Nel campo della computazione quantistica (Quantum Computing), l’Italia si colloca in una posizione strategica per lo sviluppo del software quantistico, un settore che, se sviluppato correttamente, può garantire vantaggi tecnologici e industriali notevoli. Federico Mattei, Quantum Ambassador di IBM Italia, in occasione dell’evento IBM Quantum Connect a Milano, ha sottolineato che per le aziende hi-tech italiane ed europee esiste un grande potenziale nello sviluppo del software quantistico.

Una Strategia Nazionale è Fondamentale

Gli investimenti privati e quelli pubblici sono cruciali per accelerare l’avanzamento del settore, ma una visione strategica coordinata tra le diverse regioni è necessaria per non disperdere risorse, e per permettere alle aziende di crescere in termini di competitività a livello globale.

IBM Italia stessa ha recentemente investito 10 miliardi di dollari in cinque anni, puntando in modo significativo sul settore quantistico. Allo stesso tempo, l’Unione Europea cerca di competere con i fondi sommativi nazionali, ma rischia di frammentarsi. In Italia sono già stati stanziati 500 milioni di euro per il Sud, di cui una parte dedicata alla tecnologia quantistica.

Matei sottolinea: “Il messaggio per il nostro paese è che abbiamo competenze per sviluppare una grande industria del software quantistico, quasi una ‘SAP del Quantum’ o una ‘Microsoft del Quantum’ europea.

Hardware e Software: Due Facce di Una Medaglia

Mentre negli Stati Uniti come in Europa si sono creati centri per lo sviluppo dell’hardware, il layer dello sviluppo software è ancora sottodimensionato. Quest’ultimo, però, è essenziale per generare un vantaggio commerciale.

Gli strumenti software, come Qiskit, permettono di lavorare su diverse piattaforme senza doversi legare a un unico produttore di hardware. Questo apre ad un’ampia collaborazione, soprattutto quando si coinvolgono startup specializzate. Mattei sottolinea l’importanza di una sinergia tra startup di ricerca e aziende più strutturate:

Velocità e Collaborazione: Il Punto Cruciale

Il Quantum Computing si evolve rapidamente: ad esempio, si è passati in un anno da simulazioni molecolari di poche decine di atomi a quelle che coinvolgono oltre 12mila. Mattei sottolinea che: “Chi si muove subito e forma competenze specifiche mantiene vantaggi competitivi più duraturi rispetto al mercato tradizionale e al settore dell’intelligenza artificiale, che è stato molto più dinamico e veloce.

La chiave è lavorare in rete invece di fare le cose da soli. Collaborare con le startup e i centri di ricerca è essenziale per creare soluzioni innovative. IBM spiega che si muove al fianco delle aziende, portando la tecnologia hardware per dare strumenti a quei partner che sviluppano software e algoritmi per il business.

Un Percorso Tecnologico in Corso

L’azienda ha una roadmap chiara: entro il 2029, obiettivo è produrre computer “fault-tolerant”, ossia privi di errori, con un grande numero di qubit programmabili. Gli strumenti di oggi sono già in grado di gestire macchine con più di 100 qubit, che non sono più simulabili da hardware di tipo classiche. Inoltre, attraverso meccanismi di mitigazione dell’errore, si prevedono i primi segnali di vantaggio quantistico.

Impatto Globale e Investimenti Strategici

Gli investimenti di IBM in questo settore non si limitano solo al proprio sviluppo: insieme al Governo degli Stati Uniti, è in corso un finanziamento di 1 miliardo di dollari per un impianto chiamato Anderon, destinato a produrre chip quantistici in modo da portare la produzione da prototipo a scala industriale.

Quantum Centric Supercomputing

Matei introduce il concetto di “Quantum Centric Supercomputing”: un modello in cui la risorsa quantistica (QPU) entra a far parte di un architettura complessiva, al fianco di CPU e GPU.

Questo permetterà di lavorare su problemi complessi in maniera non affrontabile con i metodi classici oggi disponibili. In Italia, il CINECA ha già installato macchine quantistiche europee; in Giappone e negli Stati Uniti, invece, i sistemi con più di 150 qubit stanno già contribuendo a simulazioni di interesse industriale.

Campioni Italiani: Algorithmiq e G2Q Computing

Algorithmiq, fondata nel 2020, è una startup europea tra le più avanzate nello sviluppo di algoritmi quantistici. La sua specializzazione è il settore chimico, biochimico e life sciences. La startup si basa su un layer software proprietario per effettuare simulazioni molecolari e chimiche impossibili con strumenti classici.

Obiettivi di Algorithmiq

Con una sede globale a Milano, Algorithmiq ha riscosso 18 milioni di euro nel 2026 (con United Ventures e CDP come principali investitori), e un totale di 36 milioni, segnando un importante momento finanziario per una startup italiana nel settore quantistico.

G2Q Computing, un’altra startup con sede a Milano, sviluppa software ibrido quantistico-classico dedicato a ottimizzazione aziendale, machine learning, finanza e applicazioni spaziali. Fondata nel 2023, nasce dalla fusione di competenze in fisica quantistica, simulazioni finanziarie e ingegneria avanzata.

Quantum Advantage Tracker di IBM

Il raggiungimento del Quantum Advantage, che rappresenterebbe il punto in cui la computazione quantistica si distingue chiaramente da quella classica, è un tema dibattuto. IBM ha lanciato un portale open source su GitHub, chiamato Quantum Advantage Tracker, che permette a studiosi e sviluppatori di pubblicare i propri algoritmi e