi dispositivi sono spesso progettati per funzionare a lungo, con elevate esigenze di disponibilità e stabilità. Il loro sostituzione o aggiornamento può rivelarsi costoso, complesso o addirittura impossibile senza interrompere le operazioni.
Il rapporto rivela che il 68% delle organizzazioni non dispone di una visibilità completa e in tempo reale sugli apparecchi collegati alle loro reti OT. In media, il 23% degli asset collegati a questi ambienti è considerato non gestito o difficile da monitorare. Ancora più preoccupante, il 52% dei rispondenti identifica i sistemi OT obsoleti come uno dei principali ostacoli a una visibilità efficace, mentre il 42% considera gli apparecchi industriali obsoleti e impossibili da correggere come uno dei loro più grandi rischi informatici.
Questa situazione complica il rilevamento delle vulnerabilità, la priorità delle minacce e la reazione agli incidenti. Un dispositivo mal identificato o insufficientemente monitorato può diventare un punto di ingresso per un attaccante, senza che le squadre di sicurezza dispongano immediatamente delle informazioni necessarie per intervenire.
La moltiplicazione degli strumenti che indebolisce la difesa
Di fronte alla complessità delle minacce, le aziende hanno spesso aggiunto nuove soluzioni di sicurezza al loro ambiente esistente. Questa strategia può tuttavia produrre l'effetto opposto a quello desiderato quando porta a una frammentazione degli strumenti e dei dati. Secondo il rapporto, le organizzazioni utilizzano in media sette sistemi e strumenti di sicurezza distinti. Questa moltiplicazione si accompagna a difficoltà operative: il 59% dei rispondenti evidenzia una complessità accresciuta nella gestione, il 56% un aumento dei costi operativi e il 46% lacune nella copertura di sicurezza.
L'accumulo di soluzioni può anche rallentare la risposta agli incidenti. Gli allarmi sono distribuiti tra diverse piattaforme, le squadre devono incrociare manualmente le informazioni e la comprensione globale di un attacco diventa più difficile. Il problema non è quindi solo la mancanza di tecnologie, ma anche la loro capacità di funzionare insieme.
Mancanza di cooperazione tra IT e OT
La separazione tra le squadre informatiche (Information Technology, IT) e le squadre responsabili delle tecnologie operative (OT) costituisce un'altra debolezza importante. Storicamente, questi due mondi hanno evoluto con obiettivi diversi. Le squadre IT privilegiano la riservatezza dei dati, la gestione degli accessi e la protezione delle reti. Le squadre OT si concentrano maggiormente sulla disponibilità delle attrezzature, la stabilità dei processi e la sicurezza delle operazioni fisiche. Con la convergenza delle reti informatiche e industriali, questa separazione diventa tuttavia sempre più difficile da mantenere.
Il rapporto rivela che il 74% delle aziende non ha ancora pienamente integrato le loro operazioni di cybersicurezza IT e OT. Tra i principali ostacoli figurano l'incompatibilità tecnologica, citata dal 44% dei rispondenti, e le differenze di priorità tra le squadre, anch'esse menzionate dal 44%. Questa frammentazione può rallentare la circolazione delle informazioni, complicare le indagini e ritardare la presa di decisione in caso di incidente. Una collaborazione più stretta permetterebbe di condividere le informazioni sulle minacce, di comprendere meglio le conseguenze di una compromissione e di coordinare le misure di protezione senza compromettere la continuità delle operazioni industriali.
Priorità per rafforzare la resilienza
Di fronte alla moltiplicazione delle minacce informatiche, le aziende responsabili delle infrastrutture critiche devono rafforzare la loro capacità di anticipare, rilevare e gestire gli incidenti. Questo passa prima di tutto per una migliore visibilità sugli apparecchi collegati, per identificare gli asset vulnerabili e i sistemi insufficientemente supervisionati. La razionalizzazione degli strumenti di sicurezza costituisce un altro leva essenziale per migliorare il rilevamento delle minacce e accelerare la risposta agli incidenti.
A questi problemi si aggiunge la necessità di rafforzare la cooperazione tra le squadre informatiche (IT) e operative (OT), la cui coordinazione rimane determinante per preservare la continuità delle attività. L'integrazione dell'IA e dell'automatizzazione può anche contribuire a migliorare l'efficacia dei dispositivi di difesa, a condizione di tenere conto delle specificità degli ambienti industriali. Infine, le organizzazioni devono testare regolarmente la loro resilienza attraverso simulazioni di attacchi, esercitazioni di gestione delle crisi e test di ripristino, per verificare la loro capacità di mantenere o ripristinare i servizi essenziali in caso di incidente.