Dal luglio 2026 cambia una regola doganale fondamentale nel commercio online europeo: la soglia gratuita per le spedizioni internazionali di valore inferiore a 150 euro sarà abolita. Al suo posto, ogni spedizione proveniente da un paese non membro dell'UE dovrà pagare una tassa minima di tre euro. Ma in alcuni casi, potrebbe andare anche peggio.
I cambiamenti più significativi
Particolari conseguenze della riforma spettano alle piattaforme asiatiche come Temu, Shein e AliExpress, che hanno rivoluzionato il mercato europeo negli anni recenti con prezzi estremamente competitivi e spedizioni dirette dall'Asia. Molti venditori, soprattutto su questi siti, hanno sfruttato la vecchia soglia di esenzione scompartendo ordini in più spedizioni. In futuro, tuttavia, ogni spedizione sarà soggetta a un minimo di 3 euro, e non esisterà più una soglia di esenzione, rendendo inevitabile un aumento del costo per l'acquirente.
Quali sono le conseguenze per i consumatori?
La principale preoccupazione è: ogni spedizione diventerà effettivamente più costosa, oppure i venditori troveranno modi per aggirare la nuova normativa? Per i consumatori, inoltre, sorge un’altra domanda cruciale: vale ancora la pena anticipare gli acquisti prima del 30 giugno 2026?
Obiettivi della Unione Europea
La Unione Europea ha adottato questa misura con diversi intenti principali. Da un lato, la riforma mira a fornire un finanziamento più sostenibile per gli uffici doganali, che già affrontano una mole impressionante di spedizioni. Nel 2025, per esempio, sono state importate 5,8 miliardi di spedizioni, pari a quasi 15,9 al giorno. Questo rappresenta un'enorme pressione sugli uffici doganali, che devono sostenere costi di verifica che, ormai, non sono più sostenibili.
Un ruolo strategico del Belgio
Uno dei centri nevralgici del commercio elettronico è il centro logistico a Lüttich, in Belgio. Questa infrastruttura è centrale per la gestione dei colli provenienti, specialmente, da Temu e Shein. L’aeroporto ha gestito nel 2025 circa 1,1 miliardi di operazioni commerciali. La capacità di gestione di questi volumi da parte degli uffici doganali è ormai esaurita.
Il contrasto con i venditori europei
Un'altra motivazione fondamentale della riforma è di carattere regolamentare: la Commissione Europea cerca di bilanciare la competizione tra venditori europei e internazionali. Secondo le aziende europee, i commercianti di paesi terzi hanno spesso un vantaggio considerevole, soprattutto nei mercati digitali. I prezzi estremamente bassi e la spedizione diretta ai consumatori rendono questi venditori molto competitivi. La nuova riforma cerca quindi di bilanciare il campo, anche a vantaggio delle aziende locali.
Esempi pratici di aumento dei costi
Consideriamo un esempio: un acquirente che acquista due T-shirt diverse da Shein dovrà pagare 3 euro in aggiunta al prezzo delle T-shirt. Se invece acquista due T-shirt identiche, la tassa è solo di 3 euro complessivi. Nel caso acquistasse un paio di jeans e una maglietta, il costo supplementare salirà a 6 euro.
- 1 pacco con una categoria merceologica: 3 euro aggiuntivi
- 2 pacchi, categorie diverse: 6 euro
- 5 pacchi, stessa categoria: 3 euro
Il costo maggiore si sentirà specialmente nel segmento a basso prezzo, dove la tassa equivale a rialzi del 30-75%. Questo effetto può ridurre di molto il fascino delle "belle offerte" disponibili su Temu, che per anni hanno sfruttato il basso costo delle spedizioni.
Reazioni da parte dei venditori
I venditori di Temu, Shein e AliExpress potranno reagire in diversi modi. È probabile che alcuni inizino a consolidare ordini o a mantenere magazzini in Germania o in altri paesi dell'UE. Questo permetterebbe loro di consegnare direttamente da stock europei, al di fuori della tassa doganale. Amazon, eBay e piattaforme simili seguiranno questa strada anche loro, per scontare il più possibile la riforma.
Strategie di marketing
Per mitigare il colpo, i venditori potrebbero adottare tattiche di marketing mirate, come l’offerta di pacchetti multipli al prezzo di uno, spingendo i consumatori ad ordinare di più in una volta sola. Allo stesso tempo, potrebbero cercare di sottolineare i vantaggi come la convenienza di ricevere prodotti a costi sostenibili, o mettere in risalto offerte rapide e vantaggi in termini di reso e garanzia.
Logistica e sostenibilità
Una soluzione praticabile è l’importazione di grandi quantità in Europa e successivo invio da lì. Questa strategia richiede però una buona infrastruttura logistica. Temu e Amazon già si stanno preparando a lungo termine per gestire meglio queste operazioni. Al contrario, le tariffe doganali sono stabili e difficili da aggirare, rendendo le strategie alternative un po' più complesse.
Un vantaggio per gli Händler europei
Beneficeranno della riforma soprattutto gli esercenti europei, a cui la nuova norma offre un vantaggio concorrenziale. Se i prezzi di piattaforme asiatiche saliranno, saranno i tempi di consegna, la qualità del servizio e le garanzie ad attirare i consumatori. Nonostante queste potenzialità, però, c'è da chiedersi se piccole e medie aziende riusciranno davvero a competere con il potere delle grandi piattaforme.
Last minute? Una strategia da valutare
Per chi ha già intenzione di effettuare un acquisto e sa che il prodotto proviene da un Paese extra UE, un’ottima soluzione potrebbe essere anticipare l’ordine prima dell’entrata in vigore della riforma. Attenzione però: conta non quando si ordina, ma quando la merce entra nei Paesi UE o quando è registrata a fini doganali. Ordinare cose che non si necessita potrebbe non essere un'idea saggia; meglio concentrarsi, invece, sulla creazione di ordini condivisi con familiari o amici.