Informatica a scuola: la nuova normativa

Il decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025 ha adottato le nuove Indicazioni Nazionali, che per la prima volta prevedono obiettivi di apprendimento relativi all’informatica fin dalla primaria. L’obiettivo è promuovere un uso critico e consapevole delle tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, a partire dalle classi prime del 2026/2027. La normativa richiede quindi che ogni bambino, anche se non ancora in grado di leggere, inizi a confrontarsi con la logica che governa le macchine.

Un ritorno a Candido: l’importanza del lavoro concreto

Nel 1759 Voltaire pubblicò Candido, la storia di un giovane ingenuo educato dal precettore Pangloss a credere di vivere “nel migliore dei mondi possibili”. Dopo guerre, terremoti e naufragi, Candido comprende che la saggezza sta nel coltivare il proprio giardino, smettendo di contemplare il mondo e lavorando con pazienza. La stessa lezione si riflette nell’approccio alla scuola digitale, dove la pratica e l’errore guidano l’apprendimento.

Il pensiero computazionale: la logica delle macchine

Come afferma l’informatico olandese Edsger Dijkstra, l’informatica riguarda i computer più di quanto l’astronomia riguardi i telescopi. La logica alla base delle macchine è ciò che chiamiamo pensiero computazionale: scomporre un problema in parti più piccole e disporre in sequenza istruzioni precise per raggiungere un obiettivo, cioè costruire un algoritmo. I bambini, senza renderne conto, già lo praticano quotidianamente, dalla sequenza per lavarsi i denti alla conta per decidere chi è sotto a nascondino.

Un’insegnante, non un docente di informatica

L’informatica non diventerà una materia autonoma, ma sarà integrata in matematica e tecnologia. Non è previsto un insegnante dedicato; la maestra di classe dovrà guidare i bambini nei concetti di algoritmo. Come osserva Agenda Digitale, le condizioni per farlo davvero sono ancora da costruire: una norma senza strumenti è una ricetta senza cucina. Gli educatori hanno bisogno di formazione specifica e di supporto didattico.

Sofia, la collana illustrata che introduce l’intelligenza artificiale

La protagonista Sofia accompagna i bambini dai tre ai dodici anni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, nel mondo dell’intelligenza artificiale. Il suo lavoro include canzoni, guide per gli insegnanti, formazione professionale e un laboratorio dedicato alla consapevolezza dell’IA. Sofia spiega cosa è una macchina che sembra sapere tutto e perché conviene non crederle alla lettera.

Maestro Carlo: l’avatar che racconta

Il libro “Maestro Carlo”, pensato per la classe prima secondo le nuove Indicazioni, è un “ecosistema digitale” al cui centro si trova l’avatar di Carlo stesso, che prende la parola e narra. Il libro ruota attorno a un oggetto legato a un mese dell’anno, creando un calendario didattico che accompagna la classe da settembre a giugno. Ogni capitolo si conclude con giochi, perché a sei anni un concetto che non passa per le mani difficilmente resta nella testa.

Il pappagallo: un modello di computer

Accanto a Maestro Carlo, il laboratorio propone un pappagallo che ripete ciò che gli si dice, una metafora semplice di computer. I bambini scoprono che un’istruzione ambigua produce un risultato sbagliato, che l’errore non è una colpa ma un’informazione. Basta