Il governo del Regno Unito sta avanzando un piano per vietare ai minori di 16 anni l’accesso alle principali piattaforme social, ispirandosi al modello australiano. Con il termine “Australia-plus”, il programma britannico è definito come un’evoluzione più restrittiva, e vede come obiettivo principale il blocco delle attività online che potrebbero esporre i minorenni a rischi. Le piattaforme interessate includono TikTok, Instagram, Facebook, X, YouTube, Snapchat, Threads, Reddit, Twitch e Kick.

La decisione mira a proteggere i giovani da contenuti dannosi, interazioni inappropriate e da algoritmi progettati per mantenere gli utenti collegati a lungo, inclusi elementi come Endlos-FEED e autoplay. Il premier Keir Starmer ha sottolineato come aziende tecnologiche abbiano fallito nel garantire la sicurezza dei minorenni online e come fosse giunto il momento di intervenire, ponendo un limite chiaro e vincolante.

Un appoggio significativo da parte dei genitori

In una consultazione che ha visto la partecipazione di circa 116.000 cittadini, l’83 per cento dei genitori ha espresso la convinzione che i rischi legati all’uso dei social siano superiori ai benefici, mentre il 90 per cento sostiene la proposta di un'età minima di 16 anni. Il premier Starmer ha affermato che l’abbandono completo da parte dei social migliorerebbe la sicurezza, la felicità e le opportunità dei ragazzi. Si è anche fatto riferimento alle esperienze dell’Australia, dove un piano simile è entrato in vigore a dicembre 2025.

Le restrizioni coinvolgeranno non solo il blocco diretto delle app social, ma anche limitazioni su piattaforme di gaming e streaming, come ad esempio la possibilità di chattare con utenti adulti. È in corso una valutazione sull’attuazione di limiti per l’uso notturno, la riduzione di design adatti ad alimentare la dipendenza e l’uso di algoritmi che facilitino l’autoplay. Una particolare attenzione verrà dedicata anche alle limitazioni sulle utilità offerte da chatbot alimentati dall’intelligenza artificiale.

Le critiche da parte del settore tecnologico

Nel frattempo, mentre il Regno Unito si muove in questa direzione, in Germania c’è un dibattito acceso. Gli educatori tedeschi non supportano l’idea di età minime rigide e puntano invece su una crescita basata sulle competenze digitali e la resilienza. Il Consiglio nazionale tedesco per l’etica ha espresso riserve sulla legittimità di una linea legislativa simile, poiché non considera la capacità variabile dei minorenni. Anche il Bitkom accusa di non concreti gli interventi proposti, chiedendo una strategia più mirata per migliorare l'educazione digitale e la formazione degli insegnanti.

L’Australia come esempio

Il Regno Unito non è la prima nazione ad adottare un regime simile. L’Australia lancia questa misura già dal 2025, introducendo un controllo obbligatorio per l'età degli utenti tramite la verifica dell'età online. Nonostante le attese, l’esecuzione non è stata priva di problemi. I giovani hanno cercato vie alternative come l’utilizzo di false età o connessioni tramite servizi di rete virtuali privata (VPN) e il Regno Unito sta valutando mezzi di controllo tecnologici sofisticati, come i sistemi di “assurance dell'età” altamente efficaci (HEAA).

Il contesto tecnologico europeo

La questione è discussa anche a livello tecnologico. Il Regno Unito si basa sull’esistente “Online Safety Act” e sull’autorità di regolazione Ofcom. Secondo fonti tecniche, la completa attuazione di un sistema di controllo per il minorenni è una sfida complessa, poiché comporta un monitoraggio costante. Si prevede un inizio operativo del programma nel primo semestre del 2027.

Un modello britannico “più forte”

I piani del Regno Unito andranno oltre l’unica verifica degli utenti. Sono previste misure più rigorose, come per esempio:

Il Regno Unito punta a fornire un modello chiaro e coerente. Al contempo, il governo intende completare la legislazione entro l’anno per garantire piena applicabilità delle nuove norme.

Un confronto con la Germania e l’Unione Europea

In Germania la strategia adottata fino ad ora è diversa. La Konferenza dei Ministri della Cultura tedeschi ha espresso una posizione a favore dell’educazione digitale come strumento principale rispetto alle restrizioni legislative. L’idea è che la protezione dei minori debba concentrarsi più sull’addestramento rispetto alle barriere leggi. Il risultato, pero, è che la Germania non ha mai definito un'età legale minima chiara né un approccio uniforme.

Dal punto punto di vista dell’Unione Europea, c’è il lavoro di una commissione creata per il controllo dei minorenni in rete, con una scadenza prevista per il 24 giugno. Il documento prodotto conterrà circa 50 raccomandazioni, mirante a supportare non solo le scuole ma anche le strutture educative non-formali, i genitori e le istituzioni come gli uffici sanitari locali.

Considerazioni globali

La decisione del Regno Unito si muove in un contesto più ampio di discussione sui rischi del digitalismo. Dopo i dati forniti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), si evidenzia che i giganti tecnologici hanno fallito nel trovare una strada sostenibile verso una crescita più consapevole in rete. L’approccio britannico sembra voler ridefinire il rapporto tra le aziende, gli utenti più giovani e la protezione sociale. Il governo britannico si dice convinto che le sue iniziative siano all'avanguardia rispetto al resto del mondo.